Premio IQU 8, Metamorfosi di un luogo: il paesaggio post industriale del Parco Dora di Torino

Realizzazioni Rigenerazione – Metamorfosi di un luogo: il paesaggio post industriale del Parco Dora di Torino
STS s.p.a.

 

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Il territorio su cui si organizza la riqualificazione, ha un’estensione di circa 40 ha e sembra potersi articolare in 4 frammenti (sono le aree degli stabilimenti di una volta), in cui esistono rispettivamente condizioni di specificità tutte proprie:
– l’area Vitali
– l’area Michelin
– l’area Valdocco
– l’area Ingest

 

Il progetto prevede di evidenziare le peculiarità e le caratteristiche delle singole zone, ma di realizzare comunque un progetto unitario che sarà il segno distintivo del „Parco Dora“.

 

La parte centrale del Parco Dora, denominata Vitali, è dominata dall’edificio dell’ex acciaieria Vitali, ben visibile a grande distanza, situato al centro dell’area e che pertanto si configura proprio come cuore del Parco Dora . Il capannone è stato in gran parte demolito, conservando soltanto i suggestivi pilastri di sostegno dei carri ponte ed una parte del tetto. L’obiettivo è stato quello di creare un luogo pubblico in parte coperto nella zona centrale del Parco Dora che renda possibile gli usi collettivi più svariati, da semplice luogo d’incontro a cinema open air, da luogo per manifestazioni temporanee di spettacolo come danza o teatro a luogo di ristoro e intrattenimento gastronomico, da spazio per attività sportive al coperto (sci da fondo, pattinaggio su rotelle o ghiaccio) a pista per l’educazione stradale….

 

L’area Vitali risulta protetta a nord dalla copertura del nuovo Corso Mortara. Sul Corso sorge un’ampia terrazza ad una quota leggermente ribassata, circa 1 m, rispetto al nuovo quartiere residenziale ed ai settori del Villaggio Media. Questa terrazza è il punto di transizione fra la nuova zona edificata, di grande impatto volumetrico ed il parco pubblico sull’area Vitali; ampie scale e rampe, che permettono il collegamento delle varie quote di progetto. sono state previste in questa zona.

 

Gli alberi disposti in un paesaggio di verde esteso, i larghi percorsi ombreggiati da pergole creano una zona di transizione piacevole fra l’abitato ed il parco.

 

L’area Vitali si configura come una successione di aree verdi sistemate in forma intensiva e ampie superfici da utilizzare a molteplici scopi collettivi. Nella zona della vecchia acciaieria e di cui rimangono gli alti pilastri in acciaio che sorreggevano i carri ponte sono state sistemate aiuole intensive, protette da un alto e lungo muro sul quale alcuni artisti torinesi hanno realizzato dipinti.

 

I pilastri d’acciaio alti 30 m., i resti delle torri di calcestruzzo e fondazioni esistenti conferiscono a questa zona del parco un’atmosfera romantica e al tempo stesso “selvaggia e futuristica”. Il capannone più piccolo, di cui è stato conservato il tetto, offre come detto uno straordinario spazio multifunzionale per manifestazioni, mercati, sport e molte altre attività ancora.

 

All’esterno dell’ex capannone sono previste ampie zone a prato con possibilità di accesso e libera fruizione. Ad est il capannone si apre su una piazza, attorno alla quale sono allineati ulteriori edifici preesistenti che sono stati conservati quali depositi per i manutentori del parco stesso.

 

Lungo gli alti pilastri di sostegno dei carri ponte, una passerella ciclo-pedonale sopraelevata sul capannone di strippaggio attraversa quindi il cuore del Parco Dora, oltrepassa importanti arterie di traffico e raggiungere a est l’area Ingest.

 

Nell’area Ingest è stato concepito un giardino pubblico che presenta una sistemazione molto varia ed articolata. Quanto già esiste storicamente è stato integrato e valorizzato, allo scopo di rendere di nuovo vivo il passato industriale del luogo.

 

In un avvicendamento di zone sistemate in forma intensiva (giardini acquatici nell’ambito delle fondazioni, “horti conclusi” in edifici preesistenti) e zone di ricreazione (boschetto, prato) si configura qui un progetto con forti legami verso il contesto circostante. Il parco s’incunea a nord nella zona edificata con la creazione di 2 accessi.

 

Attraverso rampe e scale si accede al livello inferiore del parco. Lungo i muri di sostegno, costituiti da pareti in gabbioni metallici rinverditi, c’è la possibilità di sedersi e risposare, godendo di una vista piacevole sul parco.

 

Anche la sistemazione del parco a questa quota inferiore avviene su differenti piani che, essendo concepiti come una serie di terrazze, offrono molteplici ed interessanti promenade.

 

Le fondazioni dei vecchi capannoni degli stabilimenti industriali, vengono trasformate in giardini acquatici che ne facciano riconoscere comunque sempre l’antica struttura e funzione.

 

L’area Michelin è caratterizzata dalla presenza del fiume Dora, che ,come detto, viene coinvolta in forte misura nel progetto, con la creazione di un percorso pedonale vicino alla riva, con la presenza di larghi pontili che avvicinano il visitatore e il fruitore del parco all’acqua. In questo punto la nuova morfologia del terreno scende dolcemente verso la riva, permettendo addirittura che in casi particolari di esondazione l’acqua possa avere qui un bacino di sfogo.

 

Allo scopo di ottenere una delimitazione ottica del parco verso sud, in corrispondenza del “chiassoso” centro commerciale con il suo grande parcheggio, è stata qui immaginata una collinetta erbosa di circa 6 m. di altezza che protegge con la sua forma avvolgente il parco. Al culmine è disegnato un percorso in quota: da qui è possibile avere ad ovest uno scorcio panoramico straordinario in direzione delle Alpi e ad est verso la Basilica di Superga. La alta torre di raffreddamento, unico relitto industriale dell’area è accessibile, attraverso una passerella vetrata che permette la visibilità del grande invaso interno, in cui è stata ri creata un’ambientazione straordinaria con acqua nebulizzata ( a mostrare il ciclo di funzionamento dell’impianto industriale di raffreddamento che dentro si “celebrava” giornalmente..) ed installazioni luminose.

 

L’area Valdocco si configura come una grande piazza alberata a fianco della Dora, che in questo tratto è coperta da una pesante soletta in cls e di cui se ne è prevista la rimozione parziale, conservandone tuttavia come monumento industriale le pareti
laterali ed i setti di sostegno paralleli al corso d’acqua. I bordi spigolosi delle sponde del fiume sono disegnati da larghe passeggiate vicino all’acqua. Tali passeggiate rappresentano la continuazione degli assi provenienti da Vitali e Michelin, allo scopo di ottenere una continuità visiva e progettuale del Parco. Esse si trovano all’altezza della fiancata in calcestruzzo lungo la Dora e sono protette da muretti costituiti da pietre ingabbiate (alti 1,5 m. a sud e rispettivamente 0,7 m. a nord), raggiungibili mediante rampe e scale.

 

E’ stata prevista qui una piantumazione degli alberi con un sesto di impianto regolare e ordinato sulla piazza per tutta l’area, al fine di offrire la possibilità di giocare ed intrattenersi all’ombra. Inoltre gli alberi filtrano gli ”input” provenienti dall’esterno, li attutiscono ed infondono ai visitatori una sensazione di protezione.

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