Premio IQU 2016 – Passeggiata della Biodiversità, nella Riserva Naturale della Marcigliana a Roma

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Arch. Maria Cristina Tullio

Per rilanciare e promuovere l’utilizzo e la conoscenza del patrimonio storico, paesaggistico e ambientale presente nel territorio agrario della Riserva Naturale della Marcigliana è stato realizzato il ripristino di un itinerario esistente di 2,2 chilometri prevedendone il recupero (consolidando un tratto per permettere il passaggio anche alle carrozzine), l’attrezzatura di alcune aree di sosta per l’osservazione del paesaggio, per la didattica ambientale (o per spettacoli e happening all’aperto) e l’implementazione della biodiversità.

IL LUOGO: il territorio è caratterizzato da importanti insediamenti storici e archeologici fra cui spiccano i resti della città di Crustumerium (una delle più antiche del Lazio protostorico), un sistema di Casali (spesso costruiti su nuclei di ville romane) che insieme ad un sistema di torri di avvistamento punteggiando il paesaggio. Il territorio, inoltre, è “solcato” da un ricco sistema idrografico di fossi a carattere torrentizio e/o alimentati da sorgenti e fontanili che lo rendono particolarmente fertile e produttivo e lo caratterizzano morfologicamente, creando un susseguirsi di valli e vallecole con un dolce andamento orografico che creano una concatenazione di “paesaggi” diversi. Dal punto di vista vegetazionale si assiste ad un processo di ricostruzione naturale del bosco. Interessante è anche la presenza della flora campestre che arricchisce la biodiversità del sito e della vegetazione ripariale lungo i fossi, mentre dal punto di vista agricolo, diverse sono le aziende che stanno eseguendo coltivazioni biologiche e iniziative tendenti alla multifunzionalità auspicata dalla nuova PAC.

LA PASSEGGIATA: inizia in un frutteto di antichi cultivar laziali, scelti fra specie citate da Plinio e Columella (e quindi già utilizzate dagli antichi romani) e con piante officinali e aromatiche tipiche della nostra macchia mediterranea, anch’esse note e utilizzate in epoca romana. La storica presenza di frutteti nel territorio è documentata da Virgilio, nelle Georgiche (I,88) in cui si citano le pere, dette appunto “crustumine”. Qui sono stati disposti alcuni tavoli per merende sotto ad un meleto di “mela rosa romana” e di mela “Deccio”. Da qui è possibile raggiungere la “Casa del Parco”, tramite un tratto di percorso consolidato “per tutti”, o iniziare la passeggiata di circa 2.200 metri, ai margini di una spalletta boschiva e di campi coltivati, fino a raggiungere l’area di sosta, detta “Aula verde”, e che permette di godere della valle del fosso di Tor San Giovanni, con lo sfondo della Torre omonima, e più oltre lo skyline del Monte Gennaro. A seguire, attraversando il fosso “le Spallette” in cui sono state piantate 150 piante palustri tipiche della flora ripariale del sito, è possibile raggiungere un’altra area di sosta, creata a ridosso di un’antica sorgente di grande fascino e interesse, che alimenta una serie di “vasche” disposte da un allevatore per abbeverare le greggi. Questo spazio, in particolare, è stato attrezzato per garantire la sosta dei visitatori ed eventi di gruppi permettendo, allo stesso tempo, il libero pascolo delle greggi per garantire la “multifunzionalità” e la convivenza delle diverse possibili attività. Da qui, lungo la strada asfaltata, si può proseguire, verso le aziende agricole e agrituristiche presenti, o completare l’“anello” della Passeggiata e ritornare alla Casa del Parco e al parcheggio. L’attrezzatura di aree sosta per l’osservazione del paesaggio, la didattica ambientale (per gruppi e famiglie), assieme alla segnaletica illustrativa e didattica (con QR CODE) sono state realizzate con materiali totalmente sostenibili e, assieme all’implementazione della vegetazione (per il miglioramento della biodiversità del luogo e con finalità dimostrative e didattiche), vogliono rendere “godibile” l’osservazione e la fruizione del sito e divenire spazi “catalizzatori” di iniziative e di momenti d’incontro e conoscenza, anche al fine di mantenere e rilanciare il territorio. Tale passeggiata, dedicata alla biodiversità, infatti, sarà gestita dalle aziende agricole del territorio per svolgervi attività integrative, in coerenza con la multifunzionalità richiesta all’agricoltura comunitaria. L’Agro-romano che per molti secoli ha permesso una florida agricoltura, era preservato e mantenuto dal sapiente utilizzo del suo territorio. Dopo anni di abbandono della “terra”, oggi, a Roma si assiste ad un calo dell’attività edilizia dell’11% mentre si registra un aumento del 12% delle aziende agricole aperte da giovani (con meno di 35 anni), avviate con formule di agricoltura sostenibile e in coerenza con i piani di sviluppo locali. E’ necessario supportare tale evoluzione, anche grazie alla realizzazione di interventi che permettano la fruizione e di “godere” della “bellezza” dei luoghi e dei paesaggi, per la didattica ambientale e/o per il turismo rurale, anche al fine di garantire l’indispensabile manutenzione del territorio periurbano.

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