Premio IQU 8, Urban Monolith, Fabbrica di tabacco di Peter Behrens

Progettazione Rigenerazione – Urban Monolith, Fabbrica di tabacco di Peter Behrens
Referente progetto: Manga Studio

 

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Il progetto cerca di adattarsi in maniera minimamente invasiva all’interno degli edifici esistenti senza modificare la struttura originale; il riutilizzo della fabbrica crea nuovi spazi pubblici e privati e una nuova centralità culturale. L’unica aggiunta è il monolite: questo permette l’esclusione del traffico e ridisegna la geometria dello spazio interno. Il progetto vuole trasformare la Tabacco Factory in uno nodo intermodale rispettando l’identità culturale di Linz.

 

La posizione strategica, il valore storico e culturale della Tabacco Factory all’interno del tessuto disomogeneo della città di Linz, denunciano la necessità di un potenziamento possibile con la realizzazione di una nuova centralità attrattiva, possibile grazie all’integrazione tra antico e nuovo, tra vecchie e nuove funzioni. La chiusura dell’area rispetto all’immediato intorno – disomogeneo, trafficato, astorico -, ma al contempo una permeabilità controllata, data dagli scorci all’interno dell’area, dai nuovi collegamenti pubblici, fanno degli edifici di Behrens un valore aggiunto alla vita della città.

 

La realtà culturale di Linz, che spazia da eventi musicali e artistici, è stata l’impulso iniziale per il concept di progetto che vede nel riuso della ex fabbrica la realizzazione di nuovi spazi pubblici e privati che offrono, in aggiunta al suo valore storico, una collocazione ottimale per la nascita di un rinnovato cuore urbano.
Il grande complesso dovrà concentrarsi sulle opere di studenti e giovani artisti, che possono essere accolte nel grande monolite visitabile attraverso un percorso
sperimentale, definito da passerelle che si intrecciano all’interno della struttura. Allo stesso tempo, artisti, studenti e chiunque sia interessato può soggiornare o risiedere nella struttura ricettiva ubicata all’interno della vecchia Cigarette Factory, metà adibita ad albergo con spazi per conferenze, workshop, seminari, ecc. e per l’altra metà come spazio abitativo; le piccole proprietà esclusive residenziali, sono caratterizzate da serre situate sia nei percorsi di distribuzione, sia negli appartamenti, che stimolano la meditazione e l’intuizione (serre generano un’atmosfera rilassante e meditativa).

 

La relazione, non solo geografica, con il fiume Danubio e il tema dell’acqua, potenziano ulteriormente le caratteristiche degli edifici. La creazione di uno specchio d’acqua, che circonda gli edifici e ne riflette le fattezze, e la progettazione di un nuovo edificio, omogeneizzano la forma della piazza, dando vita ad uno spazio chiuso verso l’esterno, seppur costantemente relazionato con la città. La lama d’acqua, riflettendo gli esterni degli edifici ne aumenta la monumentalità andandone a ribadire l’importanza, conferendogli un aspetto aulico. Le connessioni con la città, sia di tipo ciclo-pedonale – mediante il riuso degli ex binari industriali come passerelle – che di tipo tramviario – mediante la collocazione di una fermata sotterranea al di sotto della piazza – danno vita ad un nodo di tipo intermodale servente delle nuove funzioni.

 

L’eliminazione delle superfettazioni degli anni ’70 riportano in luce le forme originarie pensate dal progetto di Behrens. Gli ampi spazi poco frazionati dei magazzini e della fabbrica di sigarette, e la loro democraticità, vengono pensati nel primo caso ad uso pubblico con attività commerciali, direzionali; nel secondo caso ad uso semi-pubblico con l’innesto di sale conferenze, stanze d’hotel e appartamenti residenziali. Questo tipo di intervento cerca di inserirsi in modo puntuale e poco invasivo nei confronti dell’esistente, tramite la progettazione di scatole – vetrate e non – che consentono di non modificare percettivamente la volumetria e la scansione strutturale originaria. L’uso degli ex binari della ferrovia a passerelle, vanno a connettere e servire tutti gli spazi, integrandosi con giardini pubblici interposti tra i magazzini, a loro volta “ripetuti” in quota da passerelle di connessione.

 

I restanti edifici – la power station e il nuovo edificio monolite – diventano i luoghi museali e preferenziali per l’osservazione degli edifici, che rendono testimonianza della storia e dell’architettura della fabbrica. Il nuovo edificio, configurandosi come un lembo sollevato del vassoio d’acqua, chiude e protegge la piazza dai fattori del traffico esterno, divenendo al tempo stesso ingresso a tutti gli spazi dell’area. L’edifico, una struttura compatta opaca arricchita da alcuni tagli verticali che lo rendono trasparente e illuminata all’interno, ospita un percorso espositivo sviluppato lungo passerelle che lo attraversano longitudinalmente. Una superficie vetrata in fondo la struttura utilizza riflesso della superficie dell’acqua per vedere gli edifici circostanti riflessa, e di ricevere una maggiore quantità di luce.

 

L’astrattismo e la monoliticità dell’edificio non tentano di sovrastare o competere con gli edifici antichi, ma di ridisegnare la geometria del lotto, rispettando la tipologia a corte e geometricamente regolare largamente presente del tessuto urbano. La power station e il nuovo edificio, oltre a connettersi a quota piazza, consentono una connessione ipogea data dal passaggio della metropolitana e dalla relativa stazione, con annesse biglietterie, ed attività commerciali.

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