Premio IQU 9, Casa G: recupero e ampliamento di edificio storico a Ferrara

Realizzazioni Architettura –  Casa G | Recupero ed ampliamento di edificio storico a Ferrara
Referente progetto: Tomas Ghisellini


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A pochi metri da uno dei tratti più suggestivi dello splendido complesso rinascimentale delle mura difensive di Ferrara, un edificio dei primi anni Cinquanta si trasforma in corpo architettonico contemporaneo con un intervento di recupero ed ampliamento.

 

A pochi metri da uno dei tratti più suggestivi dello splendido complesso rinascimentale delle mura difensive, entro la compatta compagine urbana del centro storico di Ferrara, un edificio dei primi anni Cinquanta, si trasforma in corpo architettonico contemporaneo con un intraprendente progetto di recupero ed ampliamento.

 

Il nucleo edilizio consolidato, confermato nelle proporzioni, negli assetti formali e nell’impaginato delle aperture, propende per un ampliamento in altezza alla ricerca di uno spettacolare panorama d’orizzonte. Operando una scelta controcorrente per l’intorno immediato, il volume abbandona il tradizionale rivestimento in laterizio e cambia pelle; dismette tutte le superfetazioni, gli embellissement, gli arricchimenti sedimentatisi nel corso dei decenni; abolisce gli orpelli, i decori superflui, gli sporti di gronda alla ricerca della più cristallina semplicità formale. Ne risulta un corpo materico, scabro e rigoroso, intagliato da aperture che, come detto, rispondono all’originario impaginato geometrico.

 

Il basamento, prima elemento applicato, per così dire “incollato” artificiosamente al volume abitativo, è del tutto ridisegnato a costituire una sorta di prolungamento orizzontale dell’edificio, una specie di protensione ambientale che si estende su strada a ridefinirne il margine. Il nuovo basamento plastico, più alto rispetto al preesistente e sollevato leggermente dal suolo come elemento fluttuante, cinge un piccolo patio privato con fare protettivo nei confronti del traffico stradale e degli sguardi indiscreti. Il sistema delle recinzioni, delle inferriate, dei cancelli e degli elementi di sicurezza, prima frammentario ed eterogeneo, acquista un comune linguaggio espressivo in elementi disegnati a misura, pezzo per pezzo, e realizzati a mano.

 

Un intonaco granuloso dal carattere sorprendentemente tattile avvolge l’intero corpo architettonico vestendolo di toni cromatici vicini alla gamma delle terre naturali; la superficie ruvida, vibrante e delicata nel tessere amorevoli relazioni con la luce naturale, tanto da apparire di colore diverso a seconda dell’ora del giorno o dell’angolo di incidenza della luce, conferisce all’edificio, visto da lontano, un aspetto quasi “morbido”. Campiture e cambi di colore, demarcati da incisioni tridimensionali nelle superfici murarie, rimescolano gli ingredienti comuni del linguaggio residenziale urbano e concedono ai prospetti un sapore squisitamente contemporaneo, pur conservando all’edificio, sottoposto al vincolo della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali, un carattere elegante ed austero.

 

Una grande loggia all’ultimo piano, delimitata da una parete trasparente interamente vetrata, incornicia la vista delle mura; dall’interno gli ambienti, abitati da materiali naturali e inondati di luce, paiono come galleggiare sospesi tra gli alberi. Il legame, tra gli spazi domestici esistenti ed il piccolo loft panoramico di sommità è sancito da una nuova scala di collegamento interno: illuminate da finestre verticali ed accompagnate da soffitti inclinati a forte pendenza, le rampe paiono avvilupparsi intorno ad una libreria centrale alta quasi sette metri. Questo corpo tridimensionale, simile ad un sottile prisma puro, è scavato da decine di sottrazioni volumiche rosso fuoco che ne fanno una vera e propria scultura.

 

 

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