Premio IQU 9, Castelli di Lagnasco: Giardino della manica di Ponente, Progetto per la realizzazione di Giardino delle Essenze

Progettazioni Architettura – Castelli di Lagnasco: Giardino della manica di Ponente, Progetto per la realizzazione di Giardino delle Essenze

Referente progetto: Mirna Irene Colpo; Marialuce Reyneri di Lagnasco

 

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Il progetto è parte integrante di una più ampia iniziativa di valorizzazione territoriale “Essenza del Territorio. Una rete per le vie Sabaude dei profumi e dei sapori”, che ha l’obiettivo di creare una rete di beni culturali e paesaggistici che abbiano in comune un forte e significativo legame con il territorio: una rete di paesaggi, giardini e coltivi che si distinguono per la coltivazione di erbe aromatiche, di piante officinali e di colture ortofrutticole di antica tradizione. I beni individuati, costituiranno il sistema potenziale per la formazione di una “rete delle vie sabaude dei profumi e dei sapori” ossia una rete di beni, già rappresentativi dell’identità culturale del luogo, ma che verranno valorizzati e messi in comunicazione per non rimanere pure emergenze slegate dal sistema.

 

Il presente progetto prevede la sistemazione dell’area di pertinenza della manica di Ponente del Castello di Lagnasco e va in parte a completare il recente “Intervento di sistemazione delle pertinenze esterne” dei Castelli, finalizzato alla realizzazione di un parco, con l’alternarsi di piantumazioni ad alto fusto, di arbusti verdi e di aree a prato, con percorsi pedonali. Saranno riproposti i temi del “giardino dei semplici”, della coltura di piante produttive, dell’uso di strutture quali pergolati, destinati alla coltivazione della vite, e di piante da frutto. L’intervento sarà preceduto dalla messa in sicurezza delle facciate e delle coperture del Castello prospiciente la porzione di giardino in oggetto.

 

Lo spazio chiuso in cui si interverrà, richiama l’atmosfera dell’hortus conclusus, tema emerso dall’analisi di quello che doveva essere il giardino cinquecentesco, in cui la coltivazione di erbe aromatiche, di piante officinali e di colture orto-frutticole andrà a riproporre il tema del giardino con scopi produttivi, con un disegno geometrico a settori che segue la forma dell’area in esame, nel rispetto del contesto aulico in cui ci si trova ad operare. La disposizione e scelta delle essenze verrà appositamente studiata per consentire la realizzazione di aree di gradevole fruizione e di facile manutenibilità. Una zona centrale del giardino sarà caratterizzata da un manto erboso, con l’inserimento di un orologio solare – richiamo alla presenza di altre sei meridiane disposte sulle diverse facciate dei manufatti architettonici del complesso. Il layout proposto dal progetto, evidenzia inoltre, nel tratto di percorso circolare, la geometria e la localizzazione della porzione dell’antico canale curvilineo, presente ancora nelle mappe della seconda metà dell’800.

 

Tra gli obiettivi prefissati vi sono la riqualificazione dell’area volta al migliorare le condizioni economiche, ambientali, sociali e culturali dello spazio antropizzato incrementando la qualità della vita e la trasformazione del patrimonio edilizio esistente e l’ampliamento dell’offerta didattica riservata a scolaresche, studiosi e visitatori in genere.

 

Le scelte delle specie vegetali saranno effettuate con la collaborazione di docenti del corso di laurea in Tecniche Erboristiche dell’Università di Torino e che ha sede a Savigliano (Cuneo) nell’ex-Convento di S. Monica. Le piante saranno scelte in base al loro sviluppo vegetativo, al loro portamento, al mutare cromatico dell’apparato fogliare, al ciclo stagionale e soprattutto in base alla esigenza di creare un “Giardino delle Essenze” finalizzato a divulgare il possibile utilizzo delle piante ivi coltivate. Le specie botaniche saranno selezionate in base ai loro impieghi in campo alimentare e/o erboristico, con la finalità di contribuire al benessere della persona; dato il sempre crescente interesse per i prodotti cosmetici di origine naturale, sarà anche sottolineato l’impiego cosmetico di alcune piante e loro derivati. Nella scelta si terrà inoltre conto della sede, cioè Lagnasco, particolarmente votata alla frutticoltura e si sceglieranno anche alcune antiche varietà di alberi da frutto, come del resto alcune varietà di ortaggi quali la pastinaca e le cicerchie, su cui attualmente si sta concentrando l’interesse di diversi ricercatori a livello internazionale. Le piante aromatiche ed officinali saranno scelte anche per la loro capacità di attrarre gli insetti, ad esempio le api e le farfalle. Inoltre dal momento che il giardino avrà uno scopo didattico, ci sarà una aiuola in cui verrà seminato un miscuglio di piante selvatiche, scelte fra quelle autoctone (cioè senza introdurre piante alloctone che col tempo potrebbero dare problemi di invasività).

 

L’opera di divulgazione potrebbe proficuamente essere accompagnata da seminari, proiezione di brevi filmati, interventi mirati volti anche ad invogliare il pubblico a prendere confidenza con i libri, che restano comunque un punto fermo nel processo culturale di una persona. Per tale motivo un locale adibito a biblioteca con la possibilità di una sala di lettura, un punto di incontro potrebbe essere un valido completamento nel recupero della struttura.

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