Premio IQU 9, Area Riva. Parco urbano e centro città

Progettazioni Architettura – Area Riva. Parco urbano e centro città

Referente progetto: Maria Vittoria Mastella; Laura Mazzei

 

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La proposta progettuale si pone l’obiettivo di fare dell’area Riva una cerniera tra diversi ambiti urbani e territoriali. In questa prospettiva, l’obiettivo del progetto deve essere la creazione di una nuova polarità urbana, capace di porsi a sistema con il centro antico ma anche di configurarsi come un “attrattore” attorno al quale riorganizzare gli ambiti periferici attualmente privi di funzioni qualificanti e di una struttura consolidata.

 

Nel concepire questa ripolarizzazione, non si può ignorare la “vocazione” del comparto, che è attualmente percepito come un’area verde, anche nel sentire comune degli aviglianesi. Il progetto si propone quindi di mantenere e valorizzare tale connotazione, facendo del verde pubblico il proprio tema principale.

 

L’area “Riva” rappresenta un potenziale snodo tra il fiume Dora a nord e il Lago Grande a sud (ma anche, guardando alle possibili relazioni in senso est-ovest, tra città, pendii boschivi e campagna coltivata), e come tale si qualifica come un ambito vocato a giocare un ruolo strategico nel contesto di una rete ecologica a livello territoriale.

 

A livello di contesto allargato, il progetto intende quindi promuovere un promuovere un intervento di ricucitura della “trama verde”, superando le cesure configurate dai fasci infrastrutturali (ferrovia, autostrada, comparti urbani densamente edificati), così da rafforzare le relazioni tra i capisaldi principali della matrice naturalistica e da mettere a sistema gli elementi residui del territorio meno antropizzato.

 

A livello di ambito ristretto, l’obiettivo è la creazione di una nuova polarità urbana, capace di porsi a sistema con il centro storico ma anche di diventare un “attrattore” attorno al quale riorganizzare gli ambiti periferici meno strutturati.

 

Alla scala dell’ambito ristretto, l’area Riva diviene un parco attrezzato capace di configurarsi come l’ideale baricentro del sistema degli spazi pubblici circostanti: piazza del Popolo e piazza Che Guevara in primis, ma anche la città storica nel suo assieme.

 

Un parco non autoreferenziale o confinato in se stesso, ma al contrario concepito come un “generatore” capace di propagare una serie di appendici e ramificazioni verso gli spazi aperti circostanti, configurando cioè un “connettivo diffuso” tale da permeare la città nel suo assieme. In questa prospettiva l’area “Riva” si configura come il “cuore verde” di un complesso sistema i cui elementi costitutivi sono caratterizzati da un grado di antropizzazione variabile, ma sempre con una forte presenza naturalistica.

 

Ecco così che piazza del Popolo mantiene la sua connotazione di luogo di scambio e rappresentanza, subendo però la fertile “contaminazione” del vicino cuore verde. Il progetto ne prevede infatti una quasi integrale pedonalizzazione, riservando alle auto la sola parte a ridosso di corso Laghi. Piazza Che Guevara è invece trasformata in un parco, immaginando l’interramento del parcheggio esistente.

 

La nuova configurazione dell’area Riva nasce proprio dalla relazione tra queste due polarità urbane e dal rapporto tra il nuovo parco ed il centro storico. Lo spazio viene infatti disegnato da una direttrice centrale, concepita per collegare il parcheggio di piazza Che Guevara con le funzioni pubbliche di Piazza del Popolo, e da una serie di direttrici trasversali, che supportano il collegamento con il centro cittadino. Lungo la prima relazione si struttura uno spazio pavimentato, una “piazza lineare” fortemente geometrica ed opportunamente attrezzata. In parallelo alla spina centrale si sviluppano inoltre alcuni percorsi alternativi, immersi nel verde o concepiti come sedimi riservati ad usi più specifici. Le direttrici trasversali consentono invece la creazione di particolari percorsi tematici, lungo i quali viene disposta una serie di “vasche” variamente connotate. Sullo scheletro delle piazze e dei percorsi si innesta poi la massa principale del parco: l’insieme delle aree verdi, ciascuna con uno specifico carattere studiato in base alla funzione prevalente. Nel concepire queste diverse connotazioni, si è pensato ad una sorta di “gradiente”, immaginando cioè una successione di spazi verdi più naturalistici in corrispondenza del pendio e via via più “artificializzati” verso il corso Laghi. Si è voluto cioè riprodurre la nozione di “ecotono”, inteso come spazio di transizione graduale da un ambiente ad un altro.

 

Il sistema degli spazi aperti, tuttavia, non si esaurisce nella relazione tra le due piazze esistenti e l’area Riva. Il progetto prevede infatti anche un sistema di rampe capaci di guadagnare il dislivello del costone boscato, sul quale si innestano ulteriori percorsi, in parte esistenti ed in parte di nuova realizzazione.

 

Il progetto introduce infine puntuali interventi di riqualificazione lungo corso Laghi, con lo scopo di rendere questa strada parte integrante del vicino parco. La riqualificazione dell’area Riva diventa così anche l’occasione per promuovere la ricucitura di una serie di polarità minori variamente collocate nelle vicinanze del comparto.

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