Premio IQU 2016 – La CasaClima del pianista

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Ing. Sergio Pesaresi

Il progetto si è posto questi obiettivi: il risanamento energetico dell’edificio secondo il protocollo CasaClima R e il conseguente aumento del comfort interno sia in clima invernale che estivo; l’eliminazione di fonti energetiche non rinnovabili da sostituire totalmente con energia elettrica fornita da pannelli fotovoltaici; la modifica della distribuzione interna degli ambienti per adeguare la casa alle attuali esigenze della famiglia; la realizzazione di una stanza con correzione acustica per il pianoforte; l’isolamento acustico e lo sviluppo di un concetto innovativo di interior design.

UNA CASACLIMA PER IL PIANISTA
Non sempre è facile o possibile riqualificare un edificio. Ostacoli di ogni tipo si frappongono alla fattibilità dell’intervento desiderato: dai vincoli di tutela ai vincoli urbanistici, dalla conformazione statica alla tutela dei fronti comuni, dai rapporti di buon vicinato alla convenienza economica… Ma è necessario provarci, valutare concretamente la fattibilità perché, nel caso, il risultato finale assume un valore intrinseco aggiuntivo che si rileva positivo anche per il contesto nel quale si inserisce.

La casa del celebre pianista Enrico Meyer e della moglie è situata a Santarcangelo di Romagna ed è parte di un insediamento residenziale con villette a schiera, realizzato negli anni ’90 sul sito di una vecchia fornace di laterizi abbandonata.
Il progetto di fattibilità per casa Meyer ha dovuto confrontarsi con una moltitudine di vincoli che, pur condizionandolo inevitabilmente, sono stati anche di stimolo per calibrare e migliorarne il risultato finale.
La zona è vincolata dalla Soprintendenza per le emergenze archeologiche, per la tutela paesaggistica e per la conservazione dell’unitarietà del disegno del quartiere.
L’insediamento residenziale ha una forte connotazione unitaria con una ripetizione modulare dei fronti delle singole case (skyline, finestrature) e con una alternanza regolare fra le parti intonacate e le parti con mattoni a faccia vista.
Le case sono poste alla base del pendio collinare per cui sul fronte retro emergono dal piano di campagna di un solo livello, mentre sul fronte strada, posto a valle, presentano due livelli fuori terra. La copertura è in parte inclinata e in parte in piano e determina una scansione ritmica di coppie di timpani a cuspide sui fronti.
La casa si sviluppa su 200 mq e ha un consumo, per il solo riscaldamento invernale, di 180 kWh/mq.a. L’impianto di riscaldamento è del tipo tradizionale con caldaia a metano e termosifoni.

IL PROGETTO
Il progetto è stato sviluppato, fase per fase, con un continuo dialogo sinergico fra il progettista, gli impiantisti e i proprietari, i quali hanno fin da subito stabilito il badget disponibile per l’intervento.
Il progetto si è posto questi obiettivi: il risanamento energetico dell’edificio secondo il protocollo CasaClima R e il conseguente aumento del comfort interno sia in clima invernale che estivo; l’eliminazione dell’uso di fonti energetiche non rinnovabili (gas metano) da sostituire con energia elettrica fornita in toto da pannelli fotovoltaici; la modifica della distribuzione interna degli ambienti per adeguare la casa alle attuali esigenze della famiglia; la realizzazione di una stanza per il pianoforte con la possibilità di correzione del riverbero acustico in funzione degli strumenti di accompagnamento; l’isolamento acustico e lo sviluppo di un concetto innovativo di interior design.
Sono state sviluppate varie ipotesi che sono state di volta in volta analizzate e discusse nei loro molteplici aspetti e alla fine valutate in termini di sostenibilità economica.
L’obiettivo del risanamento energetico si è dovuto fin da subito confrontare con due realtà problematiche: l’obbligo di conservazione delle parti in muratura a faccia vista, che ha impedito il ricorso ad un cappotto esterno integrale, e la conformazione molto “movimentata” delle piante dei piani, che nasconde una moltitudine di ponti termici da correggere.
La presenza di parti di muratura a faccia vista ha reso necessario coibentare dall’esterno, con spessori comunque compatibili con quelli dei cornicioni comuni, solo le parti intonacate e a coibentare dall’interno i muri a vista. Ciò ha richiesto uno studio termico approfondito di tutti i nodi nei quali si verificava una alternanza fra le due tipologie di cappotto, la risoluzione di tutti i ponti termici presenti e l’analisi termo-igrometrica delle diverse stratigrafie nei diversi posizionamenti del cappotto interno, per verificare l’assenza delle condizioni nelle quali si può formare la condensa interstiziale.

L’IMPIANTISTICA
Per raggiungere l’obiettivo di non utilizzare più fonti fossili non rinnovabili e per utilizzare al meglio l’energia elettrica prodotta dai 20 moduli fotovoltaici posti in copertura che garantiscono una potenza di picco pari a 5 kWp, la caldaia a metano è stata sostituita con pompa di calore elettrica aria-acqua. Come terminale di distribuzione del calore sono stati utilizzati pannelli radianti posti a pavimento.
E’ stato necessario installare, poi, un sistema di ventilazione meccanica controllata centralizzato con recuperatore di calore ad alta efficienza per tre motivi principali: per aumentare il comfort interno durante tutto l’arco della giornata; per diminuire e regolare le perdite di calore dovute alla ventilazione; per tenere basso e costante il tasso di umidità relativa interna in modo tale da evitare le condizioni favorevoli alla formazione di condensa interstiziale dove si posa un cappotto interno.LA SALA DELLA MUSICA
La sala della musica è stata opportunamente isolata acusticamente dalle altre. Nella stanza è stata operata una correzione acustica agendo sul Tempo di Riverbero (RT60). A tale scopo sono state inserite “isole acustiche” in lana di roccia, in maniera tale da assicurare un corretto fonoassorbimento e garantire valori ottimali del tempo di riverberazione in funzione del volume della sala e della sua destinazione d’uso (sala prove utilizzata prevalentemente per musica da pianoforte e strumenti a fiato).

CONCLUSIONE
Iil fabbisogno energetico per il riscaldamento prima dell’intervento era pari a 180 kWh/mq.a. In seguito ai lavori effettuati tale fabbisogno è risultato pari a 13,1 kWh/mq.a. Tale fabbisogno è interamente coperto dai pannelli fotovoltaici posti in copertura.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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