Premio IQU 2016, PARCO MEDITERRANEO – IS ISCAS / PULA

Sezione: Architettura progettazioni

Progettista: Jari Franceschetto

ll Parco sarà la nuova porta della città. L’area di 13 ettari a Nord dell’abitato, accoglie edifici strategici per la vita della comunità. L’intervento riordinerà gli spazi riconfigurando nuove aree a verde mediterraneo e attrezzature per il gioco, la cultura e il relax.

Dentro al nuragne c’è ombra e silenzio, [..] il senso
fisico di essere in un altrove, in una regione ignota, […]
di selvatica grandezza

cit. Carlo Levi_ Tutto il miele è finito

PARCO MEDITERRANEO – IS ISCAS / PULA

Il mondo è cambiato,
lo sviluppo è in ritardo,
le persone vogliono un mondo migliore.

Il nuovo parco di IS ISCAS è localizzato a Sud-Ovest della Sardegna, nel territorio di Pula in provincia di Cagliari. L’intervento rappresenta un’opportunità per agire efficacemente sul territorio, rimarginando e attivando importanti strumenti di riqualificazione ambientale e d’identità collettiva a carattere sociale.

Pula negli ultimi 20 anni ha visto cambiare radicalmente il suo assetto, forte di giacimenti culturali di carattere archeologico e ambientale, unici e irripetibili. Il PARCO URBANO MEDITERRANEO IS ISCAS, oggi in fase di approvazione definitiva, diventerà un luogo di “memorie attive” e la nuova porta della città di Pula per chi da Cagliari percorrerà la S.S. 195 verso Teulada.

Il progetto si sviluppa su circa13 ettari a Nord del centro abitato, in un’area priva di vegetazione e circoscritta fra la strada statale 195, arteria principale della costa Sud-Ovest, il Rio Mannu e il bordo urbano cittadino. L’area oggi a margine contiene edifici strategici per la vita della comunità, dagli edifici scolastici, al palazzetto dello sport fino ad arrivare ad una pista di pattinaggio e skate realizzati di recente.

L’intervento si muove per riordinare gli spazi valorizzando l’esistente e per riportare segni e atmosfere dell’area mediterranea e del nostro territorio.

Il parco guarda la storia, passata e presente, la ascolta e si fa portavoce di messaggi che trovano suono e lingua negli elementi stessi del parco.

Nascono quindi dune verdi e scivoli, pergole circolari, altalene che volano sull’acqua, totem ed elementi di arredo urbano “evocativi” che rileggono gesti e atmosfere di ieri nell’oggi. Il verde messo a dimora sarà di specie autoctone mediterranee per recuperare i valori del paesaggio e diminuire i costi di gestione per la comunità. Gli accessi e le aree parcheggi verranno organizzati per dare spazio ai pedoni e ciclisti e collegare il sistema di piste ciclabili cittadine. La viabilità carrabile esistente, non funzionale, verrà trasformata in area verde e pedonale colorata come “la strada maestra” per dare ulteriore spazio alle aree didattiche esterne delle strutture scolastiche.

Il nuovo spazio verde, le aree di pubblica utilità, i sistemi di illuminazione pubblica Led, gli impianti fotovoltaici integrati nella copertura della piazza e la messa a dimora di verde autoctono sono fra i valori che garantiranno la sostenibilità del progetto, in una visione che mette al centro l’uomo, l’ambiente e il territorio.

Is Iscas sarà un luogo magico dove ritrovarsi e perdersi tra gli odori ed i colori del Mediterraneo, occasione per vivere la natura e scoprire segni del nostro passato attraverso le citazioni dal mondo delle miniere – i percorsi angusti delle gallerie diventano scivoli nel verde delle dune del parco, le cremagliere che trasportavano i vagoni con i minerali diventano altalene, i tracciati dei binari e i rivestimenti metallici che li accompagnavano diventano segni per il percorso ciclopedonale e texture per i sistemi di copertura dello spazio di aggregazione del parco. La circolarità delle capanne nuragiche diventa segno per pergole con verde rampicante… Il parco vuole diventare racconto attivo di una parte della nostra esistenza e lo vuole fare attraverso azioni capaci di far meglio percepire il racconto. Non sarà strano ritrovare nel parco e in alcune parti della città i totem realizzati recuperando alcune simbologie nuragiche spesso dimenticate e conosciute da pochi.

“L’uomo capovolto” realizzato in bronzo da un artista sardo, sarà manifesto, guida e compagno per chi come noi riuscirà a farsi delle domande e non dimenticare mai il posto in cui si è nati.

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