Premio IQU 2016, Progetto Urbano per il Pigneto

Sezione: Rigenerazione Progettazioni
Progettista: Marco Didonato

Il progetto Urbano per il Pigneto è una riflessione sul riuso degli spazi e delle infrastrutture metropolitane. La nuova vocazione delle aree permetterebbe la rivalutazione di interi sistemi urbani, aumentando il comfort e la qualità della vita del cittadino della periferia.

Il progetto urbano per il Casilino Prenestino, situato specificatamente nella zona del Pigneto, si caratterizza nei suoi obiettivi di rigenerazione urbana e di riutilizzo di spazi ed infrastrutture. Coesistono nell’area  di progetto tre situazioni differenti che rappresentano tre differenti criticità del sistema: cesure importanti  dell’area, il vallo della circonvallazione Casilina e la prima parte della tangenziale est, o aree costruite abusivamente senza coerenza con il sistema insediativo della zona, il tessuto edilizio presente tra via Fieramosca e via Prenestina. L’elemento di ricucitura dei tre ambiti che costituiscono il progetto è il verde urbano. L’idea è  quella di prendersi cura di queste parti della città periferica attraverso interventi di “agopuntura urbana”. Gli elementi antropici devono essere intervallati da elementi naturali. Gli alti livelli di inquinamento atmosferico e la presenza eccessiva di superfici asfaltate rispetto alle aree verdi,  sono responsabili di alcuni fenomeni che contribuiscono a rendere invivibili alcuni spazi della città. E’ dimostrato che la presenza del verde negli spazi urbani ha un ruolo importante per il benessere psicologico dell’uomo, in quanto contribuisce ad infondere un senso di serenità smorzando la monotonia degli ampi e grici quartieri urbani periferici (“biofilia”).  L’obiettivo principale del progetto è quello di creare corridoi verdi all’interno del tessuto edificato, affiancando a questi percorsi ciclo-pedonali che permettano all’abitante della  periferia di estranearsi dal traffico veicolare. Un sistema di spazi pubblici interconnessi che favorisca sitemi alternativi di spostamento. Le grandi potenzialità sono qui rappresentate da aree adibite in altre fasi storiche a diversi utilizzi. Riutilizzare gli spazi in funzione di una nuova vocazione delle aree.  Per maggiore chiarezza si tratteranno singolarmente i tre ambiti di valorizzazione che compongono il progetto urbano, al fine di specificare le motivazioni che ci spingono a ripensare questi luoghi e descrivere al meglio la  situazione attuale e  gli obiettivi  di massima di ciascuno dei tre interventi.

Il parco lineare sul vallo ferroviario: corre ipogeo alle carreggiate della strada della circonvallazione Casilina e taglia in due parti  il tessuto insediativo del Pigneto. E’ la sede dei binari ferroviari e rappresenta una cesura importante per il quartiere. Lo spazio occupato dal vallo ferroviario deve essere ripensato pur mantenendo attiva la rete ferroviaria che lo attraversa. Questa esigenza è stata oggetto di studio di alcuni concorsi che hanno infine definito la possibilità di tombatura dello stesso. Obiettivi primari sono la riconnessione delle due zone edificate del quartiere, la possibilità di regolamentare i parcheggi che attualmente invadono senza controllo gli spazi, la rivalutazione dei locali commerciali posti ai piani terra dei fronti che si affacciano sul vallo e la possibilità di riutilizzare lo spazio per la creazione di un corridoio pedonale capace di creare una connessione tra le due strade principali della zona: la Casilina e la Prenestina.

Il parco sulla tangenziale est: è un arco di strada a scorrimento veloce, interna alla città, situata nella zona orientale e settentrionale di Roma, collegante le vie intorno Porta Maggiore con l’area settentrionale della città che attraversa diverse importanti aree urbane. Nel caso specifico si analizza un tratto sulla via Prenestina e caratterizzato da corsie sopraelevate che veicolano il traffico a differenti altezze. Negli anni successivi alla sua realizzazione è emerso immediatamente il carattere invasivo dell’opera: svalutazione degli edifici adiacenti alle carreggiate, aumento esponenziale dell’inquinamento atmosferico ed acustico. Si è iniziato a ricercare una soluzione che potesse risolvere le problematiche che “il mostro” aveva portato fino a prevederne l’abbattimento. All’interno del Progetto urbano per il Pigneto si prova a dare una soluzione alternativa, sulla scia di interventi simili di cui l’High Line di New York rappresenta il culmine, cercando di reinterpretare questo viadotto sopraelevato al fine di ottenere una passeggiata pedonale che connetta la periferia della città con il suo centro, Portamaggiore.

Via Fieramosca e parco del Torrione: l’ambito interessa l’area compresa tra via Prenestina, via Ettore Fieramosca, via B. Colleoni e la ferrovia ed è caratterizzato dalla cisterna romana che rappresenta uno dei principali resti archeologici che ritmano il tracciato della consolare Prenestina. L’ambito nel suo complesso si presenta fortemente degradato a causa della incompiutezza della maglia viaria e della disomogeneità del costruito: piccoli edifici e manufatti precari ai margini della ferrovia e palazzine isolate lungo via Ettore Fieramosca.  Obiettivi principali di questa parte del progetto sono: la valorizzazione delle preesistenze archeologiche e ampliamento dell’area verde lungo la via Prenestina e la ridefinizione dell’edificato presente nella zona. Una ricostruzione delle volumetrie permetterebbe la ricerca di nuovi standard per gli abitanti del quartiere e la possibilità di connettere il sistema insediativo di via Fieramosca con i due ipotetici corridoi verdi rappresentati dal vallo ferroviario e dalla tangenziale est.

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