Premio IQU 9, Il museo Diocesano d’arte Sacra in Susa

Realizzazioni Architettura – Il museo Diocesano d’arte Sacra in Susa
Referente progetto: Maria Pia Dal Bianco


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L’opera oltre a dare  un’immagine riconoscibile e forte al Museo, realizza un corpo di collegamento tra le due ali esistenti, crea un percorso museale omogeneo, raddoppia lo spazio espositivo e favorisce la valorizzazione museografica del sito.

 

Il Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa, sorge in una scenografica area fluviale, in riva alla Dora Riparia, nel centro della città di Susa – l’antica Segusium romana- in provincia di Torino. La Città di Susa è centro urbano di riferimento della Valle che ne porta il nome che è stata, nel 2006,  luogo delle Olimpiadi Invernali.  Il Complesso Museale è costituito dalla Chiesa barocca della Madonna del Ponte con il suo campanile e da due corpi di fabbrica, denominati Ala Mazzini e Ala Argentera.

 

La Chiesa è il risultato di una sintesi di stili architettonici; i due corpi aggregati alla chiesa, sono realizzati in muratura portante con copertura a falde, rispettivamente di tre piani ciascuno. In fase precedente alla realizzazione della nuova manica di collegamento, i due corpi di fabbrica – l’Ala Mazzini e l’ Ala Argentera – erano  divisi da un piccolo cortile/giardino e  risultavano, quindi, non direttamente collegati tra loro. Per l’utilizzo dei due corpi di fabbrica era necessario percorrere l’area destinata a cortile/giardino, lato fiume, priva di sistema di copertura, con grave disagio per i visitatori del museo e per il personale, costretti ad un percorso esposto direttamente agli agenti atmosferici; questa “cesura”,  limitava e frammentava fortemente l’utilizzo omogeneo degli spazi espositivi e di servizio.

 

Risultava evidente la necessità di risolvere il problema del collegamento tra le due maniche. Sostanziale svolta qualitativa per il Museo è stata  l’ importante Mostra “ Carlo Magno e le Alpi ” realizzata per le Olimpiadi Invernali 2006; il progetto di allestimento della mostra ha messo in evidenza, con due interventi “effimeri”, la possibile risoluzione dei problemi funzionali e distributivi del Museo. Il progetto di allestimento prevedeva infatti la realizzazione di un nodo temporaneo di collegamento tra l’ Ala Argentera e l’ Ala Mazzini che consentiva di sviluppare un percorso museale omogeneo, esteso alle due maniche, raddoppiando lo spazio espositivo e favorendo una notevole valorizzazione museografica e museologica del sito e delle collezioni e migliorando le condizioni di sicurezza dei luoghi.

 

La riconoscibilità del complesso monumentale della Chiesa del Ponte come sede del Museo Diocesano d’Arte Sacra, attraverso il “maquillage temporaneo” progettato per la mostra, costituito dal  “segno forte”  dato dal telo di rivestimento dalla grafica e dai colori d’impatto che ha trasformato il campanile e l’edificio storico in un “totem” individuabile anche a distanza, ha messo in evidenza l’importanza di connotare il Complesso Monumentale come “Museo” e non come appendice della Chiesa, attraverso un elemento fortemente significativo dal punto di vista architettonico e ambientale. Un primo intervento permanente significativo per la funzionalità del Museo, è stata la realizzazione di una passerella interna in cristallo sospesa sul coro, di notevole valore estetico e scenografico, che collegava dall’interno le due maniche, non risolvendo però il problema dell’adeguamento della struttura alle esigenze delle persone diversamente abili.

 

Il riallestimento delle Collezioni e la grande affluenza di pubblico ed il successo ed il prestigio conseguenti, hanno nel tempo evidenziato l’importanza per l’intera Valle di Susa e per la Regione Piemonte, di una valorizzazione del Museo Diocesano, ampiamente  giustificata dall’importanza delle collezioni e degli eventi di rilevanza internazionale che il Museo e il Centro Culturale promuovono e che necessitavano di spazi e di immagine adeguate.

 

Questa presa di coscienza ha permesso di individuare ed ottenere forme di finanziamento pubblico e privato che hanno reso possibile la realizzazione della nuova manica di collegamento tra le due ali. L’intervento realizzato – progetto dell’architetto torinese Maria Pia Dal Bianco che ne ha curato anche il precedente riallestimento, la mostra “ Carlo Magno e le Alpi” , varie Mostre temporanee e la realizzazione della passerella in cristallo del Coro – oltre a dare un’immagine riconoscibile e forte al Complesso Museale, un segno distintivo per questa importante struttura,  è finalizzato all’ adozione delle precauzioni necessarie per la messa in sicurezza dell’edificio con la realizzazione del corpo di collegamento tra le due ali esistenti del fabbricato, posto ad una quota superiore a quella di massima esondazione della Dora Riparia che scorre a stretto confine con il Complesso Museale – esigenza che ne ha fortemente condizionato la composizione architettonica – ed all’eliminazione delle barriere architettoniche presenti. Il progetto complessivo di cui il nuovo collegamento costituisce Lotto funzionale, prevede ancora alcuni interventi di modifica interna delle comunicazioni verticali e la conseguente demolizione dell’attuale corpo accessorio verandato posto sulla facciata lungo il fiume.


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