Premio IQU 2016 – Il Giardino di Villa Fabri: il nuovo belvedere sul paesaggio

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni
Progettista: Arch. Angela Magionami

Scarica l’invito per partecipare alla premiazione del 10 giugno 2016

Il giardino della storica Villa Fabri celebra la sua contemporaneità attraverso la contaminazione di nuovi segni; il ramo di ulivo posto in pianta è stato l’elemento generatore del progetto, la sovradimensionalità è stata la costante degli elementi inseriti: la grande foglia delle aiuole, l’enorme oliva delle sedute e le forme organiche dei percorsi.
Nessun cambio di quote, materiali naturali e piante autoctone e naturalizzate, cordoli in acciaio corten e illuminazione a basso consumo energetico.
Un nuovo uso di uno spazio pubblico ora vocato alla conoscenza della biodiversità.
La straordinaria posizione del complesso di villa Fabri sul colle di Trevi, offre il senso del suo rapporto con il paesaggio circostante che è, allo stesso tempo, di dominio percettivo dalla villa e di totale integrazione nel contesto che fa emergere la sua peculiarità di villa sub-urbana. Ciò che appare evidente avvicinandosi a Trevi, è che il complesso si pone come elemento di ricucitura tra il centro medievale murato e la campagna olivetata circostante.

Il giardino è suddiviso su tre livelli principali che modellano il versante di proprietà della villa in una sequenza equilibrata di segni verticali e orizzontali.
Fatta costruire da Gerolamo Fabri alla fine del Cinquecento e inaugurata nel 1603, Villa Fabri è passata successivamente a varie famiglie, nel 1891 fu acquistata dal Collegio Boemo.
Successivamente, negli anni trenta, passò al Collegio Etiopico appartenuta a quest’ultimo fino agli anni Ottanta, nel 2000 è stata acquisita dal Comune di Trevi che ne ha curato i restauri sia degli interni che degli esterni.
Allo stato precedente nel giardino di Villa fabri erano presenti principalmente grandi aiuole in prato bordate da siepi di bosso nano e grandi alberature di tigli, ippocastani, lecci e cipressi.
I disegni di tali aiuole erano frutto dell’ultimo intervento di sistemazione del giardino che, in assenza di tracce storiche o valide documentazioni, ritenne opportuno evocare un possibile impianto formale esistente in passato.

Il nuovo giardino di Villa Fabri, evoca non il rapporto con la storia ma con il paesaggio.
Il paesaggio agrario degli oliveti che connota l’intorno della Villa e dell’intera cittadina di Trevi è stato il concept del progetto.
Il ramo di ulivo posto in pianta è stato l’elemento generatore del progetto, la sovradimensionalità è stata la costante degli elementi inseriti; la grande foglia, l’enorme oliva della seduta e la lanterna appoggiata a terra ad illuminare i percorsi.

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La topografia dei tre livelli è stata mantenuta senza alcuna movimentazione del terreno, i primi due livelli, alle quote attuali, hanno il ruolo di spazi utili a raccontare e descrivere i caratteri tipici della vegetazione autoctona e di quella esotica ormai spontanea e inserita negli spazi verdi pubblici e privati. Sono state inoltre tutte mantenute le grandi alberature presenti.
Le 12 aiuole disegnate sul primo livello del giardino sono caratterizzate da arbusti d’ombra e mezz’ombra vista la posizione a nord e la presenza di grandi alberature; le 11 sul secondo sono contraddistinte da arbusti che amano l’esposizione al sole, tra i quali le aromatiche mediterranee.
Il terrazzo del terzo livello, distinto per la presenza del ninfeo a cui si accede da una doppia scalea che lo incornicia insieme al muro di contenimento, è affiancato da due lunghe pergole, nelle quali sono state poste a dimora delle rose antiche.

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Altro elemento di questo terrazzamento è il grande prato, utile ad accogliere il visitatore per spettacoli ed eventi e per poter ammirare l’incredibile panorama della valle che si apre verso sud.
L’intervento di riqualificazione del giardino ha riconsegnato allo stesso un nuovo aspetto, gradevole ed accogliente e soprattutto offre l’occasione di sfruttarlo a fini didattici.
Un intervento che ha abbracciato tutta l’area arricchendola di elementi ed episodi che stimolano sensi e curiosità in chi lo attraversa, e che garantiscono continuità visiva e sensazione di appartenenza ad un unico ambiente.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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