Premio IQU 9, Nonantola. Frammenti di un discorso

Progettazioni Architettura – Nonatola frammenti di un discorso

Referente progetto: Roberto Malvezzi; Stefano Diacci; Luca Filippi; Luca Reverberi; Gian Carlo Spaggiari

 

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Frammenti di un discorso è il titolo di un progetto di rigenerazione del nucleo storico di Nonantola (MO), il quale costituisce oggi una centralità “debole” rispetto all’organismo urbano nel suo complesso: spazialmente ristretto rispetto alla città periferica che lo circonda, isolato da essa da grandi vene di traffico, il centro storico presenta tuttavia una serie di elementi di grande valore e vitalità, oggi inespressi anche a causa della loro scarsa connessione. Il progetto ha attivato quindi una rete di interventi sulla scala urbana per “mettere a sistema” le potenzialità latenti della città, ricomponendo le singole “parole” all’interno di un più ampio “discorso” capace di offrire una nuova visione futura della città.

 

Il primo passo è stata la definizione di una nuova piattaforma infrastrutturale per la ri-connessione del centro storico con il territorio circostante e con le polarità funzionali sorte nelle aree periferiche, sulla base della quale definire il perimetro di una nuova centralità allargata, il cui baricentro diverrà proprio il nucleo storico.

 

A tal fine, sono state proposte tre nuove direttrici a mobilità dolce:

– un “asse naturalistico” con valenza ciclopedonale (“Spina verde”), concepito come una ”incursione della campagna nella città”, in grado di riconnettere le aree verdi frammentate e collegare Nonantola al suo territorio agricolo, fino al parco della Partecipanza;

– un “asse di pietra” a valenza pedonale in attraversamento del Centro Storico (detto “via della Partecipazione”), in grado di riconnettere il Centro con i Poli funzionali adiacenti (Polo Scolastico e Parco della Pace a sud, Polo Ricreativo della Pieve a nord);

– un “asse alberato” ciclopedonale, caratterizzato da senso unico di marcia (detto “il Boulevard”), in grado di innervare le periferie residenziali a nord e a sud della città.

 

Il secondo passo è stata la scelta di ripensare i margini inespressi del Centro Storico, attualmente destinati prevalentemente a parcheggio, cogliendo in essi l’occasione per l’implementazione di nuovi “luoghi urbani”. Per raggiungere questo obiettivo è stata svolta una analisi delle specifiche esigenze strategiche degli ambiti di intervento (turistiche, commerciali, residenziali, ricreative, culturali…), seguita dalla definizione per ciascun ambito di un differente programma urbano e architettonico, in grado di operare in maniera sinergica tra i diversi livelli strategici oggetto di indagine. Gli ambiti sono stati in tal modo ridefiniti quali “catalizzatori urbani” di nuovi significati e opportunità, in grado di sovrascrivere quello che era vissuto come il “confine” tra i due sistemi urbani, antico e moderno:

 

Ambito 1 (parco della Resistenza, piazza G. Rossa): posizionato lungo l’ “asse naturalistico” ciclopedonale (“Spina verde”), l’elemento ordinatore dell’ambito è un grande filare di alberi ad alto fusto, che indicherà la direttrice extra-urbana dell’asse, lungo il quale si aprono “stanze” per la sosta pedonale caratterizzate ciascuna da una diversa architettura del verde;

 

Ambito 2 (Abbazia, Piazza Gramsci): disposto lungo l’ “asse di pietra” pedonale in attraversamento del Centro Storico (“via della Partecipazione”), il sagrato della Abbazia sarà riconfigurato in una piazza lineare, e ospiterà una estensione del Museo Diocesano che diverrà il fulcro turistico e culturale della nuova “centralità allargata” di Nonantola;

 

Ambito 3: si propone una ulteriore piazza lineare (la nuova “Perla Verde”), con adiacente giardino pubblico, connessa alla piazza principale del centro; questo “asse delle piazze”, connesso a “via della Partecipazione”, sarà destinato ad accogliere un sistema di “servizi diffusi”, il cui elemento centrale è il progetto per la nuova Biblioteca Comunale.

 

Il progetto degli ambiti è stato accompagnato dalla proposta di un percorso pedonale ad anello interno al centro storico (detto “Intervallo”), al quale si affida la connessione del nuovo sistema di spazi pubblici, e di essi con i giardini della Abbazia, oggi poco accessibili.

 

Completa il progetto una proposta di revisione del piano di mobilità fondato sulla integrazione tra il sistema dei nuovi assi ciclo-pedonali e i flussi veicolare, con particolare riferimento alle aree di parcheggio, e sulla introduzione di un sistema di sensi unici il cui elemento principale è l’anello intorno al centro storico.

 

Nella definizione delle nuove spazialità un ruolo centrale è stato affidato al disegno del verde, quale elemento flessibile e permeabile del progetto, e alla attenta definizione dell’ambiente luminoso, mirato a valorizzare i caratteri dei luoghi durante i differenti momenti della fruizione.

 

L’insieme degli interventi proposti suggerisce una visione organica del futuro di Nonantola, e offre un modello urbano aperto e flessibile, che vede nella riconnessione sinergica e nella riqualificazione strategica dei suoi elementi di maggior interesse lo strumento principale per la riattivazione di potenzialità urbane insospettabili.

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