Premio IQU 2016 – Riqualificazione paesaggistica di Viale Castello – Lucera

Sezione: Rigenerazione Progettazioni
Progettista: Arch. Luciana De Girolamo, Arch. Cesare Corfone, Arch. Raffaele Vitale

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Viale Castello è un boulevard alberato, disegnato da grandi masse verdi con belvedere sul Tavoliere delle Puglie; è una passeggiata istoriata, un Crono-Viale in cui, il cittadino-visitatore ripercorre la storia della città di Lucera.

La visione strategica guarda a Viale Castello come ad un segmento della rete degli spazi aperti e dei corridoi stradali/pedonali di Lucera, una rete ben penetrata nel tessuto urbano e che si costituisce come un tessuto di spazi da valorizzare.

Il viale è un boulevard alberato, disegnato da grandi masse verdi; è un affaccio-belvedere sul Tavoliere; è il Crono-Viale in cui, attraverso totem istoriati in acciaio cor-ten, il cittadino-visitatore percorre una parte della storia di Lucera, divenendo piazza in alcuni punti. Viale Castello è quindi utilizzato come spazio su cui “annotare” fisicamente e virtualmente i momenti salienti di una porzione della storia di Lucera, quella dell’arco di tempo compreso tra i primi del Novecento, epoca di realizzazione della Villa, ed il 1233, anno in cui prendono avvio i lavori di costruzione della fortezza, per volere di Federico II di Svevia.
Viale Castello diventerebbe una sorta di “Crono-Viale”, un ideale viaggio nel tempo che scandisce e racconta in modo interattivo la memoria di Lucera. Il Viale è pensato allo stesso tempo come un percorso narrativo del territorio che sottolinea gli elementi più significativi della sequenza dei paesaggi che si colgono lungo il suo percorso. Dalla Villa e da Viale Castello si possono apprezzare, infatti, magnifiche visuali sul Tavoliere delle Puglie, incorniciato dai monti del Subappennino e del massiccio del Gargano. Si immagina in definitiva di trasformare la passeggiata dalla Villa Comunale al Castello (o viceversa) in una occasione per leggere il territorio e la sua storia: lungo il crono viale si diventa spettatori attivi e passeggiando si riavvolge idealmente il nastro del tempo lungo una sorta di “itinerario istoriato”. Camminare lungo Viale Castello equivale a scoprire e a raccontare, muovendosi verso la fine (o l’inizio) della storia. Tappa dopo tappa il racconto svela antefatti, intrighi, intoppi, fermate impreviste (con protagonisti gli uomini e le donne che hanno fatto la storia di Lucera). La struttura sintattica del percorso è pensata come una sequenza di episodi annotati sullo spazio e localizzati in punti corrispondenti alle date che registrano gli eventi, ricavati istituendo una proporzione tra la distanza metrica e quella temporale: si trasforma cioè la distanza tra la Villa Comunale ed il Castello nel tempo intercorso tra l’edificazione dei due luoghi. I circa settecento metri che li separano equivalgono a circa 7 secoli di storia, in cui si dipanano i momenti più significativi della storia di Lucera.

Questo progetto sperimenta l’idea di un open air museum dove il visitatore interagisce con i luoghi in cui si trova per mezzo di informazioni virtuali, generate dalla lettura dei codici QR presenti lungo il percorso del viale, e riprodotte dalle tecnologie ampiamente diffuse di smartphone o tablet, le tecnologie ICT della “realtà aumentata”. Si tratta di costruire un cosiddetto Virtual Collaborative Environment che aumenta la percezione e l’interazione dell’utente con l’ambiente, attraverso informazioni visive che l’utente non potrebbe rilevare direttamente con i propri sensi.

Il progetto si rivolge non soltanto ai turisti che vengono a visitare Il Castello e la città, ma anche alla cittadinanza di Lucera, la quale potrebbe riappropriarsi della propria identità storica e trovare nel Crono-Viale una espressione della cultura locale, mescolata a quella universale, elementi della tradizione immersi in un paesaggio urbano contemporaneo. Occorre riscoprire il senso di appartenenza ad una comunità per rinsaldare il legame con i suoi luoghi, unico vero deterrente per gli atti vandalici. Infatti, la riqualificazione degli spazi urbani è scientificamente provata essere l’unico vero deterrente agli atti di devastazione del patrimonio pubblico.

Il progetto insiste sul concetto di ‘mobilità diffusa’: il viale connette i due elementi nodali della città – la Villa e la Fortezza – attraverso una rete in cui s’inseriscono le fasce – infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile: la fascia urbana e la fascia ecologica, la fascia della mobilità, la promenade e la fascia naturalistica.

Al mutare del paesaggio attraversato, Viale Castello muta nella forma e nei significati: quattro trami del viale, che saranno alternati da cinque piazze, tre di progetto (Piazza della Feritoia, Piazza dei Merli, Piazza della Torre della Regina) e due pre-esistenti (Piazza Matteotti e Piazza Padre Cuomo). I nuovi trami e le nuove piazze si ispirano e prendono il nome da alcuni elementi simbolici dell’architettura che traguardano e dell’iconografia locale a cui si ispirano, ovvero la Fortezza Svevo Angioina ed il suo fondatore Federico II. Riconosciamo così nei trami del percorso: Viale della Corona, Viale del Drappo, Viale dei Bastioni e Viale del Fossato.

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2 commenti su “Premio IQU 2016 – Riqualificazione paesaggistica di Viale Castello – Lucera

  1. Eccellente idea, riqualificare un’opera nata nel 1233 da Federico di Svevia.
    non solo per i cittadini di Lucera, ma per tutti, affinchè ne possiamo godere.
    dando merito e onore a personaggi straordinari che hanno scolpito la nostra storia.
    gabriella cavallone

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