Premio IQU 9, Ravenna: nuova corte Palazzo Corradini e Congressi

Realizzazioni Architettura – Ravenna: nuova corte Palazzo Corradini e Congressi 
Referente progetto: Federico Foschi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

 

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L’iniziativa progettuale è scaturita dalla duplice volontà di consolidare, da un lato l’insediamento strategico dell’Università di Bologna nella città di Ravenna, dotandola di
nuovi spazi e servizi, dall’altro di offrire un’opportunità di integrazione tra il mondo universitario ed il tessuto sociale cittadino. Si è individuato allora nel complesso edilizio che include Palazzo Corradini e Palazzo dei Congressi, in via Mariani, nel cuore storico della città, il luogo dove intervenire.

 

La proposta si è concretizzata nella realizzazione di uno spazio aperto polifunzionale, accogliente, in grado di rispondere alle esigenze degli studenti e della comunità locale, luogo di incontro e svago, ideale per lo svolgimento di iniziative ed eventi culturali e ricreativi ma anche estensione all’aperto della biblioteca di campus già presente in Palazzo Corradini.

 

L’area cortilizia di oltre mq 500, interclusa da Palazzo Corradini (risalente al XVII sec) e dal più recente Palazzo dei Congressi (anni ’90 del ‘900) era un’area negletta, ospite di una stratificazione casuale ed occasionale, di interventi di carattere impiantistico e di sicurezza, efficace area di parcheggio in pieno centro storico. I due palazzi ancorché limitrofi erano di fatto ancor distanti, non tanto per ragioni architettoniche, quanto per l’infrapporsi di materiale incoerente, disomogeneo e provvisorio che ne costituiva i selciati, gli approntamenti presenti e gli arredi, limitandone e disincentivandone la praticabilità e conferendo quella pervicace trascuratezza delle aree di mezzo.

 

Il progetto è diventato occasione di ricerca, applicandovi il metodo sperimentale di architettura associativa, metodo che si pone l’obiettivo di offrire soluzioni strettamente connesse alle percezioni ed ai processi cognitivi (vedi la sezione: Metodologia di progettazione).

 

Nel caso in esame, il gruppo di lavoro ha individuato una serie di associazioni di idee inerenti al sito, da cui sono emerse alcune immagini mentali di senso comune legate agli “orti” (l’area storicamente era un orto urbano), all’atmosfera campestre, alla calura estiva, alla protezione dal sole, al verde agreste. Quindi si è identificata la concept key word, nella parola orto, nel senso di luogo ameno e distensivo, governato dall’uomo in accordo con la natura.

 

Si è allora individuata un’immagine gestalt nell’opera di Vincent Van Gogh: Campo recintato con sole nascente (1889). A partire da quanto evoca l’immagine si è sviluppato il progetto architettonico: la tipologia delle forme, dei materiali e delle texture: così le trame delle coltivazioni diventano fasce parallele di pavimentazioni a correre, cumuli di nuda terra: podi e gradonate con rampe e rivestimenti in conglomerato tipo levocel; doghe in legno composito (per ragioni di manutenzione), aiuole e installazioni floreali, enfatizzate da fondali in vetro, richiamano la vegetazione, ampi tendaggi riferiscono all’esigenza della protezione dal sole, arredi da esterni come enormi frutti sul terreno.

 

Definite le modalità espressive, l’intervento si è focalizzato sull’esigenza di razionalizzare i collegamenti (vi si affacciano 17 accessi e due androni a quote diverse) e le reti impiantistiche rifacendole ex-novo, rimuovendo i macchinari, inclusi gli ingombranti vani contatori (traferiti in prossimità della strada) e confinandoli in zone più discrete. L’area è stata completamente pavimentata in file parallele di pietra luserna montata a correre, alternate a file diseguali di cogoli di fiume, file che nell’aiuola diventano veri filari, con piante aromatiche e viti (l’uso della vite è stato molto apprezzato dagli utenti sia per l’aspetto ornamentale che per l’accesso al frutto). E’ stata sostituita la scala di emergenza originaria con una in acciaio in tralicci ad albero, accostandola al fabbricato per recuperare spazio utile, sotto di essa si è ricavato uno spazio tecnico schermato.

 

Per collegare alcuni degli accessi a quote diverse, mitigare l’impatto della scala di sicurezza, nonché per creare una sedile continuo utile ai fruitori per soggiornare nella corte, sono state realizzate delle rampe-gradoni in cls levocel e legno composito, protette dal sole con tendaggi in pvc su montanti inox e fioriere continue.

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