Premio IQU 9, Home Carpet: riqualificazione della sede municipale e nuovi spazi pubblici

Realizzazioni Architettura –  Home Carpet: Riqualificazione della sede municipale e nuovi spazi pubblici
Referente progetto: Tomas Ghisellini, architetto

 

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Spazi meramente residuali di proprietà municipale, da sempre segregati ed inaccessibili, liberati da ogni margine invalicabile e regalati finalmente alla collettività nella forma di un “tappeto di casa”, nuovo spazio di incontro e soggiorno all’aperto. Budget ridotto ma grande attenzione e cura dei dettagli.

 

Un intervento di rinnovamento urbano in un piccolissimo quanto coraggioso centro delle prime colline bergamasche. La realizzazione di una nuova scuola primaria simile ad un bordo urbano abitato dal cuore verde, seguito di un fortunato concorso di idee di cui lo studio è risultato vincitore, è stata successivamente affiancata, a circa un anno dall’ultimazione dell’edificio per l’istruzione, da un intervento di completa ridefinizione degli spazi pubblici municipali, fino a quel momento trattati alla
stregua di mero spazio residuale inutilizzato.

 

L’incarico, affidamento diretto da parte dell’Amministrazione Comunale, è giunto successivamente alle interessanti ricadute sociali innescate dal progetto della scuola primaria di cui sopra: derivato da una procedura concorsuale e poi realizzativa partecipata, l’edificio, insignito di numerosi riconoscimenti tra cui quello del Premio Fondazione Renzo Piano 2013, è stato accolto da subito con grande entusiasmo dagli abitanti, che lo hanno fatto proprio abitandolo, curandolo e proteggendolo con
decisiva dedizione.

 

Assunto a nuovo riferimento “affettivo” dalla collettività, l’edificio ha raccolto intorno a sé le frequentazioni di bambini, adulti ed anziani anche in orari del tutto estranei all’attività didattica, favorendo un naturale controllo delle aree limitrofe ed un conseguente progressivo aumento della qualità ambientale e della sicurezza. L’Amministrazione, in ciò persuasa sulla necessità di insistere sul procedimento di riqualificazione urbana iniziato con la scuola, coronato sino a quel momento da pieno successo, pianifica un secondo intervento di “recupero” da condursi in ideale continuità con il primo: la sede municipale e le sue immediate pertinenze, distribuite su di un ideale schema anulare proteso da est ad ovest ed entrambe intercluse tra i giardini didattici della sede scolastica e lo storico parco urbano più a nord, avrebbero dovuto conquistare un pregio ed una ideale centralità che mai avevano posseduto.

 

Gli spazi pertinenziali, da sempre fisicamente segregati in una inaccessibile residualità, sono stati liberati da ogni margine invalicabile e regalati finalmente alla collettività; il deliberato atteggiamento di “apertura” scelto dall’amministrazione per caratterizzare un nuovo rapporto di interscambio con i cittadini, trova qui simbolica rappresentazione nell’eliminazione di ogni frontiera per così dire difensiva.

 

I vuoti, prima negati e declassati a semplice terrain vague, divengono ora sostanza porosa, attraversabile, sperimentabile in ogni direzione; giardini e superfici pavimentate operano da cerniera, supporto di connessione, territorio di collegamento tra diversi luoghi urbani.

 

L’intervento, in condizioni di budget ristretto, è ispirato a criteri di rigore e semplicità: pochi materiali (in continuità anche cromatica con quelli già adottati per il vicino edificio scolastico) ed altrettanto ridotti elementi significativi intervengono a definire un nuovo paesaggio artificiale destinato al “soggiorno” degli abitanti. La preesistente sede amministrativa, un edificio multicolore dei primi anni settanta contiguo ai giardini didattici, è oggetto di uno speciale intervento di ridisegno leggero: vestito semplicemente di colori più delicati ed abbracciato da una specie di nuova “piazza vegetale” ad anello, regala agli abitanti un inedito luogo in cui riconoscersi, entrare in contatto, giocare o semplicemente riposarsi per qualche minuto in qualsiasi momento della giornata.

 

Nuove rampe a lieve pendenza ed una scalea in calcestruzzo bianco sostituiscono l’inadeguato sistema di accesso all’edificio precedente all’intervento; contenimenti, profili, parapetti e rivestimenti in metallo scuro, tutti a disegno, conferiscono alle presenze tridimensionali una specie di attitudine geometrica, dolcemente in conflitto con le forme organiche di masse arboree, cespugli e superfici erbose.

 

Un tappeto pavimentato in elementi di calcestruzzo riciclato chiaro con trama superficiale a linee parallele si insinua tra prati ed alberi storici con superfici continue dall’aspetto tattile e dal disegno planimetrico regolato da geometrie secche e precise. Volumi sospesi allungati per sedute nel verde si posizionano in corrispondenza di strategici “ispessimenti” della pavimentazione in prossimità di punti significativi; dal tramonto le panche si illuminano proprio alla base, fluttuando su suggestive nuvole di luce che tratteggiano per la superficie di calpestio un aspetto vibrante.

 

Elementi a stelo e punti luce nascosti tra gli arbusti completano la costruzione di un paesaggio percettivo accogliente, per certi versi domestico, soffice, familiare. I nuovi spazi, come un tappeto di casa, connettono i giardini della scuola al parco civico in una vera e propria dorsale verde senza soluzione di continuità.

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