Premio IQU 8, Urban Add

Progettazioni Rigenerazione – Urban Add, espansione dei piccoli comuni attraverso la pianificazione urbana e il recupero degli edifici storici. Riqualificazione dell’area di Villa Baraggia nel comune di Sulbiate, MB (tesi di laurea in Ingegneria Edile/Architettura – Politecnico di Milano)


Referenti progetto: Roberto Adami, Chiara Cortinovis e Mattia Muzio


Scarica la scheda progetto.


Il progetto di un nuovo quartiere residenziale e di un grande parco ridisegna una porzione degradata di territorio. La riqualificazione delle pre-esistenze reinterpreta i rapporti formali e spaziali con l’intorno ponendo al centro lo spazio pubblico.

 

URBAN ADD è un progetto che intende ridisegnare una porzione di territorio del comune di Sulbiate (MB). L’area d’intervento si estende per un totale di circa 5 ha ed è attualmente suddivisa in quattro parti distinte con diverse destinazioni d’uso:
– una villa settecentesca in stato di abbandono, con parco e pertinenze;
– un’industria metallurgica;
– terreni agricoli e serre;
– una ex-filanda abbandonata.

 

Lo stato di abbandono degli edifici storici e la posizione baricentrica delle aree rispetto all’abitato suggeriscono una riqualificazione complessiva, prevista dal PGT, attraverso la delocalizzazione delle attività agricole e industriali, la riqualificazione della villa e della filanda e la costruzione di nuove residenze.
Gli obiettivi del progetto sono la riqualificazione dell’intera area nel suo complesso attraverso il disegno unitario dell’intervento, il restauro e la valorizzazione degli edifici storici, la realizzazione di spazi pubblici e la creazione di un quartiere residenziale che possa diventare modello per i futuri sviluppi dell’abitato.

 

Una delle caratteristiche di URBAN ADD è perciò quella di operare a diverse scale: urbana, architettonica e tecnologica, per rispondere con efficacia agli obiettivi e risolvere le criticità del progetto.
Il progetto urbano è il frutto di una rigorosa analisi del sito e del territorio, che ha consentito la redazione di linee guida raggruppabili in quattro aree: carattere del luogo,
rapporto tra modernità e tradizione, mobilità e spazi verdi.

 

Il riconoscimento del carattere del luogo trova risposta nella scelta di inserire nel complesso storico un centro culturale ed espositivo dedicato all’arte contemporanea. La valorizzazione delle pre-esistenze, del parco storico e degli elementi paesaggistici di pregio viene ottenuta quindi mediante l’integrazione degli stessi nella rete degli spazi e dei percorsi, favorendo la percezione di luoghi che ritornino ad essere, almeno nella loro immagine, parte del patrimonio collettivo.
Il dialogo tra modernità e tradizione è riconoscibile nel filtro verde tra gli edifici storici e le nuove costruzioni, nella reinterpretazione dell’antica corte e nella creazione di nuovi volumi di dimensioni paragonabili agli edifici esistenti.

 

Per quanto riguarda la mobilità, si interviene creando una separazione funzionale del traffico automobilistico, ciclabile e pedonale. Il transito veicolare è limitato ai soli residenti, gli spazi pubblici progettati assumono rilevanza a livello comunale.
La realizzazione di un nuovo parco urbano permette di attrezzare un’ampia area come spazio di verde pubblico, che risulta strettamente in connessione con il sistema degli spazi del verde privato progettati per gli edifici di nuova costruzione. Il progetto del parco urbano è l’elemento di connessione tra pre-esistenze e nuova costruzione, è il fulcro della mobilità lenta, costituisce l’accesso principale all’area dall’esterno e vuole essere polo di attrazione per il territorio. Al suo interno si trovano un’area gioco per bambini, un’area dedicata ad esposizioni artistiche e aree giardino e svago.
Il nuovo quartiere è stato progettato rivolgendo particolare attenzione all’ottimizzazione delle altezze, dell’orientamento e delle distanze tra gli edifici al fine di minimizzare le ombre portate su coperture e facciate e garantire l’irraggiamento solare delle superfici che possono essere predisposte per accogliere pannelli termici e fotovoltaici.

 

Il progetto architettonico si concentra sugli edifici pubblici del centro culturale. Alla villa e alle sue pertinenze è affiancato un edificio di nuova costruzione situato a nord, al limite del giardino storico e nel mezzo del nuovo parco urbano. Il centro culturale è perciò costituito da più entità e diventa un unico organismo grazie ad un’attenta distribuzione delle funzioni al suo interno e al dialogo delle sue parti mediate dagli spazi pubblici: la corte, il giardino storico, il nuovo parco e i percorsi ciclopedonali. La villa è dedicata alle mostre ed esposizioni, le pertinenze ospitano bookshop, bar/ristorante e sala conferenze, mentre laboratori per attività didattiche per l’infanzia e atelier per artisti sono collocati nel nuovo edificio.

 

Questo diventa la cerniera tra il nuovo quartiere e l’esistente, tra gli spazi pubblici e quelli privati e si sviluppa a partire da un “nastro” che delimita locali rivolti a nord (servizi e distribuzione) e a sud (laboratori). L’edificio è costruito con tecnologie a secco ad alte prestazioni energetiche con struttura mista in acciaio e legno, con ampio uso di luce naturale. Il progetto combinato di schermature solari interne ed esterne, tipologia dei vetri, tunnel solari e finestre da tetto ha permesso di conciliare quantità di luce naturale, benessere visivo e un equo bilancio tra dispersioni di calore e guadagni termici solari, impedendo al contempo il surriscaldamento estivo. Il progetto dell’intero involucro ha raggiunto ottimi risultati energetici, soltanto 29 kWh/(mqa).


Nell’immagine di apertura pianta e sezione.

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