Premio IQU 8, Smart building, la rigenerazione smart del patrimonio pubblico

Progettazioni Rigenerazione – Smart building, la rigenerazione smart del patrimonio pubblico
Referenti progetto: Andrea Rinaldi, Roberta Casarini e Pietromaria Davoli

 

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Socialità come uso di un servizio in antitesi al consumo, mobilità come strumento di modificazione della morfologia urbana, energia come accumulo di materie e risorse, sono i tre obiettivi per la rigenerazione smart del patrimonio pubblico. Dal consumo all’uso.

 

Prosperità e benessere non dipendono da un sempre maggiore consumo di materiali. Trasformare l’edificio in una banca di energia e di materie prime, ripensare , ripensare il concetto di mobilità urbana come strumento di crescita economica, rappresenta l’obiettivo del progetto. Una comunità è smart se adopera le risorse umane ed economiche per coniugare l’efficienza delle soluzioni tecnologiche di contenimento delle risorse all’efficacia delle soluzioni di ricomposizione urbana, relazionali, culturali e sociali.
Il concept per la rigenerazione del parcheggio dell’ex-Gasometro a Reggio Emilia, segue questi semplici principi di base. Lontano dall’antieconomica logica dei grandi progetti di trasformazione, il progetto punta sul concetto compositivo dei frammenti come elementi di ricomposizione urbana, e sulle connessioni come strumenti di relazione dei frammenti stessi con il tessuto urbano. La valorizzazione delle risorse primarie come elemento fondamentale per il progresso umano, ne impone un ripensamento per il loro uso e consumo. Socialità, mobilità, energia sono i tre parametri di riferimento di questo metodo di approccio.

 

Socialità
Scardinare il principio del consumo fine a se stesso è il principio di base di una comunità smart. Il concept interpreta il parcheggio come strumento di condensazione sociale; ribalta il concetto dello spazio urbano pubblico, non più come tutto ciò che rimane quando si è pensato a noi stessi, ma luogo di tutti, di cui ognuno è proprietario per una piccola porzione. Sostituisce il principio dell’uso, dell’utilizzo di un servizio che può essere utile a tutti, al principio del possesso privato e del consumo. Acquisto un servizio e non più un oggetto.
Uno spazio che prima di essere percepito è vissuto, una forma sociale in grado di riprodurre un’idea di comunità capace di coniugare la conoscenza della tradizione con la speranza del futuro. Uno spazio che rende poroso il tessuto urbano e trasforma il luogo di progetto da isola urbana a punto scambiatore tra città contemporanea e la città storica.
Ogni livello del parcheggio è adibito a diversi usi, ognuno dei quali riporta l’uomo al centro dell’idea. Un livello è destinato alla mobilità sostenibile, un livello alla mobilità last-mile delle merci, un livello all’accumulo dell’energia per mezzo delle auto, un livello al lavoro come strumento di crescita ed equità sociale.

 

Mobilità
“Facilitare le connessioni con il mezzo giusto per lo spostamento necessario” è il principio su cui si basa l’obiettivo di smart mobility del progetto. Due sono i metodi
per perseguire quest’obiettivo:
– pensare ad un diverso sistema di mobilità per le merci, ripensando la logistica dell’ “ultimo miglio” con mezzi elettrici e leggeri in totale autonomia gestionale, contribuendo a limitare il traffico eccessivo incongruo con la morfologia della città storica
– incentivare diverse tipologie di mobilità (pedonale, ciclabile, automobilistica), alternative all’auto a motore termico. Muoversi rappresenta il modo più intelligente per stabilire nuove relazioni, tra le persone o con il territorio vicino e lontano. Le automobili, oggetti che per definizione sono mobili, in realtà per la maggior parte del tempo restano immobili in spazi monofunzionali, i parcheggi, ovvero gli spazi per l’immobilità dell’oggetto mobile. Il parcheggio diventa un edificio per le persone. Da qui posso ripensare il modo di muovermi con servizi di car sharing ibrido o idrogeno per le lunghe percorrenze, car sharing elettrico per tratti brevi, mezzi elettrici per la logistica
last-mile, bike sharing elettrico o a piedi verso la città. La mobilità diventa opportunità di sviluppo capace di rigenerare la morfologia urbana e tutelare il territorio naturale ancora non urbanizzato.

 

Energia
L’edificio rigenerato funziona come una active house, una banca di energia e di materie prime. Pensare a un’active house significa ripensare le ingenti e concentrate produzioni di energia a favore di una produzione limitata e distribuita, in un territorio connesso da smart-grid. La progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili, intermittenti e non programmabili, porrà il problema dell’accumulo vicino all’utente finale, che consente di separare – nel tempo, nello spazio e anche nella forma – la generazione dell’energia dal suo uso.
Privato di tutti i tamponamenti per migliorarne il comportamento sismico, una pelle colorata in tessuto riciclabile rigenera l’immagine dell’edificio. Il nuovi blocchi posti sulla copertura con struttura interamente in legno sono estremamente efficienti
(edifici a energia quasi zero) e sfruttano le caratteristiche geotermiche del terreno per equilibrare il comfort interno. L’alternanza di spazi aperti e costruiti permette alla luce naturale di modellare lo spazio dell’architettura. Di notte l’intero edificio diventa una lanterna colorata, visibile dalla ferrovia e dalla città circostante. Un impianto fotovoltaico di 240 kWp copre per intero i consumi energetici termici ed elettrici di tutto il complesso. Le auto elettriche del accumulano l’energia in eccesso (fino a 1500 kWh/giorno) per restituirla nei momenti critici, creando una smart-grid locale. L’edificio diventa un accumulo di materie prime ( il calcestruzzo, il legno, il tessuto) recuperabili alla fine del ciclo di vita.

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