Premio IQU 9, Gavoi: Restauro di una casa barbaricina

Realizzazioni Architettura –  Gavoi: Restauro di una casa barbaricina
Referente progetto: Salvatore Daga

 

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Restauro di una casa barbaricina. Il progetto di restauro ha previsto il recupero, la rifunzionalizzazione e la contestuale salvaguardia di un fabbricato della fine dell’Ottocento, che si affaccia sulla piazza S. Antioco nel centro storico del paese montano di Gavoi, in Barbagia, Sardegna. Con l’intervento si è cercato di garantire il rispetto di quella parte di abitato che conserva nell’organizzazione territoriale, nell’impianto urbanistico e nelle strutture edilizie, i segni di una formazione remota che è diretta espressione delle originarie funzioni abitative, economiche, sociali, politiche e culturali del centro barbaricino. Nel recupero del fabbricato, adibito ad abitazione e studio degli stessi progettisti, tutte le parti della muratura in granito sono state lasciate a vista in modo tale da consentire una chiara lettura della tessitura muraria, testimonianza dei sistemi tecnologici e costruttivi tramandati da generazioni di “piccaperderis” (antiche maestranze locali che si occupavano della lavorazione dei cantoni di granito estratto dalle cave nei dintorni dell’abitato), così come sono state lasciate in vista le fondazioni, costituite dalle sporgenze di roccia affiorante dal terreno, elementi caratteristici di un’architettura che “approfitta” della conformazione del suolo e si fonde così con il paesaggio e l’orografia del sito. L’edificio, infatti, è edificato sulla roccia affiorante che rappresenta, per gran parte della muratura, la struttura di fondazione. Sui prospetti e sui muri interni di spina sono leggibili le soluzioni strutturali rappresentative della buona regola d’arte, come:

 

1) l’allineamento delle aperture per assicurare un buon lavoro delle strutture murarie, garantendo un allineamento delle isostatiche di compressione;
2) il rafforzamento della muratura in corrispondenza delle spallette delle aperture;
3) la realizzazione del “triangolo di scarico”, sulla sommità delle aperture, sopra le architravi in pietra. Le varie fasi di costruzione del fabbricato nel tempo, scandite dal diverso grado di lavorazione dei blocchi di granito, risultano anch’esse perfettamente leggibili. Le parti dell’intervento realizzate in legno, materiale ecocompatibile e riciclabile, reinterpretano gli elementi costruttivi tipici della casa barbaricina, elementi lignei “aggrappati” alle pareti in granito, come i balconi, le scale esterne, i pergolati e le tettoie in legno.

 

Come schermo per il controllo del passaggio dei raggi solari si è optato per degli elementi frangisole costituiti da tavole di legno di larice, orientate orizzontalmente in corrispondenza del disimpegno al piano primo e verticalmente in corrispondenza del bow window. Gli elementi frangisole verticali sono mobili e si possono orientare in funzione delle stagioni e delle ore della giornata, mentre i frangisole orizzontali sono fissi e posizionati ad una distanza tale da garantire il passaggio dei raggi solari nella stagione invernale, quando il sole è basso all’orizzonte, permettendo ai raggi di
dare il loro apporto al riscaldamento ed all’illuminazione degli ambienti.

 

Al contrario, durante la stagione estiva, le tavole schermano i raggi evitando il riscaldamento delle pareti e degli ambienti interni nelle ore della giornata in cui gli stessi risultano più intensi. Oltre a rappresentare uno strumento di controllo termico in funzione dei percorsi solari, migliorando il confort interno e favorendo un risparmio energetico sia nei mesi invernali, per il riscaldamento, che nei mesi estivi per il raffrescamento, gli elementi frangisole ritmano le facciate rendendo riconoscibili le parti dell’intervento recenti, rispetto ai volumi storici. Sempre per garantire un miglior confort interno nei mesi estivi si è scelto di utilizzare il vano scala interno, cuore dell’edificio, come vero e proprio camino di raffrescamento passivo, che garantisce quei moti d’aria indispensabili per consentire la dissipazione del calore all’interno dell’edificio, attuata mediante una “asportazione convettiva” del calore accumulato dalle strutture interne, nonché del calore corporeo degli individui, con effetti diretti sul bilancio termico del corpo umano: un’altra soluzione tecnologica biocompatibile attuata dagli antichi capimastri. In corrispondenza del terrazzo panoramico di copertura è stato predisposto un pergolato per accogliere i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. In corrispondenza dei solai a terra è stato previsto un vespaio del tipo areato indispensabile per contrastare l’umidità e per eliminare il radon, gas di origine naturale dall’alto potenziale cancerogeno.

 

L’edificio è reso accessibile e visitabile, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche, da un piattaforma elevatrice perfettamente inserita nel cuore dell’edificio.

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