Premio IQU 9, Parco Archeologico di Augusta Bagiennorum: corte interna di Cascina Ellena, Progetto per la realizzazione di Giardino della Casa Romano

Progettazioni Architettura –  Parco Archeologico di Augusta Bagiennorum: corte interna di Cascina Ellena, Progetto per la realizzazione di Giardino della Casa Romano

Referente progetto: Mirna Irene Colpo; Marialuce Reyneri di Lagnasco

 

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Il progetto è parte integrante di una più ampia iniziativa di valorizzazione territoriale “Essenza del Territorio. Una rete per le vie Sabaude dei profumi e dei sapori”, che ha l’obiettivo di creare una rete di beni culturali e paesaggistici che abbiano in comune un forte e significativo legame con il territorio: una rete di paesaggi, giardini e coltivi che si distinguono per la coltivazione di erbe aromatiche, di piante officinali e di colture ortofrutticole di antica tradizione. I beni individuati, costituiranno il sistema potenziale per la formazione di una “rete delle vie sabaude dei profumi e dei sapori” ossia una rete di beni, già rappresentativi dell’identità culturale del luogo, ma che verranno valorizzati e messi in comunicazione per non rimanere pure emergenze slegate dal sistema.

 

L’area interessata dai lavori è sottoposta al vincolo di tutela archeologica ed è parte della Riserva Speciale di Bene Vagienna gestita dall’Ente Parco Naturale del Marguareis.

 

L’intervento verrà realizzato nella corte interna di Cascina Ellena che si trova a ridosso delle rovine dell’anfiteatro dell’antica Augusta Bagiennorum; la cascina, di impianto settecentesco, è stata aperta al pubblico nel 2010 dopo il restauro che l’ha destinata a centro di visita e accoglienza e a punto di riferimento per attività didattiche, culturali e ricreative. Nello spazio a verde antistante, coerentemente con lo spirito del luogo, è stata proposta la realizzazione di un Kitchen Garden: un “giardino” ispirato all’antica tradizione romana, dedicato alla coltivazione di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche con valenza di tipo utilitaristica. Tra gli obiettivi prefissati vi sono la riqualificazione dell’area (attualmente destinata a prato) e l’ampliamento dell’offerta didattica riservata a scolaresche, studiosi e visitatori in genere; sarà infatti possibile fruire dell’archeologia del luogo unitamente alla sperimentazione e allo studio di un orto romano. Ugualmente importante è la possibilità di indirizzare le politiche didattiche verso nuovi temi legati all’ecologia, all’importanza delle aree verdi nella vita delle comunità, alla loro storia e ai problemi della loro tutela di oggi.

 

Nello specifico il progetto prevede la suddivisione dell’area in quattro settori, destinati rispettivamente a: frutteto, orto, piante officinali ed aromatiche e piante cerealicole.

 

L’incrocio centrale dei quattro bracci verrà parzialmente coperto da una pergola di vite su pali in castagno, di dimensioni tali da creare una zona ombreggiata di seduta che evocherà il rituale romano di consumare il pranzo su triclini posti all’aperto. Il perimetro verrà recintato con una siepe viva di biancospino, rosa selvatica, prugnolo, corniolo e sanguinella. La scelta progettuale è stata effettuata sulla base dei numerosi riscontri bibliografici individuati sia all’interno di testi antichi che nella letteratura scientifica.

 

Gli ingressi saranno dotati di strutture in legno che formeranno il supporto di rose antiche rampicanti e costituiranno gli inquadramenti visivi dei percorsi principali. È previsto uno spazio di manovra e carico/scarico lungo il fronte della cascina, di facile utilizzo anche da parte di persone portatrici di handicap.

 

Uno dei settori principali dell’orto sarà dedicato agli alberi da frutto; saranno messi a dimora un melo ed un melo cotogno circondati da tappeto erboso fiorito che riconduce visivamente all’aspetto di un prato spontaneo. Nell’area interessata dalla coltivazione degli ortaggi si prevede la suddivisione in quattro micro aree coltivate in base ad un sistema di rotazione triennale; il piano è mirato da un lato alla salvaguardia della fertilità del suolo, dall’altro al recupero di tecniche colturali antiche già note presso i romani.

 

La medesima scelta progettuale è stata operata nella macro area dedicata alla coltivazione delle piante cerealicole. In questo settore il piano di rotazione inserito è di tipo biennale e prevede l’alternanza della semina dei cereali con quella di piante leguminose.

 

Nell’area destinata alle piante aromatiche e officinali troveranno spazio piante aromatiche annuali, biennali e perenni e piante interessanti dal punto di vista della fioritura.

 

La scelta delle specie botaniche da coltivare è stata effettuata in base alla ricostruzione filologica della flora antica utilizzata nel I-II secolo a.C., sull’esempio di quanto realizzato a Pompei e, nel caso specifico, facendo riferimento ai risultati delle analisi archeobotaniche eseguite durante la campagna di scavi dell’antica Augusta Bagiennorum.

 

È stata prestata attenzione anche allo sviluppo vegetativo delle specie introdotte, il loro portamento, il mutare cromatico dell’apparato fogliare in relazione al loro ciclo stagionale.

 

Ogni specie è stata scelta per il suo utilizzo nella vita domestica della cascina, così come i giardini di antica tradizione romana avevano valenza utilitaristica.

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