Premio IQU 9, Progetti per il recupero del centro storico di Mirandola in seguito al sisma del 2012

Progettazioni Architettura – Progetti per il recupero del centro storico di Mirandola in seguito al sisma del 2012

Referente progetto:  LAPRIMASTANZA 

 

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Immaginare la riqualificazione di una città a seguito di un evento sismico richiede una doverosa riflessione sul tema della catastrofe. Oggi il termine viene utilizzato sostanzialmente come sinonimo di “disastro”, “distruzione” e “rovina”. In realtà però vi è un altro modo di intendere un evento catastrofico: nell’etimologia della catastrofe risuona, infatti, il verbo greco strèpho che ha, tra i suoi numerosi significati, anche quello di “girare” nel senso di “girare la barra del timone”, mutando la rotta, oppure di “voltare lo sguardo”, “ruotare le pupille”, cambiando panorama. In questo senso la catastrofe non è solo una figura tradizionale della distruzione e dell’annientamento, ma anche un simbolo poderoso di trasformazione. Il progetto ha come fonte di ispirazione l’ambito naturale e biologico: la natura è intesa come il nuovo volto positivo, la nuova “buona stella” per la città, che con il suo rassicurante succedersi nelle stagioni garantisce, dopo la morte dell’inverno, la rinascita di una rigogliosa primavera.

De omnibus rebus et de quibusdam aliis_Giovanni Pico della Mirandola

 

L’idea è creare un “vade-mecum”, un vero e proprio manuale d’uso con una serie di soluzioni urbane, architettoniche, normative ed organizzative. Istruzioni per l’uso per riqualificare l’ambito 1/nord-ovest di Mirandola. Ecco la serie: sei step, sei temi, sei idee.


step1_la circonvallazione: ferita aperta da suturare

Riduci i limiti di velocità lungo via della Circonvallazione. L’accessibilità carrabile alla città rimarrà efficiente ed inalterata. > La ferita dentro-fuori, centro-periferia verrà suturata a garanzia di un notevole aumento delle zone pedonali.


step 2_ i parcheggi: l’auto come ospite indesiderato

Mantieni inalterato il numero di posti auto del centro. Un centro storico senza parcheggi al suo interno è un’utopia e comunque una minaccia per la sopravvivenza della città stessa. > Raggruppa gli stalli in ampi parcheggi interrati in corrispondenza dei nuovi edifici di riqualificazione del tessuto urbano. > Lo spazio a parcheggio può inoltre diventare occasione per un turn over di funzioni miste durante il corso dell’intera giornata con risultati particolarmente divertenti.


step 3_stanze verdi: nuove cellule urbane

Immagina una Mirandola dove i vuoti urbani sono stanze verdi. > Pianta una diversa specie arborea locale d’alto o medio fusto in ogni cellula verde. Creerai una sequenza di atmosfere e funzioni diverse. > Il verde diverrà il protagonista della riqualificazione urbana. > Il tessuto e la volumetria di una città possano essere validamente recuperati in funzioni e suggestioni anche attraverso la natura ed i suoi elementi biologici. > La presenza di alberature che diminuirà l’impatto degli agenti inquinanti e del rumore in queste zone dalla presenza di veicoli a motore.


step 4_segni verdi: nuova linfa urbana

Realizza con il verde ogni segno progettuale ex novo. > Sostituisci i posti occupati dagli stalli auto con segni verdi, margini biologici. Pianta una diversa specie arborea locale di alto, medio e basso fusto per ogni segno. Così creerai una sequenza di atmosfere e funzioni diverse.


step 5_ la pista ciclabile: una occasione didattica

Rinfresca la pista ciclabile esistente tramite un’operazione di street-print. > Disegna a terra delle grandi sagome di segnaletica orizzontale. > Queste saranno informazioni sulla città, sulle sue caratteristiche, sulla sua storia, sugli edifici più importanti incontrati, sui principali servizi nelle vicinanze, sugli attraversamenti, sulle specie arboree e arbustive presenti a bordo pista. > Questo diventerà un gioco divertente per turisti ed abitanti. > La pista assumerà il ruolo di “percorso didattico” di tutti gli ambiti che attraversa.


step 6_edifici: metamorfosi funzionale e volumetrica

Trasforma l’edificio “Scaletta” in un vero e proprio monumento al sisma. > Un edificio che pur con un linguaggio contemporaneo si lega al tessuto storico esistente sui due lati, lasciando libero e a tutta altezza un passaggio pedonale centrale, quasi uno squarcio della roccia che inquadra  brani particolarmente significativi della città. > Tale edificio, come un Giano Bifronte, offre scorci interessanti di sé stesso in due accezioni: una percezione frontale, scultorea lungo via Pico ed una percezione laterale, urbana lungo via Cesare Battisti. > Il nuovo edificio/monumento conterrà al suo interno un giardino d’inverno con grandi vetrate che si aprono nel cuore dell’edificio ad accompagnare il percorso pedonale che attraversa l’edificio. > L’uso del verde come memoria. 

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