Premio IQU 2016 – Opere di restauro e riqualificazione del Convitto Nazionale R. Bonghi

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Arch. Luciana De Girolamo, Arch. Cesare Corfone, Arch. Mario Danilo Carella, Arch. Raffaele Vitale, Dott. Fabio Papa

Il progetto mira a ripristinare il prestigio architettonico del Convitto R. Bonghi di Lucera mediante una parziale riconfigurazione distributiva dell’istituto scolastico, l’innesto di nuovi servizi, ed il restauro del pregiato Chiostro del Pozzo.
Il grande complesso architettonico del Convitto Nazionale Statale “R. Bonghi” di Lucera è un articolato sistema edilizio, risultato di una stratificazione costruttiva che ebbe inizio con la fondazione del primo nucleo cinquecentesco e che si è susseguita nei secoli, raggiungendo una superficie coperta di circa 9.000 mq.
Il Convitto sorge su un’area di circa 16.000 mq, localizzata nella porzione Sud-Sud-Est del centro storico della città di Lucera e, sebbene tutelato dal Ministero dei Beni Culturali, versava in grave stato di degrado urbanistico e architettonico.

Premesse le grandi estensioni del complesso architettonico del Convitto si è scelto di concentrare le risorse sulle aree del complesso di più grande valore architettonico e funzionale: il chiostro del pozzo e il prospetto ovest del convitto, elementi fulcro tra la scuola, i dormitori e le attrezzature sportive.
Il chiostro del pozzo è uno degli elementi di più grande pregio storico-artistico del complesso architettonico del Convitto ed ha un grande valore identitario poiché traccia permanente dell’antica funzione di Convento che il complesso ebbe in passato. L’idea di parziale riconfigurazione distributiva dell’istituto scolastico prevista in questo progetto esecutivo prevede la ricostituzione dell’identità storica e funzionale del chiostro del pozzo, che ritornerebbe ad essere elemento distributivo di primaria importanza per l’intero complesso scolastico.
La volontà principale è quella di ripristinare il prestigio architettonico del complesso scolastico ed in particolar modo del Chiostro del Pozzo – il più antico nucleo edilizio del complesso- dando lustro all’opacizzato splendore mediante innovativi interventi di restauro.
L’incedere del tempo e lo stato d’incuria in cui versava il manufatto architettonico hanno cancellato gli stucchi e i fregi di cui una volta era ornato, lasciando a vista l’originale paramento murario, danneggiato anch’esso dall’esposizione agli agenti atmosferici.

Il Chiostro del Pozzo è stato oggetto nei secoli di continue trasformazioni, il progetto è un ulteriore intervento che si inscrive in questa stratificazione storica ed architettonica. Esso prevede il ripristino della circolazione su tutti e quattro i lati del chiostro, rimuovendo tramezzi, aule, bagni e servizi che col tempo avevano occupato numerosi spazi interni. L’intervento ha parzialmente riaperto le grandi arcate del chiostro, tamponandole con infissi in vetro e legno, che hanno permesso di ricostruire la sensazione di camminare sotto un portico, percependo già dall’interno della scuola, grande ricchezza architettonica del chiostro stesso, nonché l’auspicata ricchezza paesaggistica della vegetazione piantumata tra le quattro facciate.
Al pian terreno il progetto prevede di incrementare la superficie vetrata di ogni singola apertura convertendo le finestre in porte finestre e traendo così giovamento sul piano dell’illuminazione, dell’aerazione, nonché della circolazione e della fruibilità. L’intervento di restauro non è volto solo al ripristino, strutturale ed estetico, delle facciate del Chiostro, ma anche al miglioramento delle prestazioni energetiche, mediante la sostituzione degli infissi preesistenti -non più adeguati alla struttura e alla sua destinazione d’uso- del piano superiore e del piano inferiore. Così facendo i corridoi interni godono di una maggiore luminosità che esalta le linee delle volte interne e i giochi geometrici delle decorazioni pavimentarie.
Particolare attenzione è stata posta nella ricostruzione degli archi a tutto sesto, per la quale si è reso necessario l’aiuto di particolari centine strutturali, realizzate su misura, in legno ed alluminio, utilizzate come dima per la realizzazione delle nuove arcate che ritmano le quattro pareti del Chiostro del Pozzo, cinque arcate per ogni parete.

Gli ornamenti architettonici ancora integri e presenti in loco, sono stati restaurati e nuovamente tinteggiati; per colmare le lacune architettoniche di tali ornamenti, si è proceduto mediante il “principio di riconoscibilità dell’intervento”: sono stati effettuati calchi fedeli dei cornicioni, stemmi e festoni, gli stessi sono stati poi semplificati nei loro fregi, riprodotti e collocati lì dove un tempo presenti, come appurato mediante documentazione storica.
La scelta cromatica è ricaduta su una facciata bicromatica a prevalenza di bianco, ponderata dopo un’attenta analisi stilistica ed architettonica del complesso storico, nonché del contesto urbano d’inserimento.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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