Premio IQU 9, Banyoles: riqualificazione degli spazi urbani

Realizzazioni Architettura –  Banyoles: riqualificazione degli spazi urbani
Referente progetto: Josep Mias


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L’intervento consisteva nell’eliminare il vecchio pavimento così da esporre il substrato storico della città, dando luce ai resti degli edifici, tombe, oggetti e vecchi canali. L’obbietivo era quello di rendere queste tracce visibili all’interno del progetto di riqualificazione. I ritrovamenti sono poi stati reincorporati nelle strade ed esposti in maniera discontinua per evitare di interrompere il normale funzionamento della città, pur all’interno di un discorso coerente in tutta l’area.

 

L’obbiettivo principale del progetto era di portare parte della storia nel presente.

 

E’ stato importante conoscere il patrimonio storico di Banyoles e sapere cosa ancora stava nascosto. L’area di progetto includeva tutto il centro storico medievale di Banyoles, in particolare, lo spazio pubblico è stato l’oggetto del nostro progetto di ristrutturazione.

 

Come suddetto, l’architettura di Banyoles, la morfologia urbana e le sue caratteristiche naturali sono così uniche che l’intervento doveva in qualche modo sintetizzarle e completarle, come se il progetto fosse sempre stato là pronto per essere attualizzato.

 

L’analisi progettuale è così stata avviata sviluppando tre differenti ricerche:

  1. Ricerche Botaniche. Gli alberi si trovavano piantati in buche scavate nella roccia. Come risultato di questa situazione erano stati confinati in un piccolo volume di terra che non ne consentiva la normale crescita. Le radici non hanno potuto raggiungere la propria giusta dimensione. Questi fattori portano a condizioni anomale e malattie. Quando la vecchia pavimentazione è stata eliminata, gli alberi sono stati cambiati e le buche sono state allargate.
  2. Ricerche tecnologiche. Durante gli scavi sono stati riscoperti dei canali d’acqua ma non esistevano cartografie complete ed esatte dei sistemi idrici. Si son così svolti dei sistemi di regolazione delle acque di Banyoles, risultati utili anche per le fasi successive del progetto. Attraverso studi tecnici il sistema idrico è stato diviso in due reti: acque pulite (acqua piovana e acqua delle fuoriuscite delle fontane) e acque sporche (sistema fognario).
  3. Ricerche archeologiche. Nella città di Banyoles, qualsiasi tipo di scavo che viene fatto deve essere accompagnato da una mappatura archeologica che costituisce un database con tutte le informazioni raccolte. Successivamente il governo autonomo della ‘Generalitat de Catalunya’ passa a giudizio tutti i ritrovamenti e stabilisce le misure da seguire; se i resti possono rimanere nel luogo di ritrovamento o se meritano di essere portati al museo. Nel nostro caso, i resti archeologici sono stati d’aiuto per il progetto, in quanto hanno costituito il punto di partenza per le successive idee di progetto

I principali strumenti per la progettazione si son basati sulla Storia: le tracce dei resti, la divisione dei lotti, le rovine e i canali d’acqua sono tutti elementi utilizzati come linee guida del progetto. La  nuova pavimentazione ha incluso diversi aspetti legati alla conservazione:                  

  1. La base delle facciate a contatto con il terreno è stata restaurata adottando dei sistemi di protezione per evitare danni causati da umidità o capillarità.
  2. Regolazione del sistema idrico: separazione tra acque pulite e acque sporche, in precedenza mischiate.
  3. Restauro di alcune sezioni di canali meglio conservati, per esempio in Carrer Abeuradors.
  4. Utilizzo del materiale locale, il travertino, scolpito in diverse forme per tutta la pavimentazione. È lo stesso materiale utilizzato per le facciate e i monumenti, così da avere continuità tra facciate e pavimenti.

Il progetto è il risultato di un concorso di architettura e urbanistica indetto per l’intero spazio pubblico del centro storico di Banyoles tenuto nel 1998.

 

La precisione è stata necessaria per la progettazione di ogni piazza così come per lo studio di modelli e criteri utilizzabili come base di riferimeto per la copertura di zone secondarie del centro cittadino. In realtà, il progetto è stato svolto in più fasi, ognuna con i suoi progetti sia iniziali che esecutivi, con i suoi studi di bilancio, soluzioni costruttive, approssimazioni storiche, tecniche e ingegneristiche per i sistemi idrici e d’illuminazione. Tuttavia, ogni fase è la continuazione della precedente e sia la rete idrica che il sistema di illuminazione sono collegati e considerati come una totalità.

 

Il comune di Banyoles non possedeva informazioni molto dettagliate dei propri patrimoni; per esempio una precisa cartografia digitale,  un elenco dei ritrovamenti archeologici o la posizione esatta dei canali sotterranei. D’altro canto, la sfida del progetto era di includere nella pavimentazione tutte queste informazioni incerte come una rielaborazione storica senza errori. Per queste ragioni, abbiamo avuto l’obbligo di osservare e frequentare di continuo il sito, riadattando le strategie di costruzione e le soluzioni  d’insieme con gli artigiani e i costruttori di Banyoles. Infatti il progetto era principalmente un susseguirsi di semplici linee guida o regole.

 

Per quanto riguarda le tecniche di conservazione, abbiamo seguito le procedure generali. Fisicamente ci sono stati solo pochi elementi da restaurare, il progetto consisteva per lo più nel ridisegno dello spazio pubblico, precedentemente costituito da catrame e cemento. Ognuno degli elementi trattato nell’operazione di restauro è stato ripulito con tecniche non abrasive e protetto contro l’erosione. La malta demolita è stata sostituita da una con simili caratteristiche mentre i pezzi di travertino rotti sono stati riparati.

 

Dato il design studiato per lo spazio pubblico di Banyoles, l’operazione progettuale doveva necessariamente seguire un processo artigianale. Non c’è regolarità ne omogeneità nel contesto per cui ogni soluzione o dettaglio è differente. I pezzi più regolari della pavimentazione sono stati tagliati, meccanicamente, in diverse dimensioni e proporzioni, mentre tutti i pezzi del bordo dei canali e i pezzi di forma speciale sono stati scolpiti a mano nel sito da artigiani specializzati del luogo. Per aiutare il lavoro dei costruttori sono stati forniti, da utilizzare come base di riferimento, dei modellini in legno dei pezzi speciali. Anche alcuni elemeti dell’arredo urbano, come per esempio le fontane, sono stati costruiti in sito con l’aiuto di stampi e modelli in legno per misurare con precisione le dimensioni, considerato che la pietra richiede giunti esatti.

 

I materiali principali del progetto sono quelli legati all’acqua. L’acqua stessa è la matrice del luogo, seguendo un percorso che va dal lago lungo tutta la città attraverso canali.Il travertino, anch’esso generatosi nelle acque del lago, è il materiale base per la copertura, la piegatura e le aperture dell’intera pavimentazione. E’ un materiale facile da tagliare e trasportare, viene estratto dalle cave situate nella periferia di Banyoles, dove preistorici grandi laghi hanno lasciato depositi di esso. Con l’utilizzo del travertino, il progetto si  mimetizza completamente nel contesto come per disegnare una terza facciata della città, la strada. Gli elementi dell’arredo urbano, ad esempio le panchine, sono stati disegnati appositamente per questo progetto come fossero tronchi di legno mossi da una pavimentazione “liquida”.

 

Con questo progetto, il centro storico di Banyoles ha acquisito grandi innovazioni tecniche attraverso l’accurato rinnovo dei sistemi idrici e di illuminazione. Al tempo stesso, ha recuperato i valori del passato che sono stati esclusi da usi urbani moderni: aree pedonali, mercati di fine settimana, giochi per strada, passeggiate per il centro città ecc. I canali d’acqua sono stati recuperati nel paesaggio urbano e, in questo caso, sonoro di Banyoles migliorando il ristoro climatico e la pulizia dello spazio pubblico. Come risultato, la popolazione di Banyoles ha potuto ritrovare la propria vecchia città con la sua storia nel seguire il flusso dei canali, nella lettura dei marciapiedi, nel sedersi accanto all’acqua, tutto questo nel centro città.

 

La proposta tenta di far risalire a galla il passato sommerso, di rendere leggibili i segni della storia e la geologia della città. Tuttavia, la volontà era di rendere questi strati compatibili sia con le aree pedonale sia con le strade a bassa intensità di traffico in modo da non interrompere o rendere difficile l’uso fluido e organico dello spazio pubblico. La pavimentazione è stata trattata come se la pietra fosse un liquido, vibrante come una cascata nei punti in pendenza e calma e naturale nelle aree pianeggianti. Rimangono, come se fossero in un museo fermato nel tempo, alcune tracce lasciate dalla deriva: tronco-panchine, sagome ondulate, frammenti casuali di rovine … Il pavimento viene scolpito ed eroso dalla falda, formando canali e depressioni, entro i quali scorre l’acqua.

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