Premio IQU 2016, Nuova casa sociale per l’abitato di Caltron

Sezione: Architettura Realizzazioni
Progettista: Mirko Franzoso architetto, ing. Sergio Marinelli, ing. Paolo Leonardi, ing. Claudio Cristoforetti

Scarica l’invito per partecipare alla premiazione del 10 giugno 2016

Il progetto è un volume semplice che definisce un’architettura contemporanea che diventa parte del paesaggio e si fonde con i filari dei meli dello sfondo, per diventare una pre-esistenza familiare per gli abitanti del posto.

PROGETTO E PAESAGGIO
Il progetto per la nuova casa sociale di Caltron, affronta il delicato compito di inserirsi in un ambito di paesaggio che funge da soglia tra l’edificato della frazione ed il verde agricolo. L’obiettivo principale è perciò quello di integrarsi sia con i manufatti storici esistenti, sia con le trame dei frutteti che disegnano il territorio rurale di tutta la val di Non.

La lettura critica di questi due sistemi, la volontà di pensare ad un’opera che sia espressione del nostro tempo e la necessità attuale di costruire edifici sostenibili, sono i cardini dai quali prende spunto il progetto.

A questi va aggiunta la posizione particolarmente importante del sito nei confronti del paese e di tutta la valle. Da qui, infatti, è possibile dominare con lo sguardo gran parte dell’edificato di Cles, e viceversa da molte aree del paese è possibile osservare il manufatto nel contesto.

Il progetto è perciò fortemente influenzato da alcuni aspetti paesaggistici e storici:
• le trame dei frutteti che disegnano il territorio, sia a livello planimetrico, sia in alzato. I filari di alberi, piantati in funzione dell’orografia e del soleggiamento, indicano in modo chiaro ed inequivocabile l’orientamento da seguire per realizzare un nuovo edificio in quest’area
• il ritmo delle piante e dei pali che le sorreggono, è l’elemento che scandisce il panorama e definisce i pieni e dei vuoti della facciata
• la tradizione costruttiva locale che è rintracciabile facilmente in tutti i centri storici e segue chiare e semplici regole insediative e costruttive
• l’utilizzo di materiali locali, posti in opera secondo i metodi e le tecnologie proprie del tempo in cui sono stati realizzati i manufatti
• le visuali, che permettono di osservare il panorama della valle di Non senza vincoli ed ostacoli, implicano la necessità di “aprire” il più possibile verso la valle le facciate dell’edificio
• l’ampia visibilità del manufatto, dall’abitato di Cles e non solo, indica la necessità di integrazione con il paesaggio che lo accoglie

ARCHITETTURA
Il nuovo volume è un sistema formato da un’architettura semplice, adagiata in modo naturale sul terreno, e da un basamento poderoso che la sostiene. L’edificio è compatto e proporzionato per garantire la continuità con il tessuto urbano della borgata. Un’architettura contemporanea che diventa parte del paesaggio e si fonde con lo sfondo dei meleti, fino a diventare una pre-esistenza familiare per le persone del paese. La facciata, con il suo ritmo di pieni e vuoti scandito dai pilastri continua la successione dei meli senza alterarne tonalità e materia. La struttura portante ed il rivestimento sono in legno. I fianchi nord e sud sono rivestiti con doghe verticali di legno di larice, mentre i fronti lunghi a est e ovest sono disegnati dalla scansione verticale dei pilastri. I serramenti sono arretrati e protetti dal piano di facciata per generare una continuità di rapporto tra interno ed esterno, oltre a mitigare l’effetto del sole nelle sale interne.

Il volume interrato sostiene ed avvolge tutto l’intervento con il suo lungo nastro monolitico in calcestruzzo lavato e colorato che abbraccia il parcheggio, il parco giochi e la casa sociale. Il porfido locale che emerge dalla lavatura del calcestruzzo armonizza la tonalità del muro con l’ambiente naturale del contesto. Un’ampia nicchia in legno che accoglie e protegge chi entra nell’edificio mitiga e alleggerisce la presenza del lungo muro in calcestruzzo.

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