Premio IQU 8, La Corte degli Alberi – Nuova scuola primaria tra le colline

Realizzazioni Architettura – La Corte degli Alberi – Nuova scuola primaria tra le colline
Arch. Tomas Ghisellini

 

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Il lotto, un trapezio irregolare esposto a sud, costituisce una delle estreme propaggini meridionali dell’edificato consolidato, una specie di tessera vuota sin qui destinata per un terzo a parcheggio e per la restante parte a suolo vegetale pubblico. In esso, il tempo ha messo a dimora preziose specie arboree oggi cresciute (betulle, carpini, querce, lecci, frassini, cerri ed olmi); molti alberi, piantati in occasione della nascita di un bambino, ancora conservano piccole targhe con l’indicazione di nomi e date del passato. Il giardino insomma, custodisce in un certo senso la memoria di parte della collettività, ne perpetua, per così dire, il sentimento comune.

 

Intenzionato a realizzare il nuovo edificio scolastico salvando allo stesso tempo il grande giardino dalla distruzione, il progetto spinge ogni massa costruita verso i margini del lotto, concentrando buona parte dello sviluppo planimetrico generale entro l’area occupata originariamente da un parcheggio. Oltre la metà del complesso si insedia così sul terreno senza neppure entrare in contatto con la vegetazione, mentre la restante parte, concentrata sul limite ovest, ha richiesto l’utilizzo di una sola porzione dell’invaso verde (circa un terzo del totale).

 

Il progetto densifica un compatto bordo urbano su strada ritagliando con decisione, proprio nel cuore dell’intervento, una silenziosa corte vegetale protetta rivolta alle colline.

 

Racchiuso dall’edificio scolastico e da un recinto murato apparentemente impermeabile, questo grande spazio aperto è popolato, sin dalla sua creazione, di alberi adulti in grado di offrire ai bambini un suggestivo ed articolato paesaggio naturale con cui instaurare legami di condivisione affettiva.

 

L’ingresso principale alla scuola, posizionato sul fronte sud, protetto da una profonda loggia di raduno all’esterno ed in diretta comunicazione con le nuove aree di parcheggio antistanti il cimitero, è raggiungibile per mezzo di un percorso protetto affiancato da rampe pedonali a lieve pendenza.

 

Oltrepassata la soglia vetrata, il visitatore conquista l’immediata percezione della conformazione complessiva dell’edificio intuendone immediatamente il funzionamento spaziale: dalla grande hall a doppia altezza, il principale spazio comune, è visibile la corte degli alberi, il primo blocco delle aule, il nucleo degli uffici riservati a segreteria, amministrazione e docenza, il patio minerale (un cortile protetto all’aperto), il corpo destinato alla postazione di sorveglianza ed alle distribuzioni verticali e più in là, oltre la vetrata sul giardino, i volumi del refettorio e della palestra.

 

Le aule comunicano visivamente con la corte per mezzo di grandi pareti vetrate protette da un diaframma esterno in elementi verticali simili a “regoli” giganti. I dieci vani, raccolti entro uno scrigno parallelepipedo in metallo scuro, instaurano un rapporto di contemplazione col paesaggio ed un contatto privilegiato col suolo al piano terreno, dove ampie aperture consentono ai bambini l’accesso diretto al giardino.

 

Il refettorio (multifunzionale spazio “ibrido” attrezzabile all’occorrenza per attività comuni) e la palestra, collocati in posizione defilata per ridurre al minimo il carico di acustico connesso all’espletamento delle relative funzioni, sono direttamente accessibili dall’interno secondo percorsi a semplice sviluppo.

 

Al primo piano le distribuzioni, esposte a sbalzo sulla hall d’ingresso ed illuminate da un lungo taglio orizzontale praticato nell’involucro murario, consentono di raggiungere il secondo blocco di aule e gli ambienti speciali dei laboratori. Questi ultimi, posizionati entro un lungo volume intonacato “appoggiato” sul basamento in laterizio che al piano terra ospita le attività gestionali ed amministrative, offrono agli alunni interessanti spazi “atmosferici” per i quali uno spettacolare soffitto tridimensionale a shed paralleli cattura la luce e l’aria del cielo. Questi ambienti sono inondati di luce naturale: i tagli degli shed, orientati a nord, assicurano agli spazi di lavoro condizioni omogenee di illuminazione evitando in ogni momento dell’anno l’irragiamento diretto, l’eccessivo surriscaldamento estivo o l’accecamento durante lo svolgimento delle attività didattiche.

 

Una grande terrazza panoramica all’aperto offre agli allievi una suggestiva stanza a cielo aperto per attività didattiche, ricreative e ludiche; affacciata sulla grande corte interna e contemporaneamente rivolta alle colline, la terrazza-belvedere offre un ampio suolo artificiale sollevato a mezz’aria, uno spazio asciutto utilizzabile per gli scopi previsti anche nei periodi o nelle giornate favorevoli dei mesi invernali.

 

L’irraggiamento solare diretto sui fronti esposti a sud è attentamente controllato con sporti, pensiline, arretramenti e logge profonde, mentre hall, laboratori speciali, patio minerale e palestra assumono specifiche conformazioni spaziali in modo da favorire il raffrescamento naturale nei mesi estivi e l’accumulo passivo del calore durante la stagione fredda.

 

L’edificio, rigoroso ed inflessibile nella ricerca di un sincero accordo con il delicato contesto urbano, regala all’interno la magia del colore: pavimentazioni, arredi e superfici murarie si tingono di cromie decise ed intense che disegnando per gli allievi bagliori, squarci di luce, atmosfere sospese ed eteree, che paiono, qui e là, quasi di sogno.

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