Premio IQU 9, Altavilla Silentina: Riqualificazione funzionale parco naturale

Realizzazioni Architettura –  Altavilla Silentina: Riqualificazione funzionale parco naturale
Referente progetto:

 

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I lavori progettati e realizzati riguardano, il recupero dei manufatti architettonici e dei percorsi esistenti. Il recupero dell’area teatro e sua realizzazione, la sistemazione dell’area picnic e opere di ingegneria naturalistica.

 

Il luogo
IL parco naturale “ La Foresta” rappresenta uno dei tre polmoni verdi del territorio di Altavilla Silentina. La grossa particolarità è la vicinanza al nucleo abitato, si protende al margine del centro storico, questo lo rende facilmente fruibile dai cittadini. In passato, detta fruizione era legata al vivere quotidiano in particolare vi si recavano le donne per raccogliere la legna secca o per fare il bucato usando la fontana munita di lavatoio posta al margine del ruscello.

 

Dal punto di vista botanico la Foresta è particolare in quanto raro esempio di bosco di latifoglie comprendente numerose varietà della specie “Quercus” tra le quali si evidenziano le Farnie ed i Lecci secolari. Nel suo interno presentando una particolare conformazione naturale a forma di cava ha dato origine nel 1985 per opera della Pro loco alla realizzazione di un teatro di legno.

 

In questo spazio furono tenuti diversi spettacoli. Anche se, del teatro, era rimasto ben poco, essendo il legno deterioratosi quasi completamente, era ben visibile l’impianto generale, che sfruttando l’orografia ci ricorda il teatro greco con la scena che si apre su un paesaggio naturale. Obietti del progetto e criteri di scelta dei materiali.

 

Il progetto elaborato e realizzato tiene conto innanzitutto lo stato dei luoghi, ponendosi i seguenti obiettivi:
a) recupero dei manufatti architettonici e dei percorsi esistenti;
b) recupero area teatro e sua realizzazione;
c) utilizzo di tecniche d’ingegneria naturalistica ove necessarie.

 

I materiali utilizzati per tali interventi sono quelli tradizionali, pietra, legno, ferro, cls. Ognuno di questi materiali è stato usato per esaltarne solo le caratteristiche migliori, estetiche, funzionali, fisico meccaniche e durata nel tempo. Grande uso si è fatto della pietra arenaria locale, in particolare, per i muri di contenimento, per i selciati, per le opere idrauliche, dove non è stato possibile utilizzarla a secco (muri) per motivi d’affidabilità nel tempo il cls, svolge la funzione strutturale semplicemente da legante rimanendo in ogni caso, sempre nascosto dietro la pietra stessa.

 

Il ferro a vista è stato utilizzato per le balaustre interne al teatro, questo per avere piccole sezioni senza rinunciare alle prestazioni di resistenza e affidabilità. L’uso del legno è stato previsto per quelle parti, di più facile manutenzione, con rischi di sicurezza inferiori.

 

Varcati i due cancelli di ferro e legno, si percorre la strada che porta al parco, è stato recuperato il selciato di pietra preesistente e ricostruito il muro di contenimento, crollato in più punti, utilizzando per quanto possibile le stesse pietre del muro esistente. Arrivati nell’area picnic, nella parte retrostante del muro di contenimento,
lateralmente all’antico lavatoio sono stati ricavati tutti i servizi. La fontana è stata riporta nella sua immagine originaria eliminando le varie superfetazioni e riproponendo l’arco ribassato realizzato, con tecnologiche ne evidenzino la contemporaneità, a ricordo di quello perduto.

 

L’area picnic è caratterizzata anche dal nuovo letto del ruscello “Foresta”, elemento di comunicazione e di movimento, il quale si snoda sulla superficie di quest’area. In previsione di piene, si è studiato, nella zona adiacente al lavatoio, un sistema di “troppo pieno” a sfioro laterale; il sistema permette all’acqua di canalizzarsi nell’attuale condotta posta sotto l’area del piazzale, nel momento in cui dovesse superare il livello stabilito. La condotta è stata realizzata molti anni fa con tubi in cls di grande sezione, per scelta abbiamo voluto sfruttare questa preesistenza migliorandone tra l’altro la funzionalità senza rinunciare ad un percorso dell’acqua anche superficiale in quanto prima dell’intervento questo non avveniva.

 

Percorrendo ancora la stradina, verso l’interno della foresta si arriva al teatro all’aperto. Per il teatro sono stati utilizzati materiali quali, il legno e la pietra, privilegiando l’uso della pietra, perché considerate anche le proporzioni dell’intervento (circa 1.000 posti a sedere), garantisce minore manutenzione rispetto al legno.

 

Nella fase progettuale, a conclusione di molti sopralluoghi, ci siamo posti i seguenti obiettivi:
– porsi in modo organico nei confronti della natura, intendendo per organico la strutturazione di spazi che seguono le sue (della natura) logiche ed i suoi (della natura) movimenti;
– sfruttare tutti i percorsi naturali ed artificiali già esistenti e quant’altro elemento capace di generare forma;
– salvaguardare la flora;
– realizzare, quindi, qualcosa che non necessiti di troppa ed onerosa manutenzione e che duri nel tempo.

 

Strutturalmente, per contenere il terreno e dare forma al teatro, si è usato un sistema costruttivo misto capace di non interrompere l’equilibrio idrogeologico. L’elemento che, comunque, caratterizza maggiormente il teatro, e lo rende unico, è la presenza degli alberi nel suo interno. Nel progetto è riportata esattamente la posizione di ognuno e in fase di esecuzione sono stati salvaguardati. Gli alberi sono parte integrante del teatro, lo conformano e lo definiscono in ogni punto, la cosa sorprendente è, che la loro presenza non inficia la visibilità.

 

Il palco è rifinito nella parte superiore con un assito in legno di larice poggiante su un reticolo di travi principali e secondarie sempre in legno, a sua volta, sorretto dal muro di contenimento posto a monte e da setti di pietra. Attenzione particolare è stata posta al superamento delle barriere architettoniche, infatti, si è data la possibilità di accedere ai diversamente abili ad un’ampia zona piana a ridosso del palco. Inoltrandosi nella foresta, sono stati recuperati gli antichi percorsi a suo tempo realizzati dai carbonai, comprese le varie piazzole (catuozzi), utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica.

 

In definitiva, il progetto realizzato, ponendosi il problema del rapporto natura – architettura, nel quale si inserisce quello più profondo tra l’uomo ed il suo ambiente, cerca di mediare tale rapporto, non attraverso la mimesi, intesa come imitazione di segni a sua immagine, ma, per quanto possibile, cercando di seguirne le logiche che la compongono ed il suo senso dell’essere irripetibile. “Nella natura dello spazio c’è lo spirito e la volontà di esistere in un determinato modo (Louis I. KAHN).

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