Premio IQU 2016 – Riqualificazione urbana di Piazza Garibaldi a Contarina – Porto Viro (RO)

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Arch. Claudio Zanirato

La realizzazione si articola in un sistema di spazi aperti, fortemente interrelati fra loro e con installazioni attrattive di grande evidenza. Il modulo tipologico-costruttivo di 5 metri lineari è assunto quale matrice dimensionale del progetto.
Il vuoto urbano della piazza crea storicamente una pausa fra il costruito più serrato e riunisce in un luogo i flussi degli attraversamenti urbani. Lo spazio “vuoto” della piazza deve essere “colmato” in maniera simbolica, elevandosi a utile spazio d’incontro sociale per la comunità.
La Piazza Garibaldi di Contarina è uno spazio storico da sempre presente nel centro abitato, sulla quale si sono affacciati alcuni importanti edifici di incontro, quali da chiesina curaziale di San Pasquale di Bajlon ed il teatro “Garibaldi”, poi cinema ed ora trasformato in laboratorio. Il quadrilatero dell’invaso è stato da sempre attorniato da edifici, alcuni dei quali nel tempo sono stati sostituiti e rinnovati, con la persistenza di alcune attività commerciali e di servizio.

Due vie lambiscono la piazza sui lati contrapposti con andamento nord-sud, collegando l’argine del Po con la strada principale del paese, rappresentando gli unici attraversamenti. L’invaso era stato destinato a parcheggio pubblico, per 43 posti auto segnati a terra sull’asfalto, promuovendo l’impiego della piazza per collegare trasversalmente le due strade laterali, come impropria rotatoria di smistamento ed una “scorciatoia” urbana.
Tutt’attorno, una scenografia edilizia eterogenea, nella quale ogni cortina edificata conserva ancora l’intelligibilità di alcuni edifici palesamente storicizzati, accanto ad altri che sono stati oggetto di ricostruzione dal dopoguerra.

Una ridefinizione della viabilità veicolare e della sosta può consentire un recupero di ruolo urbano della piazza e dei sui spazi contermini. Per questo, il progetto realizzato si propone di semplificare le possibilità di transito veicolare con l’istituzione di soli sensi unici di marcia, riducendo la possibilità di un attraversamento veicolare della Piazza in senso trasversale, con un unico corsello di marcia, posto a ridosso del lato sud.
Gli interventi sono quindi protesi sia alla riqualificazione architettonica degli scenari edificati esistenti che alla ridefinizione funzionale dei servizi che vi debbono insistere.
Il modulo tipologico-costruttivo di 5 metri lineari, tipico dell’impianto edilizio urbano tradizionale anche di queste terre, è assunto quale matrice dimensionale del progetto, che trova nella continuità spaziale la sua principale essenza compositiva.
Il verde della vegetazione è impiegato per evocare il paesaggio misurato e dilatato del Delta padano, con una presenza scenografica di rilievo.
Il fulcro compositivo del nuovo assetto spaziale è costituito dal necessario recupero urbanistico ed edilizio di tutto l’isolato Sud prospiciente alla piazza (già in corso come ristrutturazione edilizia), evidenziato progettualmente da una piastra trasversale rialzata di raccordo, un ampio marciapiede in pratica. Questo delimita come una soglia la piazza vera e propria e la sua possibile contropiazza meridionale (la piazzetta San Pasquale): rialzato a livello pedonale, congiunge la parte di caseggiato rimaneggiato con l’altra cortina edificata a Ponente, d’impianto storico più evidente, caratterizzato dalla eccezionale presenza della chiesina.

La piazza è disegnata con strisce trasversali parallele, di larghezza quasi sempre di 5 metri: lo spazio così strutturato simboleggia il disegno irregolare dei campi e degli orti, la cui terra è stata conquistata dalle paludi del Delta dagli abitanti di questi luoghi, ma coincide anche con la modularità degli stalli dei parcheggi laterali, che così si legano armonicamente al disegno complessivo.
Una parete di calcestruzzo stampato e colorato in pasta, inclinata per far scorrere l’acqua in caduta dall’alto, incorpora ai suoi piedi una vasca d’accumulo per il gioco d’acqua con un bordo di seduta, di fronte all’edificio più alto esistente, così da controbilanciare il ruolo di emergenza visiva. Uno specifico disegno alternato a terra caratterizza questa campata di testa della piazza, suddividendosi più volte (come un sistema dentrico del delta fluviale) e trovando il suo “contraltare” sul lato opposto, con una serie di sedute a sbalzo.
Una serie di attrezzature (sedute, con pergolati o muretti e schienali vari) delimitano plasticamente le strisce pavimentate sui due lati di Levante e di Ponente della piazza, come un loro naturale rialzo, a nascondere dalla vista interna il caseggiato ad est, troppo scomposto ed incongruo, ed emarginando così anche i parcheggi disposti su entrambi i lati. L’invadenza delle auto in sosta ed in transito sarà così mitigata da queste scenografie, integrate con il sistema della vegetazione decorativa.
I montanti dei pergolati ed i muretti, tra loro contrapposti, hanno una disposizione planimetrica che subisce degli slittamenti alternati, rispetto al rettifilo dei parcheggi disposti regolarmente sui due lati della piazza.

Gli interstizi che si creano con tali movimenti compositivi si propongono come aiuole verdi, in cui fare attecchire piccole alberature e specie rampicanti, caratterizzati dalla coloritura rossastra del fogliame e/o delle fioriture.
Altre variazioni progettuali sono fornite dalle diverse altezze ed inclinazioni/basculaggi delle spalliere dei pergolati e dei muretti di schermatura, variamente proposte.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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