Premio IQU 9, Centro del Design a Mirafiori

Realizzazioni recuperi – Centro del Design a Mirafiori

Referente progetto: Isolarchitetti

 

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Il progetto di Isolarchitetti, primo tassello del piano di trasformazione dell’area ex Fiat Mirafiori, interviene sugli spazi dismessi del capannone “ex Dai” al fine di ricavarne un nuovo Centro del Design in cui si coniughino attività didattiche del Politecnico di Torino, laboratori e sperimentazioni legate al mondo della produzione.

 

Il nesso con la memoria industriale viene volutamente evidenziato mantenendo la grande struttura metallica e parte della copertura in lamiera, riutilizzandola come grande superficie sotto cui collocare i sei blocchi edilizi a due livelli. Si è trattato quindi, in questo modo, di ricostruire dentro le “vestigia” del costruito.

 

La prima fase esecutiva prevede la realizzazione dei primi tre blocchi.

 

Sotto la copertura dell’ “ex Dai”, le cui orditure vengono caratterizzate da una nuova connotazione cromatica – un rosso fuoco satinato – la ripetitività dei moduli conosce una differenziazione nella scelta dell’immagine in maniera che ogni singolo blocco abbia riconoscibilità propria attraverso l’uso di rivestimenti di diversi materiali:

– il primo blocco, verso corso Settembrini è rivestito in lastre di acciaio lucido, satinato e opaco, apparecchiate con la tecnica delle grandi scaglie, lungo linee poste a 45°, di dimensione variabile;

– il secondo blocco, centrale, è rivestito in doghe di legno di Iroko naturale con orientamento anch’esso a 45°;

– il terzo blocco è realizzato in lastre di pietra high-tech di colore nero di grande formato, posate a corsi alternati, con finitura lucida e satinata.

 

Il principio di architettura sostenibile alla base dell’intero intervento di recupero si concretizza nella scelta dei materiali e dalle tecnologie adottate: strutture in acciaio consentono il rapido montaggio dei singoli moduli mentre le pareti ventilate chiuse consentono, attraverso un sistema di ricircolo dell’aria, la climatizzazione degli ambienti.

 

L’organizzazione interna degli spazi segue criteri di flessibilità e di apertura verso l’esterno; i tre edifici, pur mantenendo funzioni diverse ed una sostanziale indipendenza, sono messi in relazione da tratti di passerelle aeree che vengono a costituire un sistema orizzontale di terrazzo coperto.

 

Un sistema connettivo interamente fatto di tubolari di acciaio, si inserisce come una sorta di “dragone tecnologico” tra i volumi razionali, cubici (in cui sono contenute aule, laboratori, uffici, servizi, ecc.).

 

La copertura dei due tratti di connettivo è realizzata in policarbonato, uno di colore blu, ed uno verde, ed insieme agli colori presenti, contribuiscono a creare un ambiente divertente, di qualità, e riconoscibile.

 

Nel corridoio centrale, che s’interpone tra le due unità di volumi, trovano collocazione giardini a hortus conclusus, spazi a cielo aperto con caratteristiche botaniche differenti: nel primo sono piantumati bambù di diverse qualità.

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