Premio IQU 2016, Ina-Casa La Fiorita. Strategie di rigenerazione urbana per un riuso condiviso

Sezione: Rigenerazione progettazioni

Progettista: Ambra Lombardi, Lia Marchi

Un approccio metodologico diversificato: un progetto urbanistico valorizza le specificità del luogo e sostiene la popolazione residente, mentre un manuale di possibili interventi regolamenta la trasformazione degli edifici senza vincolarla.

Vi sono alcune parti delle nostre città che appartengono ad un preciso periodo della storia italiana che ha cambiato profondamente il modo di pensare alla città e al rapporto dell’uomo con essa, i quartieri Ina-Casa.
Ad eccezione dei grandi esempi che portano la firma di celebri architetti, manca ad oggi la consapevolezza diffusa del grande valore storico, identitario e patrimoniale di queste porzioni di città e della necessità di un congruo intervento di valorizzazione e riqualificazione.
Si tratta di quartieri realizzati secondo indicazioni precise e obiettivi di qualità, come l’importanza degli spazi verdi, gli impianti organici, la mescolanza tipologica e funzionale, il valore sociale dell’abitare. Tutti aspetti di cui ci si è velocemente dimenticati e che la smart city disperatamente rincorre: come sempre, la storia insegna.

La vera forza del lavoro presentato è la potenzialità metodologica con cui si è esplorato il tema della rigenerazione urbana.
L’attenzione alle normative, che fin da subito sono state comprese e criticamente accettate o rifiutate, predispone il progetto ad un livello di concretezza e realismo tale per cui si ritiene che possa costituire un documento utile per chi oggi amministra la città.
L’obiettivo iniziale di valorizzazione e riqualificazione del quartiere è stato perseguito sempre partendo dal luogo e lavorando per addizione e potenziamento dell’esistente. Indispensabile, a tal fine, è stata la partecipazione dei residenti, che hanno arricchito e dato fondamenta alle proposte, mentre il confronto diretto con l’amministrazione è stato utile per individuare le possibili scelte condivise tra i due interlocutori.
Da qui la scelta di un approccio specifico e diversificato per affrontare le questioni urbanistiche e quelle architettoniche: una progettazione generale d’insieme alla scala dell’unità di vicinato permette di definire chiaramente la struttura urbana; mentre maggiore libertà viene lasciata alla scala dell’alloggio, grazie ad un progetto componibile sulla base dei fattori economici, delle preferenze estetiche e della condizione sociale, ma anche flessibile ed aperto per essere integrato in futuro.

A livello urbano si è mirato alla salvaguardia di quegli elementi – verde, viabilità, spazi aperti, caratteristiche degli edifici – che ne definiscono la qualità. Da qui la scelta di lavorare secondo luoghi e connessioni tra gli stessi, allo scopo di favorire la caratterizzazione degli spazi pubblici e quindi l’intensificazione della socialità per le diverse fasce d’età. Il problema non è infatti l’assenza di luoghi pubblici, ma la loro adeguatezza alle nuove e differenti esigenze.
Altro tema fondamentale su cui si è posto l’accento è stata la risoluzione delle problematiche relative all’accesso carrabile al quartiere – molto complesso e contorto in seguito alle modifiche operate pochi anni fa – al tema della scarsità dei parcheggi e dell’uso di questi da parte dei lavoratori delle zone circostanti.
Per delinearsi come quartiere modello per la rigenerazione urbana, ci si è posti l’obiettivo di ricalcare le esperienze europee di quartieri sostenibili, soprattutto scegliendo di potenziare e favorire la mobilità dolce. Consapevoli del contesto in cui si opera, in cui l’uso della macchina è imprescindibile per una consistente parte dei residenti (di età avanzata), si è scelto di proporre sistemi un po’ meno drastici rispetto ai quartieri car free, con l’obiettivo che possano essere più facilmente accolti ed applicati dai soggetti interessati.

Alla scala architettonica, si è scelto, dopo alcune riflessioni, di non elaborare un progetto convenzionale, ma di produrre un manuale di possibili interventi: l’estrema frammentazione della proprietà non permetterebbe concretamente la realizzazione di alcun progetto.
Il manuale si propone come un utile strumento per progettisti e amministrazione, allo scopo di regolamentare le modifiche individuali e facilitare iniziative di miglioramento e trasformazione sostenibile dell’abitazione con la partecipazione degli abitanti.
Sulla base delle esigenze espresse dai residenti e dalle nuove prestazioni cui gli edifici devono sottostare, è stata formulata la lista degli interventi. Per stimolare la trasformazione si è scelto di promuovere un sistema incentivante concreto ed efficiente sulla base del punteggio ottenuto.
Infine, per mostrare il funzionamento del manuale stesso si è pensato di ipotizzare quattro scenari di intervento unitari a livello almeno di edificio, sulla base del sistema a fasi sequenziali, se non altro per migliorare la qualità della trasformazione e beneficiare degli effetti dell’economia di scala.

Per rendere possibile tutto questo, prima di tutto è necessario un cambio di prospettiva, un approccio olistico attento alla storia, all’ambiente ed a tutti i soggetti coinvolti, senza dimenticare che vince il pubblico se vince il privato; vince il singolo se vince anche la collettività.

Scarica la scheda del progetto

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