Premio IQU 9, Nuovo Archivio e Biblioteca Diocesana di Ravenna – progetto di riconversione dell’ex Cinema Roma

Progettazioni Architettura – Nuovo Archivio e Biblioteca Diocesana di Ravenna  – progetto di riconversione dell’ex Cinema Roma

Referente progetto: Nuovostudio

 

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Il progetto prevede la riconversione dell’Ex Cinema Roma, edificio facente parte del complesso dell’ex Ricreatorio Arcivescovile, ed è finalizzato alla realizzazione della nuova sede dell’Archivio e della Biblioteca Diocesana di Ravenna.

 

L’intervento risulta particolarmente strategico dal punto di vista urbano in quanto sviluppa il tema della rigenerazione e del riuso di un edificio centrale, trovandosi a pochi passi da Piazza del Duomo, e altresì dismesso: la rifunzionalizzazione del manufatto e la pubblica fruibilità dello stesso conferiranno “nuova vita” all’immobile valorizzando al contempo il tessuto edilizio circostante.

 

La nuova Biblioteca si svilupperà su tre piani fuori terra (piano terra/piano primo/piano secondo) e sarà caratterizzata da una grande sala a tripla altezza che andrà ad  occupare l’intero volume della ex sala cinematografica. Il piano terra sarà destinato alla fruizione del pubblico mentre i restanti  due piani saranno riservati al personale di servizio ed adibiti per lo più ad uffici, laboratori e depositi, ad esclusione della sala  riservata alla sezione “fondi antichi” dell’archivio che avrà  comunque un accesso accompagnato e controllato. Il progetto,  mira ad una  ottimizzazione degli spazi esistenti per garantire un’elevata capacità  di contenimento del numero di volumi da conservare e di una loro integrazione con le nuove destinazioni d’uso previste,  attraverso una soluzione semplice che sostanzialmente va a  riutilizzare il volume dell’ex cinema come un unico grande  contenitore a tripla altezza per libri.

 

Una grande scaffalatura  collocata all’interno del volume, integrata con un sistema di  passerelle metalliche, renderà il libro protagonista della nuova biblioteca, oggetto cardine all’interno del grande volume a  tripla altezza del nuovo edificio. Si garantirà una capacità  contenitiva complessiva di circa 100/110.000 volumi. Il grande spazio caratterizzante l’intero progetto sarà uno spazio introverso, che si  manifesterà all’esterno attraverso la scansione regolare delle aperture esistenti in facciata e che, oltre all’archivio librario, conterrà anche una sala multifunzionale aperta al pubblico nella  quale svolgere la consultazione a libro aperto ed eventuali  conferenze o esposizioni. Un grande lucernario in copertura, posto linearmente in corrispondenza del colmo, illuminerà gli  spazi sottostanti e legherà tutti gli spazi della biblioteca. Tre capriate in legno copriranno la luce tra i due muri perimetrali  longitudinali, ritmando lo spazio interno con una luce tra  capriata e capriata di 4 metri circa. La grande sala archivio e consultazione sarà inoltre in diretto contatto visivo  e fruitivo con l’emeroteca, anch’essa aperta al pubblico e ubicata  al piano terra in prossimità dell’ingresso del fabbricato, in angolo tra le vie Bixio e Guidarelli. 

 

Qui è prevista l’unica soluzione architettonica manifesta in facciata, un piccolo inserto contemporaneo che accoglierà l’insegna della biblioteca diocesana e conterrà al suo interno i  cancelli scorrevoli per la chiusura notturna del piccolo portico di accesso esistente. Ai due piani superiori, entrambi a  fruizione limitata e controllata, si accederà tramite due scale contrapposte all’interno del fabbricato. La scala principale, adiacente alla hall di ingresso, servirà anche la sezione fondi antichi posta al piano primo. La seconda scala invece si connoterà come un collegamento verticale di servizio cielo-terra.

 

In  adiacenza ad essa, sul confine della proprietà, verrà realizzato un passaggio di servizio che avrà il duplice scopo di  migliorare la fruibilità interna del fabbricato ed accogliere il futuro collegamento diretto tra la via Santa Teresa e la retrostante via Port’Aurea. Tutte le  funzioni impiantistiche troveranno collocazione in un terrazzo ad asola realizzato  appositamente in copertura. L’accesso a tale terrazzo verrà  garantito sia dalla scala sia dall’ascensore ad esso adiacente consentendo perciò idonea fruibilità alla manutenzione futura.

 

La copertura verrà realizzata ex novo, in ragione delle precarie condizioni dell’attuale struttura. Essa seguirà le geometrie dello stato attuale, eccezion fatta per il terrazzo, ad uso impiantistico, e per un piccolo volume posto al di sopra della scala limitrofa all’ingresso. Tale volume permetterà, attraverso un lucernario, l’illuminazione della scala stessa; inoltre rientrerà all’interno del nuovo sistema di illuminazione naturale della riconfigurata copertura, caratterizzante gran parte degli ambienti della  biblioteca. Lo spazio, così conformato, discende da una logica progettuale che diviene linguaggio  architettonico, quella dello spazio stretto, compresso all’interno di due alte pareti verticali a doppia altezza, percepibili unitariamente grazie all’interposizione di passerelle a maglia metallica, in cui la luce zenitale filtra in maniera inaspettata, donando al libro quella centralità ricercata sin dalla genesi progettuale.

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