Premio IQU 9, Polo per l’infanzia: Asilo Nido, Scuola Infanzia, Centro Famiglia

Realizzazioni architettura – Polo per l’infanzia: Asilo Nido, Scuola Infanzia, Centro Famiglia

Referente progetto: MoDus Architects Attia-Scagnol

 

Scarica la scheda del progetto

 

Il progetto è risultato vincitore nel giugno 2004 del concorso internazionale di progettazione indetto dal Comune di Bolzano, Ripartizione VI – Lavori Pubblici, per la realizzazione di un asilo nido, una scuola materna, elementare e media, relative infrastrutture e la sistemazione della piazza antistante nella nuova zona a sud di Bolzano, zona “Firmian”.

 

La struttura scolastica, prevista nell’area centrale del quartiere “Firmian”, si sviluppa all’interno di due lotti, uno dedicato alla scuola elementare e media e l´altro alla scuola infanzia – asilo nido. Questi edifici si pongono in relazione alla chiesa – centro parrocchiale ad est dell´areale.

 

La piazza centrale, luogo dedicato all’incontro e alla dimensione civica del quartiere, tesse il rapporto urbano tra questi tre edifici pubblici e l’edificazione privata abitativa e di attività terziarie posta a nord.

 

Rispetto alle indicazioni del programma funzionale prescritto nell’ambito concorsuale, la committenza, durante la fase di progettazione preliminare, ha avanzato la richiesta di poter modificare il progetto per accogliere due nuove attività: il “Centro Famiglia”, all’interno della struttura scuola materna – asilo nido e la “Biblioteca Comunale di Quartiere” all’interno del complesso della scuola elementare- media.

Queste nuove funzioni donano all’intera area centrale del quartiere un’ulteriore caratterizzazione pubblica, offrendo agli abitanti l’uso extra scolastico degli edifici pubblici ed alle famiglie spazi per l’incontro e la socializzazione.

 

Il Polo per l’infanzia, composto da asilo nido, scuola per l’infanzia e centro famiglia, è il primo dei due edifici ad essere completato.

 

Le tre funzioni sono integrate all’interno dell’edificio, nel quale convivono con forte interazione, come se la costruzione seguisse lo sviluppo del bambino da zero a sei anni in un’unica soluzione di continuità spaziale.

 

La forma dell’architettura si sviluppa con andamento libero in una sequenza di parti concave e convesse che stabiliscono una forte relazione con il parco e la natura. All’interno, il volume è reso cavo dalla presenza di tre corti allungate a forma di lente che lo attraversano suddividendo le tre strutture funzionali.

 

Lungo i loro fianchi si generano spazi di distribuzione alle aule disposte perimetralmente. La flessibilità di tali spazi di circolazione permette l’utilizzo oltre che come area per i guardaroba, anche come spazio giochi comune e luogo di incontro per i bambini.

 

Questo dialogo tra architettura e pedagogia innovativa investe l’intero edificio, che diviene territorio di sperimentazione e libero apprendimento.

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