Premio IQU 9, Passerella tra i templi di Eracle e Zeus, Agrigento

Progettazioni Architettura – Passerella tra i templi di Eracle e Zeus, Agrigento

Referente progetto: Francesco Taormina


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L’esigenza di realizzare una passerella sopra la strada profondamente incisa tra i templi di Eracle e Zeus, per dare continuità ai percorsi di visita della straordinaria Valle agrigentina, risponde ai condizionamenti tecnico-economici imposti dallo stato dei luoghi e dalla disponibilità delle risorse finanziarie.

Tali condizionamenti obbligano il posizionamento della passerella lungo la linea di minore distanza tra i cigli opposti: dal passaggio che corre sul fianco settentrionale del tempio di Eracle, fino alla radura che lo fronteggia con folti filari alberati.

 

Ai vincoli descritti sono sa aggiungere quelli derivanti:

– dalla presenza di reperti affioranti, specie nella radura, non ancora fatta oggetto di scavi;

– dalle difficoltà di fondazione sul fragile banco di calcarenite della collina dei Templi;

– dalla necessità di rendere del tutto reversibile l’opera.

 

Motivazioni del progetto

L’insieme di questi vincoli ha determinato la disposizione funzionale della passerella, ha influito sulla sua forma e su quella degli appoggi.

La giacitura della passerella:

– condivide l’equilibrio instabile delle geometrie planimetriche dei reperti, frutto di isolate ortogonalità, senza assi continui;

– ne sottolinea gli slittamenti e le rotazioni, le modeste intersezioni;

– ne condivide la particolare densità archeologica, svelandone l’apertura panoramica nell’intervallo prodotto dalla strada, verso mare e verso la città.

 

La forma della passerella:

– asseconda ruoli e gerarchie dei reperti;

– suggella l’equivalenza tra i modi della propria composizione e i procedimenti progettuali che hanno determinato la costruzione dei templi e che lo stato di rovina restituisce in un capovolgimento temporale (come se si assistesse imprevedibilmente al loro farsi).

 

Si tratta di una profondità di rapporti che è difficile decifrare in modo consapevolmente partecipato, rispetto ai quali la geometria e le logiche numeriche offrono un contributo solo strumentale; nel confronto con il più consolidato e prevedibile scenario delle preesistenze, tali rapporti hanno il compito di non fare avvertire il nuovo come estraneo, di non allontanare dal comune sentire le tecniche aggiornate e la contemporaneità dei materiali. Se la passerella appare così, dal basso, come il profilo di una lunga e scura lama sospesa da ciglio a ciglio, al di sopra delle pareti che intatte restano a fiancheggiare la strada, ispessita al centro per l’arcuarsi dell’estradosso, è la sua sezione trasversale a dichiarare con una fessura la divisione tra il piano di calpestio e la componente strutturale: la quale è costituita da un sottile e sagomato scatolare metallico, della larghezza richiesta e altezza variabile, poggiato su piastre di fondazione anch’esse metalliche, superficiali per non intaccare la roccia e tuttavia nascoste alla vista. La fessura serve a smaltire le acque piovane filtranti attraverso la pavimentazione lignea, che resta rialzata per risuonare sotto il passo dei visitatori.

 

Obiettivi di massima

Senza determinare la composizione della passerella, i materiali ne influenzano l’aspetto architettonico come motivo per il suo inserimento contestuale, che resta uno dei principali obiettivi del progetto. La passerella ha una apparenza rugginosa per l’uso dell’acciaio Cor-Ten in elementi scatolari finiti, predisposti in stabilimento e aggregati sul posto, a terra come suggerisce la vicina e distesa anastilosi dei Telamoni. I parapetti sono in vetro strutturale, per incidere il meno possibile sull’aspetto complessivo della passerella e sulle viste che da essa si possono godere, con tutti gli elementi di finitura in acciaio inossidabile; il vetro serve inoltre per riflettere l’illuminazione artificiale che spiove continua dai corrimano, notturno segnale dell’attraversamento della Valle. Per quanto riguarda la pavimentazione in legno, essa appare come un tappeto che isola percettivamente il parapetto, più rispondente a esigenze di sicurezza che alle necessità di un affaccio diretto sulla strada.

 

Le fondazioni emergenti, di sofisticata e reversibile tecnologia, e lo spessore della passerella, fanno si che il livello della pavimentazione risulti rialzato rispetto al suolo naturale, da ambo i lati di appoggio, preservando le condizioni ambientali e archeologiche dell’immediato intorno; le differenze di quota tra pavimentazione e suolo sono compensate con brevi tratti inclinati, strutturalmente indipendenti, che facilitano l’adattamento ai percorsi esistenti e alla imprevedibilità di ulteriori ritrovamenti; all’interno della radura, la rampa aggiunta potrà essere in seguito sostituita da un piano continuo soprelevato, tale da oltrepassare gli scavi in modo confacente alla loro configurazione e ricongiungersi ai percorsi di visita da poco pavimentati.

 

Destinatari

La realizzazione della passerella agevola e qualifica i flussi di visita della Valle dei Templi, con l’inserimento di un’opera di architettura contemporanea tra reperti di eccezionale valore e bellezza.

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