Premio IQU 8, Realizzazione di un progetto pilota di parterre infrastrutturante

Preogettazioni Architettura – Realizzazione di un progetto pilota di parterre infrastrutturante
Referente progetto: Giustino Vallese

 

Scarica la scheda progetto.

 

L’intervento mira alla riqualificazione dell’intero sistema degli spazi pubblici del centro storico di Teramo attraverso la riorganizzazione degli spazi aperti esistenti e la predisposizione di un sistema innovativo di gestione delle reti dei sottoservizi attuali o di futura realizzazione.

 

Il progetto prende avvio dall’espletamento nel 2008 del concorso in due fasi denominato “Micro Spazi – Macro Luoghi”, finalizzato alla riqualificazione del sistema dello spazio pubblico ricadente all’interno del centro storico di Teramo.
Fortemente connotato nei caratteri di spazio e figura, il centro storico di Teramo sembra, di primo acchito, un organismo in equilibrio secolare, pesantemente centrato su una imperturbabile stabilità. Il progetto propone di trasformare la condizione sincronica di struttura (urbana) in una diacronica di infra-struttura (urbana), pre-disposizione, sistema disponibile ad aggiornamenti continui, mantenimento del prodotto stesso in condizioni di incessante  adattabilità.
Il modello concettuale è la sezione teorica dello “spazio aperto”: tre spessori sovrapposti, suolo – spazio – informazione, infra-strutturano ciascuna area selezionata secondo una procedura input/output che processa in sequenza livelli di stato di fatto e le variabili contestuali (dati).

 

La proposta si sviluppa attraverso un “parterre”, pacchetto stratificato cablato e infrastrutturato, pensato per essere tecnologicamente e superficialmente aggiornabile, che sposa la logica del “cavedio intelligente” per accogliere le reti dei sottoservizi all’interno dell’area, per rispondere in maniera adeguata alle seguenti esigenze:
– organizzare e razionalizzare la rete dei sottoservizi esistenti e di nuovo impianto;
– restituire la possibilità tecnica di modificare, sostituire, asportare parti dello strato superficiale senza che queste operazioni inficino l’aspetto estetico dell’intera opera;
– fornire la possibilità di modificare ed organizzare lo spazio pubblico in condizione di mutate esigenze programmatiche.

 

Predisporre il “parterre” consente quindi una notevole economia di gestione delle reti e degli allacci alle utenze, nonché delle relative modifiche ed implementazioni.

 

Ambito A: Corso san Giorgio – Largo S. Matteo
Corso San Giorgio, asse principale in quanto a programma ed usi quotidiani ed eventuali della città di Teramo, è pensato come un elemento essenzialmente pedonale su unico livello, con traffico ad esclusivo uso di servizio e soccorso. Gli interventi previsti sono:
– la creazione di un cavedio tecnologico senza soluzione di continuità e ispezionabile in ogni tratto per l’installazione della nuova rete di illuminazione pubblica, della rete fibra ottica, e di una predisposizione per ulteriori cablaggi (ad esempio rete tgs e/o similare);
– la realizzazione delle derivazioni trasversali delle reti summenzionate per permettere allacci ogni 18/20 ml circa, nonché in corrispondenza di ogni traversa.

 

Quest’organizzazione al di sotto del piano di campagna definisce anche la strutturazione del “parterre” superficiale che è disegnato secondo fasce longitudinali accostate, differenziate per programmi, tecnologie impiegate e cromatismi del materiale utilizzato in superficie. Sul “parterre” si individuano:
– le fasce esclusivamente pedonali a ridosso delle vetrine realizzate con autobloccanti in cls vibrato e strato di finitura in granito grigio aruba;
– la fascia del cavedio infrastrutturale in granito bianco kindia;
– la fascia centrale pedonale, ma destinata anche alla carrabilità di servizio e soccorso, in granito nero namib. Lungo la fascia del cavedio sono posizionati, gli elementi fissi: un sistema di parallelepipedi in acciaio cor-ten, rispettivamente panca, fontana e fioriera.

 

In prossimità di Largo S. Matteo è presente una copertura composta da una serie di elementi snelli ad ombrello che hanno una duplice funzione: da un lato caratterizzare iconicamente lo spazio come un grande atrio all’aperto dello Spazio espositivo del Museo “L’Arca”; dall’altro offrire uno spazio di sosta parzialmente coperto che metta a disposizione ombra d’estate e riparo dalle intemperie durante tutto l’anno.

 

Ambito B: Corso De Michetti
Corso De Michetti attualmente è utilizzato come asse carrabile ma è anche interessato da eventi temporanei e itineranti e dalla presenza del programma commerciale. Inoltre, considerato che quest’ambito è quello maggiormente interessato dal tema storicoarcheologico, il progetto costruisce le condizioni per cui questo divenga evidente proprio attraverso la narrazione del tema stesso all’interno dello spazio pubblico.

 

In quest’ambito il progetto lavora sul “parterre”, attraverso cui intende sia riorganizzare i flussi rendendo gli spazi più fruibili e sicuri, sia risistemare i sottoservizi a rete per mezzo di un sistema infrastrutturante di dimensioni più contenute rispetto al cavedio di Corso San Giorgio, sia valorizzare l’ambito attivando la narrazione storica. Le tracce di vie, resti e allineamenti antichi interessanti l’area oggetto di progettazione, attualmente sepolte, vengono portate in superficie grazie alla texturizzazione del “parterre”. Questo è pensato come un sistema discretizzato in pixel tali da restituire in maniera più fedele possibile le sagome delle tracce archeologiche. Sul “parterre” si individuano:
– le fasce esclusivamente pedonali a ridosso degli edifici realizzate con tozzetti in granito grigio aruba; – le fasce centrali destinate al flusso carrabile e ai parcheggi realizzate in granito nero namib;
– la fascia del cavedio infrastrutturale in tozzetti di granito grigio namib.

 

Nell’immagine di apertura, viste di Corso San Giorgio

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico