Premio IQU 9, Recupero e riconversione della Chiesa dei santi Giorgio e Dionigi A Catania

Realizzazioni architettura –

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L’intervento è ubicato in una zona di margine del tessuto del centro storico di Catania tra Piazza Palestro e il Cimitero Monumentale, in un quartiere con forti problematiche economiche e sociali e con una significativa percentuale di popolazione immigrata. Il recupero e la riconversione della Chiesa dei Santi Giorgio e Dionigi, da decenni in stato di abbandono, in centro culturale e auditorium gestito dalla Caritas Diocesana di Catania vuole costituire un polo riconoscibile di aggregazione all’interno di un contesto, quali le aree di margine, che non presenta elementi di identificazione culturale, al fine di avviare un processo di rigenerazione culturale e sociale che inevitabilmente avrà ricadute ed effetti positivi sulla città.

 

Il Progetto di restauro ha previsto il recupero di tutti gli spazi esistenti attraverso la ristrutturazione della Chiesa, destinandola ad auditorium e attrezzando gli spazi a sud come locali per centro di aggregazione. L’impianto d’insieme, con la successione di spazi chiusi e aperti quali la corte interna e il giardino retrostante, è stato mantenuto ma ridefinito in alcune parti.

 

L’ingresso principale alla struttura avviene da via Acquicella, attraverso il cortiletto esterno che funge altresì da luogo di riunione e foyer e rappresenta anche un percorso di smistamento per i vari locali. L’edicola esistente all’estremità del corridoio esterno è stata recuperata, collocandovi all’interno l’icona dei Santi Giorgio e Dionigi.

 

La Chiesa, pur nella povertà dello spazio interno e dell’apparato decorativo, si presentava con caratteri di omogeneità costruttiva e con qualche elemento che, per il valore intrinseco, si è voluto preservare, come l’altare rivestito con marmi e la decorazione pittorica sulla volta dell’abside. Sono stati eliminati alcuni elementi, quali la cantoria sopra l’ingresso principale, la balaustra di separazione tra l’altare e la navata, e la volta in gesso, in modo da configurare il volume al suo interno senza elementi aggiunti, effettuando quasi un’opera di pulizia nella visione dello spazio.

 

Tutte le parti originarie della Chiesa sono state dipinte di bianco restituendo così il nuovo spazio come un involucro neutro all’interno del quale sono stati inseriti gli episodi progettuali. I nuovi elementi introdotti sono stati rivestiti interamente con pannellature fonoassorbenti in legno a piccole doghe orizzontali. La tribuna sospesa all’interno dello spazio della navata riequilibra il rapporto tra larghezza e altezza dello spazio. Le nicchie laterali ad arco ogivale esistenti sono state occupate da elementi in legno che contengono gli impianti tecnologici. I corpi edilizi a sud sono stati ricostruiti, realizzando uno spazio foyer, e una scala in acciaio e legno che conduce allo spazio tribuna.

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