Premio IQU 2016 – Nuova Sede CNA Nazionale

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Openproject SRL

La nuova sede centrale CNA a Roma, situata nella zona della stazione ferroviaria Tiburtina, propone un’operazione di sostituzione in un tessuto urbano d’espansione residenziale, frammentato in edifici a palazzina in lotti separati.

Un tessuto urbano d’impronta novecentesca, a notevole densità abitativa, consolidato in una relativa omogeneità tipologica, in cui non si distinguono emergenze architettoniche di grande rilievo. La posizione del lotto su cui si concentra l’intervento d’architettura assume un valore urbano: all’incrocio di due vie verso una piazzetta con modesta alberatura, suggerisce la possibilità di visioni scorciate e di relazioni fra il vertice angolare del lotto e le facciate che prospettano sulle due vie concorrenti, su cui si manifestano leggerissimi dislivelli altimetrici. Il progetto per il nuovo edificio definisce, quindi, scelte di forte contenuto architettonico ed urbano, nell’elaborazione di un luogo rappresentativo – sede centrale di un’associazione a notevole indirizzo economico e sociale -: un edificio che può perseguire caratteri di riconoscibilità, in una direzione congiunta di rigore e razionalità, e fungere da elemento-chiave all’interno del tessuto edilizio circostante, determinando orientamenti negli eventuali processi di ulteriore trasformazione urbana. Un’identità architettonica contemporanea, nell’uso dei materiali, nell’attenzione alle tematiche di natura ambientale e di contenimento nel dispendio energetico, nella conformazione di un edificio in cui si pratichi congruenza compositiva fra l’immagine dei fronti e la risoluzione delle esigenze di funzionamento – e di valore “abitativo”, in senso lato – tipici di una organizzazione complessa. L’ingresso esprime carattere di riferimento ed assume valore dichiarativo: è il luogo architettonico in cui confluiscono elementi di peculiarità, in cui si polarizza l’incontro delle facciate sull’angolo del lotto, che viene svuotato, tagliato di sguincio e segnalato con coerenza e misura nell’anticipare all’edificio una pensilina a sviluppo tridimensionale, di forte rilevanza geometrica ed effetto scultoreo.

 

I prospetti elaborano l’idea di un edificio complesso e leggibile con chiarezza nello stesso tempo: superfici nette e geometricamente rilucenti compongono una trama di relazioni fra il rivestimento in pietra tecnica delle pareti ventilate, che richiamano sembianze tonali del travertino, e l’assetto delle aperture finestrate non rigidamente disposto in uno schema ricorrente. Gli elementi iterati nelle facciate compongono strette relazioni, in una compenetrazione che si dilata per tracce verticali e orizzontali: le finestre si accentuano in verticale, l’orditura delle lastre di rivestimento segna una dimensione orizzontale; la trama complessiva suggerisce l’articolazione, per sovrapposizione, incrocio e contrasto fra gli elementi singoli e le fasce d’insieme. Il prospetto verso via Tommasini appare assicurare una semplice lettura complanare nella trama degli elementi; nel prospetto ovest, verso via Giorgi, interviene un’invenzione formale e funzionale: un taglio nel volume apre la profondità verso l’interno, rende dinamica la facciata, mostra il sistema di connessioni orizzontali interne a ponte per unire diverse zone dei piani, introduce luminosità alle stanze di lavoro e riunione, scardina l’andamento lineare nella geometria delle parti. Il volume architettonico diviene preziosa indicazione, nella tessitura delle pareti: un punto di concentrazione improvviso che collima ed è coerente con la geometria scultorea che racconta l’accesso all’edificio.
La suddivisione funzionale dell’edificio è calibrata sulla commistione di spazi di lavoro, spazi di riunione, spazi di servizio, aggregando anche le esigenze di rappresentanza e di elaborazione decisionale. Due i piani interrati: al livello inferiore, un piccolo parcheggio, una zona palestra per attività fisiche e la zona degli archivi, con attrezzature speciali per la conservazione dei documenti; al primo livello, sale per corsi di formazione e zona magazzini. I corridoi di distribuzione si dispongono verso l’interno della pianta di ciascun piano, gli ambienti di lavoro verso strada, proponendo affacci privilegiati per le zone a maggior contenuto rappresentativo e decisionale.

L’edificio si caratterizza per una approfondita attenzione alle tematiche ambientali; il controllo domotico costante e totale assicura parametri ottimali per ricambio d’aria e condizioni di benessere ambientale, per luminosità, temperatura, livello d’umidità relativa, agendo sulle tende a rullo interne, sull’eventuale apertura delle finestre vetrate e dei comparti opachi apribili. Un edificio che ambisce all’efficienza “performante”, che non consuma energia da combustibili fossili nell’obiettivo di assicurare “emissioni nulle”.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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