Premio IQU 2016 – Restauro e risanamento conservativo di Chiesa e canonica della Parrocchia di S. Martino in Formellino

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Arch. Paolo Rava, Ing. Marco Peroni

Un restauro scientifico energetico come prototipo a costo sostenibile per la tutela del manufatto storico, base identitaria per il recupero ambientale e sociale di aggregazione: la sicurezza sismica, l’energetica con l’innovazione della completa reversibilità.
Un restauro scientifico energetico per la tutela e la qualità del manufatto storico, base per il recupero ambientale e sociale del quartiere.

Questo progetto di restauro energetico ha come obiettivo la realizzazione di un prototipo per testare una metodologia operativa che consenta di valutare in fase di progettazione, le caratteristiche energetiche della costruzione storica , al fine di di individuare il DNA energetico, materico, spaziale.
Individuare le tecniche più consone al fine di un recupero a costi sostenibili per gli obiettivi energetici, dei materiali di restauro e di rifunzionalizzazione degli spazi.
La possibilità di recuperare un manufatto che ha generato una parte di città e un proprio sviluppo sociale identitario, determina culturalmente la base per il recupero sostenibile delle periferie con implicazioni sociali che si estendono a tutto il tessuto: l’obiettivo di ri-integrazione utilizzando un manufatto”icona” storico.
Il restauro si prefigge di utilizzare i materiali originali che presentano un alto grado di igroscopicità, e le tecniche costruttive adeguate alla loro essenza, l’innovazione consiste nel delineare le linee guida per la scelta del modus operandi del restauro, per non compromettere la unicità del manufatto, la cultura che lo ha prodotto, la storia: l’elemento di riconoscibilità ed appartenenza utilizzando la reversibilità completa.
La identità del manufatto in questo modo rimane inalterata nella sostanza e accompagna il fruitore nella riconoscibilità ed appartenenza alla evoluzione sociale del territorio e del proprio percorso storico culturale, ma amplifica le potenzialità di attrattore culturale e sociale.
L’edificio se considerato come unità impianto, che nelle sue peculiarità di massa e quindi di temperature superficiali dalle caratteristiche bioclimatiche, ha insita una sua qualità performante energetica.

La scelta di operatività tecniche legate al sistema a secco, utilizzando materiali di fibra naturale e sistemi che nella loro base di reversibilità consentono di recuperare in un futuro i materiali usati , recuperando le strutture originarie .
Un sistema che rimane cosi ininfluente con l’organicità del manufatto originale e ne ricompone la funzionalità legata all’esigenza contemporanea di aggregazione sociale, lasciando la possibilità di utilizzare nel futuro le possibili nuove tecniche che si saranno intanto perfezionate.
Il restauro statico ha approfondito tecniche in tema della sicurezza sismica del manufatto e delle persone, utilizzando sistemi non invasivi: tiranti , cordonature in sommità e con fasce inserite all’interno del paramento murario ( il sistema, battezzato “Giboud”, perché lavora con fasce che “tiranti”, intervenendo sull’estradosso della muratura sottointonaco); rinforzo delle murature di angolo per ridurre la azione di trazione e contrastare le lesioni ortogonali alla diagonale tesa .
Per cui le tecniche saranno :
a) riparazione di lesioni di murature mediante opera di scuci cuci con laterizio antico
b) riparazione di lesione su murature mediate iniezione di calce idraulica
c) consolidamento strutturale traspirante mediante intonaci armati con calce betoncino e rete di rinforzo in fibra a fasce.
d) consolidamento extradossale e collaborante dei solai mediante malta di pura calce idraulica naturale NHL 3.5
e) sostituzione di travi lignee e travicelli portanti
f) introduzione di tondino in acciaio a forma elicoidale negli interstizi dei commenti

Relativamente alla chiesa la volontà è stata quella di recuperarla e conservarla con un intervento che desse un importante contributo alla conservazione della memoria del luogo, che inevitabilmente passa attraverso la necessità di poter utilizzare lo spazio interno con un restauro statico-funzionale.
Per cui si è previsto di riportare l’altare e il tabernacolo alla posizione originale, di recuperare l’originale pavimentazione sottostante; le finiture sono state restaurate e pulite; le lesioni, con opportuna verifica della stabilità meccanica degli intonaci, sono state consolidate con iniezioni a tergo di malte aggreganti.
Il progetto sviluppa anche una proposta di illuminazione interna a basso impatto, per dare allo spazio una leggibilità appropriata nelle varie situazioni di utilizzo – messe solenni e festività, visita, raccoglimento e preghiera mediante un sistema led a nastro completamente invisibile.
Anche per quanto riguarda il corpo di fabbrica addossato, l’obiettivo è il mantenimento dell’unitarietà degli spazi, inserendo le funzioni abitative necessarie al vivere di oggi, dove potrà alloggiare una famiglia di giovani che innescherà le attività e garantirà le attività . Al piano terra, mantenendo l’attuale ingresso, si è previsto di riordinare gli spazi esistenti, verificando un sistema non invasivo di deumidificazione delle murature; geometrizzare la scala esistente per agevolare l’ingresso al piano superiore, dove con operazioni di partiture leggere in struttura lignea e vetro, si è dotato il piano di un bagno e di un locale di servizio.
Gli spazi saranno adibiti ad incontri, aule lezione, laboratori e circolo ricreativo.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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