Premio IQU 9, Recupero di Villa De Rin a Trieste

Progettazioni Architettura – Recupero di Villa De Rin a Trieste

Referente progetto: Maurizio Bradaschia 

 

Scarica la scheda del progetto

 

Villa de Rin viene eretta nel 1852. Villa padronale ubicata alla periferia nord della città di Trieste, sul costone carsico, in posizione dominante sul golfo, la Villa è realizzata in muratura portante in pietra arenaria.

 

L’edificio versa in uno stato di forte degrado ed abbandono.

 

Insieme alla Villa è stata acquistata un’ampia area di territorio agricolo circostante (15 ettari), coltivata a vigneto.
I terreni si presentano con esposizione Ovest – Sud – Ovest; la pendenza è stata ridotta al minimo con una serie di terrazzamenti che interessano tutti i terreni della proprietà. Il contenimento è stato effettuato con la costruzione di murature a secco in arenaria, che presentano diversi stadi di conservazione e che vanno a formare i caratteristici terrazzamenti (pastini) della costiera triestina.

 

Un primo edificio presente nell’ampio comprensorio è stato da subito adibito all’attività agricolo enologica.
Il progetto presentato è finalizzato a riqualificare l’intera proprietà attraverso il recupero e valorizzazione della Villa storica da adibire ad attività connesse a quelle dell’azienda agricola. Lo scopo è quello di realizzare un luogo dedicato all’arte e alla cultura in simbiosi con l’attività enologica.

 

Lo storico edificio, recuperato, sarà infatti destinato ad attività ricettivo turistiche correlate alla cultura del vino, e della storia della città e del territorio La Villa e gli edifici ad essa correlati sono destinati infatti a:
– cantina e locali per la degustazione dei vini;
– sale conferenze;
– sale per esposizioni;
– uffici e studi;
– alloggi.

 

Un luogo immerso nel verde e nella natura, recuperato e riutilizzato per ritrovate funzioni residenziali (turistiche) e produttive (legate alla coltivazione a vigneto e alla produzione di vini locali).

 

L’architettura proposta evita l’anastilosi e la riproposizione tout court del “dov’era, com’era”, per proporre l’integrazione volumetrica dell’antico manufatto, attraverso l’utilizzo di materiali contemporanei (acciaio e vetro) a segnalare la presenza del nuovo, l’accostamento del nuovo con l’antico.

 

Viene così ri-costruita la vecchia torre, in vetro e acciaio, secondo le antiche geometrie (semplificate), a riproporre volumi, spazialità, connessioni, immagini di un tempo, in congruenza con il progetto contemporaneo.

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