Premio IQU 9, Concorso di progettazione per la trasformazione dell’ex-Area produttiva Mazzoleni

Progettazioni Architettura – Concorso di progettazione per la trasformazione dell’ex-Area produttiva Mazzoleni

Referente progetto: Edoardo Milesi & ARCHOS s.r.l.

 

Scarica la scheda del progetto

 

Le periferie possono diventare città. Abitare, come mangiare e vestirsi, è un bisogno primario e la partecipazione dell’utente costituisce la vera garanzia al successo della proposta abitativa.

 

L’attuale congiuntura economica impone, almeno nel mercato immobiliare, una inversione di tendenza rispetto, non solo a una maggiore e diversa qualità dell’abitare, ma anche al modo di porsi degli operatori nel mercato immobiliare.

 

La nostra idea parte dalla necessità, per un nuovo aggregato urbano residenziale, di mettere da subito in relazione gli oggetti della conoscenza (della scienza, della tecnica, ma anche del mercato) con la struttura emotiva fortemente condizionata e attratta dalla storia degli uomini (anche relativamente recente), dai rapporti umani e dalla natura.

 

Pensiamo a un luogo metropolitano dove gli spazi urbani sono considerati in modo nuovo e attuale, dove la città entra nel circuito di procedimenti artistici, intendendo per arte il settore vocato a dare contributi di pensiero, predisposto a strategie capaci di percepire la realtà in modo soggettivo e sensibile e a reinterpretarla e correggerla in modo creativo.

 

Un quartiere urbano dove tutto si basa sul rapporto tra autore e fruitore, senza intermediari, senza mediatori, senza compromessi.

 

Non è difficile e conti alla mano è remunerativo per la proprietà e certamente innovativo per la comunità. Formule residenziali come il co-housing e il condominio solidale, già sperimentate in regioni come la Toscana al punto da richiedere l’adeguamento dei regolamenti urbanistici, sono la premessa alla sostenibilità dei nuovi quartieri residenziali.

 

Niente a che vedere col social-housing (assegnazioni impersonali), ma se proprio con l’autocostruzione e la costruzione partecipata, in grado di rivitalizzare un mercato immobiliare soffocato da stereotipi ormai avulsi dalla realtà economica di un ceto medio sopraffatto dalla contingenza e dalla recessione, ma che ancora rappresenta una importante domanda sul mercato della residenza.


Un nuovo quartiere, come le città europee, come i borghi storici medievali

Si tratta, nel caso dell’area Mazzoleni, di mettere in sicurezza circa 50.000mc di volumi industriali ammessi dal PGT (alcuni avranno doppie altezze); dividerli in aree trasversali flessibili e potenzialmente interattive, immergerli in un parco di 23.000mq (sui 32.340 disponibili) dove la natura e le stagioni assumono un ruolo forte nella vita quotidiana del quartiere; prevedere le infrastrutture necessarie (parchi tematici, parcheggi, aree gioco e per il tempo libero) e immettere sul mercato:

a) volumi in comodato al mondo della cultura e dell’arte (musei documentali interattivi, museo della scienza e della tecnica…). In grado di attirare attenzione e affluenza a livelli extra regionali. Il contratto avrà una durata congrua all’uso determinato e proporzionato alla spesa che il comodatario dovrà sostenere per attrezzare il volume alle sue specifiche esigenze; al comodatario potrà essere riconosciuto un diritto di opzione per l’acquisto del bene;

b) volumi in locazione agevolata a mirate categorie di utenti (artisti, commercianti d’arte, artigiani…..).

Categorie particolarmente vitali, dotate di grande spirito di adattabilità, notoriamente in grado di velocizzare il processo di attenzione e valorizzazione dei quartieri periferici in trasformazione che potranno auto-costruire i propri spazi o avvalersi di imprese selezionate dall’operatore.

c) volumi in vendita al rustico. Questa formula permette all’operatore di gestire il programma immobiliare escludendo i rischi d’impresa connessi alle forniture dei terzisti per finiture e impiantistica interna, abbattendo di quasi il 50% il costo di fabbricazione pur mantenendo in capo all’operatore praticamente gli stessi utili.

d) volumi in vendita finiti in aree particolarmente appetibili.

 

Un elenco flessibile delle possibili destinazioni d’uso deve garantire l’oculata promiscuità tra tipologie residenziali adatte (studenti, artisti, operatori culturali…), spazi di produzione culturale (atelier di pittura, di moda, biblioteche, librerie, scuole di musica, danza, di teatro, di ginnastica, artigianato artistico e ecologico…), esercizi commerciali di prodotti etici e sostenibili (biologici, a chilometro 0, abbigliamento artigianale e ecologico, negozi per lo sport…), laboratori artigianali (di elettronica, di riparazione e manutenzione, artistici…) Saranno anche presenti laboratori didattici pensati per livelli differenti di apprendimento a seconda delle fasce di età e micronidi a gestione privata.

 

I 330 abitanti virtuali residenti e l’indotto derivante dal commercio degli esercizi interni e dai fruitori dei musei privati saranno già in grado di giustificare un’interessante economia interna al quartiere.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico