Premio IQU 9, Albenga: Ipouffici

Realizzazioni Architettura – Albenga: Ipouffici
Referente progetto: studio Armellino & Poggio architetti associati

 

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Ipouffici è stato un percorso progettuale caratterizzato da forti vincoli che hanno però determinato risultati positivi: contenimento energetico, alta vivibilità, basso impatto
ambientale.

 

La committenza dei nuovi spazi a ufficio è la GF Group S.p.A., holding internazionale con sede ad Albenga (Savona). Leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi.

 

Come spesso accade la presenza di vincoli rende il progetto complicato ma offre l’opportunità di raggiungere risultati più interessanti. In questo caso, pur essendo il contesto un’area periferica industriale e quindi caratterizzata dalla presenza di decisi segni antropici, il vincolo principale è rappresentato dalla presenza, nelle immediate vicinanze, di una torre medievale (Torre Pernice) che il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico della Liguria individua come “emergenza” importante e da tutelare paesaggisticamente. In sostanza limita l’altezza fuori terra dei nuovi edifici ad una quota tale da consentire la vista della torre medievale dal contesto circostante.

 

Poichè l’altimetria del compendio è prossima a quella della torre e poiché il briefing di progetto era un corpo di fabbrica su tre livelli fuori terra, è scaturita l’opportunità di realizzare un edificio in parte ipogeo. Un unico corpo, apparentemente diviso a metà da una corte interna, con un solo livello fuori terra e gli altri due interrati. La percezione della torretta come landmark è salva.

 

Come detto l’area circostante è caratterizzata dalla presenza di numerosi insediamenti di tipo produttivo che non presentano particolari logiche aggregative, alternati a zone ad alto sfruttamento agricolo, dove la vegetazione spontanea o naturale è pressoché inesistente. E’ del tutto condivisibile, quindi, che l’unico elemento di valore del paesaggio, Torre Pernice posta a controllo della valle del fiume Neva, in posizione sopraelevata sul limitare del terrazzo orografico, sia da tutelare.

 

Il progetto prevede la realizzazione di un unico edificio sviluppato su tre livelli (0, 1, 2) e costituito da due corpi di fabbrica uniti a livello zero da un atrio passante che collega i due corpi scala che distribuiscono verticalmente il fabbricato. Le due ali contrapposte si articolano intorno ad una corte interna che disimpegna e da luce a tutti livelli (dimensioni complessive 39,40 m x 36,40 per una superficie totale ad uffici di ca. 3.000,0 mq). Di questi, solo il livello due risulta libero sui quattro lati e quindi fuori terra, mentre i livelli uno e zero sono di fatto ipogei e si affacciano sulla corte interna. Lo sviluppo della maggior parte dell’edificio ad una quota inferiore del livello di campagna, non pregiudica il funzionamento dell’organismo edilizio, anzi permette un miglior inserimento dello stesso nel contesto circostante con un impatto visivo molto limitato e aumenta notevolmente le caratteristiche di contenimento energetico dell’organismo medesimo.

 

L’accesso all’edificio avviene tramite una rampa/piazzale che collega la quota attuale della strada con il livello uno. Ai lati trovano spazio i parcheggi. I tre livelli sono integralmente destinati ad uffici. La corte centrale a cui si accede dal livello zero, ha una manica di ca 7 metri ed è caratterizzata da una pavimentazione in legno che perimetra un’area centrale a verde in cui sono messi a dimora una serie di olivi.

 

L’edificio è caratterizzato da un volume semplice con copertura piana, prospetti lineari, ritmati da una esplicita struttura a telaio tamponata da ampie vetrate. Unica eccezione nell’alternanza del ritmo serrato si ha sul prospetto rivolto a sud dove, per mitigare l’eccessivo apporto di calore nel periodo estivo, si è optato per una parete piena in cui sono state inserite, in uno schema solo apparentemente casuale, piccole aperture colorate e di forma quadrata. Si discostano dal linguaggio rigoroso solo le due bussole di ingresso, poste sulla facciata a nord e realizzare in metallo curtain a ricordare il forte legame del gruppo con il trasporto per nave di grossi contenitori.
Il tamponamento dei telati in cemento armato, ossatura portante dell’edificio, è realizzato da ampie vetrate fisse costituite da telai in alluminio e vetrature altamente performanti sia dal punto di vista del contenimento energetico che della protezione sonora. Le parti strutturali e in muratura sono rivestite da pannelli trafilati in alluminio, della stessa cromia dei serramenti, atti a formare una sorta di pelle esterna dell’edificio. La protezione dall’irraggiamento solare delle parti vetrate, in particolare sui lati a est e ovest, è ottenuta attraverso l’uso di tende esterne movibili realizzate in tessuto di PVC altamente resistente. Per il livello zero, laddove l’incidenza del sole è sostanzialmente zenitale, la protezione delle vetrate è ottenuta da una pensilina a sbalzo, collegata alla balaustra del livello 1, dotata di vetri serigrafati.

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