Premio IQU 9, Dai concorsi al progetto: nuovo involucro per un edificio industriale

Progettazioni Architettura – Dai concorsi al progetto: nuovo involucro per un edificio industriale

Referente progetto: ETEROTOPIE Centro di Ricerca Colore , Luce e Comunicazione in Architettura

 

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L’edificio è stato costruito attorno alla metà degli anni 60 ampliato in due momenti diversi. La costruzione risulta divisa in tre blocchi costruttivamente diversi. Lo stabilimento non si colloca in zona industriale, ma è inserito in area periferica, a destinazione prevalentemente agricola e circondato da centri abitati storici di modeste dimensioni disposti sulle colline circostanti. Il confine di proprietà è attraversato dalla linea ferroviaria MI-Ve, poco lontano si trova l’aeroporto di Verona. La richiesta da parte della committenza è di dare visibilità e conferire identità all’edificio esistente, con necessità di interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria.

 

La particolare ubicazione ha condotto a prevedere soluzioni formali diverse in funzione dei possibili fruitori e destinatari della comunicazione. Sono stati analizzati i diversi punti di vista privilegiati ed è emerso che la percezione del manufatto è prevalentemente in posizione sopraelevata, dalla collina di Sona e dagli aerei in partenza e in arrivo dall’aeroporto. L’edificio può essere osservato, ad altezza uomo, a nord dalla ferrovia e a sud da “via Libia”, strada comunale d’accesso all’azienda. I prospetti nord e sud sono quindi percepiti nella loro interezza con velocità diverse. Questo aspetto ha fornito molti spunti di riflessione riguardo al modo e alla velocità di percezione – comunicazione, l’obiettivo principale è rendere visibile ’intervento da più punti possibili e variarlo in funzione del punto di osservazione.

 

L’analisi parte dallo studio delle fasi produttive dell’azienda, identificando sette lavorazioni e dunque momenti diversi. La divisione è stata ripresa nell’involucro dividendo l’edificio in sette settori in funzione del tempo richiesto per ogni singola lavorazione, stimabile in un totale di 10 giorni, dalle materie prime al prodotto finito. Percorrendo i prospetti si ha quindi un’intensificazione della frequenza degli elementi in fasi veloci e una dilatazione nelle fasi più lente. Questo sistema è stato applicato su entrambi i prospetti nord e sud diversificando il modulo in funzione della velocità di osservazione precedentemente descritta. La percezione del ritmo di giorno è garantita dalla diversificazione dei materiali tra gli elementi modulari, creando una sorta di effetto pieno – vuoto, mentre di notte con l’alternanza di fasce verticali illuminate a fasce opache.

 

Trattamento completamente diverso è stato invece adottato per il prospetto est, l’entrata dell’azienda, con la volontà di creare un manifesto, un elemento identificativo. Le caratteristiche di visibilità e riconoscibilità qui sono portate all’estremo, l’entrata viene coperta da due grandi schermi, realizzati con elementi in materiale acrilico (PMMA) traslucido di colore grigio, lo stesso utilizzato per i prospetti nord e sud, formati da centinaia di piccoli elementi, che ricoprono tutto spazio. Anche per il prospetto est si è cercato di ricordare la funzione interna, infatti tutti gli elementi sono riconducibili a tre forme essenziali, un esagono e due rombi di dimensione diversa, queste forme sono le sezioni dei sistemi cristallini di Quarzo, Caolino e Feldspato, i minerali che compongono chimicamente la porcellana.

 

Il rivestimento. Per i prospetti nord e sud è stato scelto un sistema di involucro tipo overcladding, a telaio, con un rivestimento in lastre di PMMA. I moduli sono accorpati da un minimo di uno ad un massimo di sette, in funzione della percezione lento – veloce. I telai sono intervallati da un unico modulo in rete in tessuto metallico. Nel prospetto est sono stati inseriti due schermi cinetici alti 12 metri e rispettivamente lunghi 42 e 13 metri.

 

Il cinematismo è dato da due attuatori pneumatici lineari per ogni singolo elemento, fissati al sistema di supporto mediante quattro piastre in acciaio zincato. Questo sistema permette una flessibile posa in opera e garantisce un buon grado di trasparenza, senza pregiudicare l’illuminazione degli ambienti retrostanti. Gli elementi mobili sono in PMMA traslucido e hanno misure variabili da un minimo di 27 ad un massimo di 98 cm.

 

I sistemi luminosi e cinetici impiegati nel progetto traggono l’energia elettrica necessaria dai moduli fotovoltaici semitrasparenti, inseriti negli elementi che compongono il prospetto est. Il sistema luminoso. I prospetti nord e sud prevedono un illuminazione con lampade a neon monocromatiche dotate di corpo diffusore di policarbonato opale. Le sorgenti di luce sono gestite da un embededd system per garantire la percezione dell’alternanza pieno – vuoto anche durante le ore notturne. Per il prospetto est sono stati adottati moduli LED monocromatici, installati sul retro dei pannelli in PMMA che compongono gli schermi.

 

La scelta è stata operata per garantire la comunicazione sia di giorno che di notte, nel primo caso attraverso i giochi di luce e ombra dati dai pannelli in movimento, mentre nel secondo con l’illuminazione regolata in modo centralizzato che permette la trasmissione di messaggi di testo, immagini ed effetti bassa risoluzione.

 

La copertura. L’effetto monolitico dei prospetti è bilanciato da una copertura dinamica e fluida, un gioco di onde metalliche si propaga lungo i 300 metri dell’azienda, scendendo poi lungo i prospetti est e ovest a racchiudere l’edificio. Dei tagli orientati a sud, nella copertura, garantiscono l’illuminazione naturale agli shed. Il materiale impiegato per la copertura è lo stesso utilizzato nei prospetti nord e sud ossia rete in tessuto metallico.

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