Premio IQU 8, Nuova sede PD a Cotignola

Realizzazioni Architettura – Nuova sede PD a Cotignola
Officina di Architettura

 

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Il progetto per la nuova sede del Circolo del Partito Democratico a Cotignola intende riqualificare, mediante un ampliamento alla preesistente Casa del Popolo, uno spazio urbano all’ingresso del centro storico del paese.

 

Il luogo risulta visibile da più livelli altimetrici in quanto collocato a ridosso di percorsi pedonali e carrabili che salgono alla sommità arginale dell’adiacente fiume Senio, rendendo l’edificio percepibile a “tutto tondo”, compreso il piano di copertura.

 

In questo contesto l’idea progettuale sviluppa la richiesta della proprietà di progettare una sede trasparente e aperta verso la città dal punto di vista funzionale e percettivo, a rafforzare quel rapporto continuo e diretto coi cittadini insito nel modo di lavorare del Circolo.

 

Il piccolo padiglione si configura pertanto attorno a semplici spazi funzionali: un ufficio, un blocco servizi e una sala riunioni dimensionata per una trentina di persone. Funzioni e spazi che grazie ad un piccolo disimpegno possono essere utilizzati in modo autonomo, indipendente e polifunzionale. Grazie ad un ampia vetrata scorrevole la sala principale può infatti aprirsi completamente sulla corte esterna e fungere così da palco per iniziative all’aperto ampliando le occasioni di utilizzo degli spazi e contribuendo ad attivare nuove sinergie con il contesto urbano e la comunità.

 

La definizione dell’architettura è diretta conseguenza di questa idea di spazi e funzioni. Un’architettura sobria, sviluppata per sottrazione, che definisce spazi e forme senza aggiungere elementi rispetto a quanto strettamente funzionale alla propria compiutezza progettuale.

 

Il progetto definisce la quota del piano di calpestio degli spazi interni sopraelevata di 45 cm rispetto al piano di campagna. Tale dislivello, tra l’altro previsto dalla normativa quale prescrizione per le zone passibili di allagamenti, diviene il principale elemento compositivo del piccolo padiglione. La differenza di quota è sottolineata da un aggetto delle pareti perimetrali ed è funzionale alla trasformazione della sala in un palco. Lo stesso dislivello e l’arretramento del piano degli infissi consente inoltre di offrire alla corte e alla strada pubblica ampi piani di seduta ad arredo delle stesse.

 

L’interattività con la città, la ricerca di un rapporto diretto e trasparente tra i luoghi progettati e il contesto cittadino, la polifunzionalità degli spazi e gli aspetti climatici sono gli elementi attorno ai quali prendono forma l’edificio, il rapporto tra i vuoti e i pieni e il dettaglio architettonico.

 

La facciata verso la pubblica via viene infatti smaterializzata in un ampia vetrata che assume la valenza di parete mediatica e comunicativa verso la città mediante retroproiezioni, vetrofanie o semplici affissioni. Nel dettaglio l’infisso è costituito da una parte vetrata fissa con la funzione di illuminazione dei locali e di spazio comunicativo e da una parte opaca apribile e protetta verso l’esterno con grigliato metallico, con la funzione di ricambio d’aria e ventilazione naturale degli ambienti.

 

La facciata sud, rivolta verso la corte, è disegnata dall’ampia vetrata apribile a scorrere. Tale apertura, come già richiamato, consente una trasformazione funzionale e percettiva degli spazi, eliminando il confine tra ambiente interno ed esterno.

 

La facciata ad est è volutamente più chiusa e segnata da un unico infisso funzionale ad ottimizzare la ventilazione naturale degli spazi dando efficace riscontro alle altre aperture dell’edificio.

 

Il piano di copertura è dominato da una pensilina metallica a sostegno di pannelli fotovoltaici. Tale struttura è collocata in aggetto rispetto all’edificio con lo scopo di fungere da elemento di protezione e controllo solare per l’ampia vetrata a sud. I pannelli fotovoltaici assolvono pertanto sia un ruolo “attivo” di produzione energetica, sia “passivo” di ombreggiamento dell’edificio. La stessa struttura in aggetto costituisce se vogliamo anche un richiamo formale, più che una vera e propria reinterpretazione, all’elemento architettonico del “cornicione” presente negli edifici storici del centro.

 

L’ingresso all’edificio avviene attraverso un piccolo atrio arretrato rispetto al filo stradale in modo tale da metterne in sicurezza l’utilizzo e mediare con un piccolo distacco la nuova struttura dall’edificio preesistente. Lo stesso atrio risulta accessibile anche dal cortile garantendone un utilizzo più articolato, nonché l’impiego degli spazi e dei servizi interni nel corso di iniziative cittadine. Una rampa con pendenza adeguata raccorda il dislivello tra il piano di campagna e il piano di calpestio dei locali abbattendo le barriere architettoniche. Pur essendovi l’obbligo di sola adattabilità degli spazi, l’attrezzatura dei servizi igienici, l’apertura delle porte, il controllo dei salti di quota e la progettazione degli impianti consentono all’edificio di essere pienamente accessibile.

 

La tecnologia dell’edificio è sviluppata al fine di garantire il massimo confort minimizzando il fabbisogno energetico. La spessa coibentazione dell’edificio e la totale eliminazione dei ponti termici conferiscono un ottimale riduzione delle perdite di calore. La muratura massiva definita dal tamponamento in laterizio retrostante la coibentazione, assicura al contempo una buona inerzia termica alla struttura. L’ampia vetrata a sud costituisce un efficace strumento di accumulo solare nel periodo invernale che l’ombreggiatura della pensilina disattiva nel periodo estivo. Il sistema di apertura degli infissi garantisce il ricambio d’aria e una ventilazione naturale degli ambienti efficace e continua. La produzione di energia dei pannelli fotovoltaici accompagnata a un sistema di riscaldamento ad aria in pompa di calore permette di regolare la temperatura e condizionare l’edificio utilizzando solamente energia rinnovabile evitando la necessità di prevedere l’allaccio alla rete di distribuzione del gas.

 

L’intervento, grazie alla sua ubicazione centrale nel tessuto urbano e nonostante le sue ridotte dimensioni, intende rappresentare una nuova icona capace di coniugare i temi della riqualificazione dello spazio urbano e dell’aggregazione sociale con una nuova consapevolezza ambientale fondata sull’ottimizzazione delle risorse e sull’etica del fare.

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