Premio IQU 9, Ficarolo: riqualificazione della locale piazza Marconi

Realizzazioni Architettura – Ficarolo: riqualificazione della locale piazza Marconi
Referente progetto: Massimiliano Furini Architetto

 

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La riqualificazione della piazza Guglielmo Marconi di Ficarolo nasce dall’esigenza di ristabilire i percorsi presenti, preservando, all’interno di uno spazio dedicato alla viabilità e ai parcheggi, uno spazio civico per la sosta tranquilla dei pedoni.

 

Originariamente pavimentata in ciottoli di fiume e cubetti di porfido, oggi la Piazza Gugliemo Marconi in Ficarolo (RO) si presenta come un’unica superficie d’asfalto scandita da semplici righe che identificano la viabilità, la fermata degli autobus, la sosta delle autovetture, dei cicli e motocicli oltre che agli attraversamenti pedonali che collegano i marciapiedi tra loro e gli spazi interdetti ai mezzi di qualsiasi natura. La viabilità caratterizza gli spazi in essere. L’accesso carraio è garantito dalla via E. Giglioli (con senso unico) e dal fronte opposto dal corso G. Matteotti che, con il suo doppio senso di circolazione, ne garantisce l’uscita e il transito verso il lato sud-ovest. Il transito e l’uscita verso nord-est (con senso unico) avviene passando al di sotto dell’arco di collegamento tra la Casa Canonica e la Parrocchiale. Ulteriori accessi ciclopedonali vengono individuati dalla Piazza Madre Teresa di Calcutta (prospiciente la ex Pescheria) e dalla via Nuova Ravelli posta sullo spigolo sud ovest. Mediante un atrio privato ma aperto al pubblico la piazza si apre sul lato sud anche verso la “saletta Eridano” luogo per conferenze di proprietà Comunale.

 

L’edificio principale, sia per la sua storia oltre che per la sua “mole” architettonica che si impone sugli altri edifici civili perimetrali, è la Chiesa parrocchiale dedicata a S. Antonino Martire che chiude a est la piazza, insieme all’edificio della casa canonica, ad essa collegata mediante un arco di passaggio, la sala dei Confratelli e in parte la Torre campanaria.  Nello spazio tra il campanile e la Sala dei confratelli si erge l’altro edificio di pregio architettonico della piazza: la ex Pescheria Comunale da poco restaurata e oggi sede delle numerose associazioni di volontariato. Edifici di impronta tardo settecentesca e ottocentesca e della seconda metà del ‘900 completano la cortina edificatoria prospiciente. Caratteristica costruttiva delle piazze Padane l’impiego di porticato, inserito nel sedime dei fabbricati privati, che impagina i fronti sud e parte dell’ovest.

 

L’idea di progetto nasce dalla volontà di ristabilire quei percorsi che originariamente erano presenti nella piazza intersecandoli con alcuni nuovi che vanno a mettere in collegamento gli assi visivi principali del centro con i luoghi di aggregazione. Altro punto è stato quello di preservare, all’interno di una piazza principalmente dedicata alla viabilità e ai parcheggi, uno spazio civico interdetto agli usi citati al fine di acconsentire ai pedoni di sostare tranquillamente senza essere disturbati dalla circolazione e sosta di automezzi. L’unico spazio esistente è il sagrato della chiesa, luogo culturalmente dedicato all’accoglienza dei fedeli e il raccoglimento dei medesimi dopo le funzioni liturgiche.

 

L’esigenza settimanale di realizzare nell’ambito il mercato ha portato alla decisione di non modificare in nessuna maniera la complanarità delle pavimentazioni di progetto mediante salti di quota ad esclusione delle pendenze dovute per il convogliamento e la successiva raccolta delle acque meteoriche.

 

La piazza zoppica architettonicamente sul lato nord dove nella seconda metà degli anni ’50 si sono eretti due edifici completamente mal inseriti nel contesto storico. L’idea di proseguire il marciapiedi esistente, nella parte opposta della strada che lambisce la parrocchiale, percorrendo a margine dei portici e proseguendo quasi simmetricamente sul lato opposto della piazza fino intersecare la base della Torre campanaria,  riquadra con un nuovo disegno visivo la piazza riequilibrandola nelle sue dimensioni.

 

Nell’ambito così creato non saranno più inseriti parcheggi per garantire uno spazio esclusivamente pedonale. La posa del porfido avverrà mediante disegno a file parallele (con una dimensione maggiore dei due assi principali in granito) impaginati da binderi perimetrali anch’essi in porfido. Tale disegno andrà in contrapposizione al resto della Piazza dove la posa sarà, con la stessa pezzatura di porfido, ma ad archi contrastanti: in tale modo verrà ben definito, dal punto di vista visivo e materico, l’ambito pedonale religioso del sagrato e l’ambito pedonale civile progettualmente identificato.

 

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