Premio IQU 2016 – Primo km di parco del Tevere a Magliana nel Municipio XI Roma

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Arch. Maria Cristina Tullio

Il parco del Tevere nasce dalla partecipazione nel quartiere Magliana integrando la richiesta di un parco pubblico alle caratteristiche golenali dello spazio esondabile, nel rispetto del delicato ecosistema fluviale, Il parco, nasce dall’attività di partecipazione con i cittadini di Magliana, quartiere densamente costruito e privo di spazi verdi, che percepiva il limite dell’argine del fiume come un vero e proprio “muro”. Oggi, invece, grazie agli interventi realizzati, questo sito ha visto cambiare totalmente il rapporto degli abitanti col fiume e la pista ciclabile sull’argine è diventata la principale “Passeggiata” del quartiere. Dall’attività di partecipazione con i cittadini erano emerse le principali esigenze della popolazione, quali la richiesta di collegamento fruitivo (mancavano, infatti scale e rampe per superare l’argine) e la creazione di spazi d’incontro, per giochi, sport e spettacoli all’aria aperta, intendendo questo sito come un vero e proprio parco pubblico.

Per adeguare tali attese alle caratteristiche golenali dello spazio esondabile e nel rispetto del delicato ecosistema fluviale, gli interventi fruitivi sono stati concentrati nell’area più degradata, dove esisteva uno scarico dell’idrovora di Magliana, lasciando quanto più “naturale” la restante golena, anche al fine di avvicinare i frequentatori ad una nuova sensibilità e piacere percettivo verso la “fragile” natura fluviale in continua evoluzione. Nella restante area golenale sono stati realizzati interventi di pulizia e di potatura e, soprattutto sugli argini, è stato fondamentale il controllo dell’Arundo donax a favore della Fragmites australis per “aprire” e rendere visibile il parco dalla pista ciclabile che corre sull’argine, rendendo più sicura l’area golenale. Su una superficie complessiva di circa 9,5 ettari, dunque, gli interventi più rilevanti sono stati concentrati su circa 2 ettari e hanno riguardato: la creazione di scale e di rampe (con pavimentazioni totalmente drenanti); la sistemazione e l’allargamento del percorso ciclabile preesistente (riservando e segnalando una fascia ai pedoni e per correre – indicando i 100 metri progressivi nel km di percorso).

La pista è stata sistemata con asfalto realizzato con pneumatici riciclati; la creazione di un percorso parallelo all’argine consolidato e drenante e la sistemazione dell’ippovia esistente, lasciandola in terra battuta; la costruzione di un teatro (in corrispondenza di una gettata in cemento preesistente) con pavimentazioni per feste e spettacoli, ma anche per prendere il sole e con schizzi per giocare con l’acqua1; l’attrezzatura con giochi ginnici e sportivi, ombreggiati da una collezione di pioppi di specie diverse (cloni maschili); il mascheramento del troppo pieno dell’idrovora di Magliana con un sistema di vasche di fitodepurazione dimostrativa, con finalità didattica ma anche per “godere” della bellezza della flora ripariale2. Nella scelta dei materiali e delle soluzioni tecniche è stata perseguita la massima “durabilità” e “sostenibilità”, utilizzando materiali riciclati e riciclabili, consolidanti innovativi e drenanti, scegliendo prodotti realizzati con legname certificato e ad essicazione naturale, recuperando, riciclando e fitodepurando l’acqua delle fontanelle per bere e quella utilizzata per i giochi d’acqua.

Un altro elemento importante da segnalare è l’apporto di biodiversità che l’intervento realizzato determina sia a livello vegetazionale che faunistico, grazie alle nuove alberature, all’area tappezzata di piante mediterranee sopra al teatro e soprattutto grazie alle vasche del giardino d’acqua3. Considerando la natura del sito, per il quale non possono essere applicate le stesse modalità manutentive utilizzate per i tradizionali parchi pubblici si è voluto, inoltre, sperimentare una formula innovativa di gestione del parco. E’ stato avviato, infatti, un anno di “Laboratorio di gestione e manutenzione”, durante il quale si effettuerà il monitoraggio dei cambiamenti del luogo, registrando in una sorta di “Diario”, tutte le trasformazioni del sito (legate alla fruizione e/o alla sua evoluzione naturale) nonché la manutenzione del parco e, soprattutto, l’organizzazione di eventi (spettacoli, feste, manifestazioni sportive e culturali) e di carattere ambientale e didattico (con le scuole e gruppi interessati), per verificare se è possibile far diventare la gestione e manutenzione di questo parco, una micro attività lavorativa. La disposizione di un chiosco con sdraio e sabbia, infine, permette una fruizione speciale per tutta l’estate e soprattutto permette un grande coinvolgimento emotivo e ricreativo per gli abitanti. Le strutture realizzate, infatti, hanno la funzione di rendere “godibile” il sito e di “attrezzarlo” per eventi ed attività, considerando il “parco come un catalizzatore”, di energie e iniziative di cittadini e associazioni. Il successo è dimostrato dall’insediamento di una bike school privata e dai molteplici concerti ed eventi realizzati dal “Laboratorio di manutenzione e gestione”, che produce un micro reddito e, soprattutto, rigenera questa porzione di quartiere che, da “retro” dimenticato, è diventato un punto di riferimento e d’incontro.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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