Premio IQU 9, Riqualificazione urbanistica dell’Ambito di trasformazione ex Annonaria, denominato Cremona City Hub

Progettazioni Architettura – Riqualificazione urbanistica dell’Ambito di trasformazione ex Annonaria, denominato Cremona City Hub

Referente progetto: Pietro Chierici

 

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Il programma di riqualificazione urbana dell’area ex-Annonaria promosso dall’Amministrazione di Cremona tramite il concorso internazionale in due fasi, denominato Cremona City Hub, conclusosi nel maggio 2012, si fonda sulla volontà di garantire nuovi ed elevati standard di accoglienza, abitabilità e identità, in grado di soddisfare un mercato sempre più esigente e variegato.

 

Il progetto vincitore, intitolato Sette note per Cremona, persegue una logica di città sana, compatta ed economicamente sostenibile nell’intento di produrre un disegno unitario in continuità con la struttura storica della città consolidata. La dinamica evolutiva della proposta progettuale intende far convivere elementi di qualità ecologica come la diversità, l’interdipendenza, il contesto, l’informazione, la stabilità dinamica eleggendo a valori irrinunciabili, la solidarietà, la cultura, la storia, la conoscenza e l’innovazione.

 

Le questioni ambientali affrontate nel progetto dell’area, suddivise per tematiche, sono sintetizzabili nella compattazione urbana, nel corretto equilibrio tra la mineralità dei luoghi e l’utilizzo degli spazi pubblici, nella gestione del sistema dei trasporti e della viabilità alle sue diverse scale, nella gestione delle risorse energetiche (con particolare attenzione al tema dell’acqua analizzato nelle sue articolate declinazioni).

 

Il progetto complessivo è organizzato in modo flessibile per punti, o per cluster, tra loro connessi in funzione delle mutevoli necessità finanziarie e dei diversificati obiettivi di trasformazione urbana. L’adozione di un metodo di progettazione incrementale ha consentito di organizzare gli spazi funzionali all’interno dell’ambito complessivo secondo una logica consequenziale circolare, organizzando l’eventuale realizzazione secondo tre fasi principali, ognuna delle quali garantisce una propria indipendenza economica e funzionale pur mantenendosi saldamente correlata alle fasi precedenti e successive.

 

Dal un punto di vista dell’organizzazione spaziale tale processo si è tradotto nella definizione di quattro comparti urbani distinti, in continuità l’uno con l’altro grazie all’adozione di una trama compatta e tramite la presenza di un importante spazio pubblico dinamico che accoglie e pone in relazione le differenti scale del progetto.

 

Il tema dell’isolato urbano a trama densa ha costituito il modulo compositivo e morfologico dei comparti residenziali, caratterizzati dalla tipologia a corte i cui fronti sono pensati compatti sul perimetro esterno, mostrando una maggiore apertura e discontinuità volumetrica verso l’interno, come evidenzia l’analisi dell’armatura urbana della Cremona storica.

 

L’articolazione del programma funzionale propone la compresenza di alloggi, uffici e negozi di vicinato all’interno dello stesso ambito, ricercando il medesimo grado di mixitè tipico della città antica e consolidata.

 

L’architettura del percorso e la percezione del paesaggio fondano le proprie radici sul concetto di “misura”, di “sequenza” e di “ritmo”, così da poter individuare un sistema di spazi il cui attraversamento pone l’abitante in un continuo susseguirsi di scorci visivi e di esperienze sensoriali costantemente in divenire, destinati a rappresentare gli elementi grammaticali di una nuova appropriazione spaziale.

 

La presenza di un’infrastruttura sportiva quale lo stadio, di evidente impatto dimensionale, induce una riflessione sul ruolo che manufatti di questa natura ricoprono all’interno del tessuto urbano: il suo rapporto, non soltanto con la città costruita ma anche con la trama delle relazioni sociali, pone quale tema guida della progettazione la possibilità di interpretare tale edificio come una “piazza per la socialità”, dotata di una molteplicità di attività che ne consentano la frequentazione quotidiana e una percezione visiva rapportata alla scala dell’abitante e della vita di quartiere, narratore di tante storie di cui lo sport, come bene culturale, è portatore.

 

Il parco tecnologico, infine, si pone come ambito sperimentale, volano economico della città contemporanea, all’interno del quale sviluppare e potenziare la ricerca e la tecnologia, attraverso la formazione e l’applicazione di nuove progettualità che sappiano integrare il mondo universitario con il mondo della produzione e del mercato.

 

La volontà di dotare Cremona di un nuovo ambito caratterizzato dalla compresenza di densità abitativa, salubrità, solidarietà e di una rinnovata socialità, mantenendo un’immagine unitaria e in continuità con la storia, ha indotto il disegno di una città in grado di cristallizzare materialmente l’armonia musicale che trae le proprie radici nella tradizione artigianale locale. La presenza di un elemento generatore centrale, uno spazio dinamico attorno al quale e in continuità del quale si dispongono e si relazionano i quattro comparti di progetto, si ispira idealmente alle fessure intagliate sulla superficie superiore della cassa armonica del violino.

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