Premio IQU 8, Base Alimentare

Realizzazioni Architettura – Base Alimentare
Giraldi Iacomoni Architetti

 

Scarica la scheda progetto

 

Se l’architettura industriale fino ad alcuni decenni fa era rappresentazione solo del suo ruolo utilitaristico, la tendenza attuale è quella di individuare una elevata qualità architettonica anche nell’edificio industriale, simboleggiando la qualità del suo committente. In tutto questo è vero che l’edificio industriale per sua natura è considerato parte integrante del ciclo produttivo, di fatto una delle poche tipologie edilizie il cui valore è misurato più in termini di bene strumentale che non in termini immobiliari.

 

In particolare nella grande industria la costruzione del manufatto segue le esigenze logistiche, distributive e volumetriche dettate dalla produzione mentre destino e ruolo dell’architettura risultano oggi direttamente collegati al valore percepito, dal mercato, del prodotto stesso. Dopo una fase in cui l’affermazione della media impresa ha coinciso con una diffusa aggressione del territorio attraverso capannoni industriali essenziali dal punto di vista costruttivo, ma senza nessuna attenzione alle ragioni della forma, della comunicazione, del rapporto con il paesaggio, si assiste ad un crescente impegno degli imprenditori nel veicolare attraverso l’architettura i valori e l’immagine dell’azienda. Difatti negli ultimi anni alcuni marchi di eccellenza italiani hanno scelto di costruire i propri “luoghi del lavoro” seguendo un progetto architettonico di qualità.

 

Tuttavia va sottolineato come, rispetto ad altre tipologie edilizie, l’edificio industriale possa contare su una storia e una tradizione relativamente recente. Si tratta di “costruzioni” che si sviluppano con la rivoluzione industriale e che contano poco più di un secolo nei paesi con una più longeva struttura economica incentrata sull’agricoltura e il lavoro nei campi.

 

Questo approccio cambia anche l’estetica e la tipologia. La fabbrica ottocentesca si evidenzia per una grande dignità dell’involucro edilizio, con paramenti murari lapidei o in laterizio che richiamano classicheggianti decorazioni revisionate da altre tipologie urbane ben più nobili, alla quale la fabbrica si vuole ispirare riecheggiando una sorta di nuova “cattedrale” per la produzione.

 

Questo edificio che accoglie la produzione di generi alimentari, pur nella sua essenziale semplicità, segue un preciso layout legato al particolare ciclo produttivo ed alle relazioni funzionali degli spazi interni. Inoltre è fortemente legato alla conformazione del contesto; è infatti inserito in un lotto di forma quadrata, con la presenza dell’attuale capannone che configura direttamente il progetto, individuando l’ampliamento sul fronte principale integrandolo nel contesto territoriale. Si compone di volumi a geometria semplice susseguendosi senza soluzioni di continuità con il contesto.

 

È un’architettura laconica, lontana dall’illusione di tessere nuove trame sulle tracce della memoria, che invece cerca di restituire identità a un luogo in cui prevale un’edilizia casuale e anonima. Il progetto per il nuovo volume in ampliamento si basa su tali concetti: caratterizzando la pelle del fabbricato con bucature asimmetriche e volumi estrusi in modo disomogeneo conferendo movimento e dinamicità alla facciata.

 

Dal piazzale di ingresso si accede agli spazi interni, prima le zone di rappresentanza degli uffici al piano terra e primo, poi le aree destinate alle specifiche esigenze della produzione al piano terra e al piano interrato.

 

Il disegno dei prospetti, pur richiamando i caratteri compositivi tradizionali, li ripropone con una dialettica moderna con forme semplici e disassate, con una particolare attenzione all’illuminazione degli spazi di lavorazione, che necessitano di una costante integrazione di luce artificiale e naturale.

 

Configurato planimetricamente su base rettangolare, sul lato lungo riprende fedelmente la larghezza del fabbricato esistente, sul lato corto si protende per la metà esatta del lato precedente. Pur nella sua essenziale semplicità, segue un preciso layout legato al particolare ciclo produttivo ed alle relazioni funzionali degli spazi interni. È suddiviso in due ambienti dalla scala centrale e dal montacarichi disposti ortogonalmente alla facciata principale che permettono una distribuzione ottimale: il piano terra ospita gli ambienti di servizio e di lavoro, in diretto rapporto con l’esistente – che è stato ristrutturato completamente rivedendo la posizione dei locali di lavorazione, delle celle e dei percorsi produttivi – e con il piano piano interrato in cui si trovano gli ambienti di stagionatura formaggi; al piano primo trovano ubicazione ambienti di rappresentanza (sala degustazione) e di amministrazione (uffici, archivi e servizi igienici) caratterizzati dalla elevata flessibilità dell’impianto. Proprio la possibilità di modifiche nel tempo è quello che fino dall’inizio ha perseguito il progetto per esigenze specifiche della committenza.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico