Premio IQU 2016 – Il giardino della memoria. Gli spazi dell’ex-convento di San Francesco

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni
Progettista: Arch. Fernando Vegas López-Manzanares

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Nell’anno 2001, nella località di Vinaròs, vennero demoliti la chiesa e convento di San Francesco e lo spazio fu asfaltato. Tredici anni dopo, gli architetti ricevettero l’incarico di costruire in quel luogo un giardino che evocasse la memoria storica dell’edificio, degli orti e dei giardini.

Nel 2001, l’amministrazione comunale di Vinaròs (provincia di Castellón, Spagna), demolì il secentesco complesso della Chiesa e Convento di San Francesco, all’epoca non ancora legalmente protetto, con l’obiettivo di costruire un enorme complesso residenziale nel lotto risultante. Dopo lo scandalo causato dalla demolizione, la costruzione del nuovo edificio fu sospesa. Dell’intero complesso furono risparmiati solo parte del fronte nord (in quanto era parte della struttura di alcuni edifici ad essa addossati)e della pavimentazione della chiesa, e solo cinque palme dell’antico giardino, delle quali inspiegabilmente solo due erano state sottoposte a vincolo di protezione. Il resto della parcella, utilizzato come parcheggio, fu asfaltato con uno strato bituminoso che presentava pessime condizioni al momento del rilievo. Al di sotto dell’asfalto, si conservavano i resti del convento, demolito solo a partire della quota di campagna. Col passare degli anni, i resti del muro e i pavimenti subirono gravi danni a causa del degrado naturale e di atti vandalici, creando un contesto sempre più marginale e indecoroso.

Quasi tre lustri dopo il tragico evento, gli architetti Fernando Vegas e Camilla Mileto ricevettero l’incarico di progettare e costruire in quel luogo un giardino nel sito delle rovine del convento di San Francesco, richiedendo un intervento capace di evocare l’antica presenza dell’edificio scomparso e di dialogare con le rovine ancora esistenti fuori terra. Con il fine di rievocare sia l’edificio scomparso che gli orti e giardini che lo circondavano, il progetto del giardino di San Francesco nasce quindi sui pochi resti sopravvissuti dell’antico Convento. Il progetto mira al recupero della memoria storica ma anche alla rigenerazione del triste vuoto urbano attraverso la riappropriazione pubblica del giardino, nuovo luogo di incontro e svago per il quartiere.
Gli scavi archeologici svolti dopo l’eliminazione delle zone asfaltate, hanno riesumato le fondamenta delle antiche murature del Convento e hanno riportato alla luce conci, piastrelle, tegole e altri frammenti disgregati dell’antico edificio. Queste macerie sono state rimesse in opera per la creazione del nuovo giardino, cercando di rievocare l’orditura del Convento ormai scomparso con muretti bassi che permettessero la fruizione dello spazio, il recupero di un luogo perduto e il reimpiego di materiali altrimenti destinati ad essere semplici residui.
Il relitto del muro della Chiesa è stato restaurato e consolidato, rispettando i resti di intonaci, pitture e carpenterie, come pure tutti i segni della sua storia che testimoniano le trasformazioni e i diversi usi dell’edificio: chiesa, carcere, magazzino, ecc. Sono state mantenute anche le antiche tracce degli edifici addossati a questo muro, essendo stati questi il fattore determinante per la sua sopravvivenza al momento della demolizione.

All’interno dell’antico perimetro del Convento e della Chiesa si sono mantenuti i pavimenti storici esistenti e nelle lacune si sono impiegati pavimenti realizzati con materiali lapidei locali. Nel caso della Chiesa, le lastre del pavimento sono state collocate ravvicinate, con giunti sottili, mentre negli spazi già occupati dal Convento le lastre presentano ampie fughe che permettono la crescita della vegetazione, integrandosi in tal modo con il giardino circostante. Con questi accorgimenti si è cercata l’armonizzazione tra i resti della muratura e del pavimento storico e i nuovi elementi inseriti per permettere la fruizione del giardino.
Le lapidi conservate nel deposito municipale, alcune delle quali molto frammentate, sono state oggetto di restauro. Seguendo le direttive della sovrintendenza locale, con il fine di assicurare una maggior protezione dagli agenti atmosferici, le lapidi restaurate non sono state collocate nella pavimentazione, ma in posizione verticale, solidali al muro dell’abside della antica chiesa ricostruito con le macerie del antico convento.

Nella nuova configurazione dello spazio si integrano anche gli altri resti archeologici come la cripta, il pozzo, il chiostro, ecc. Tutti elementi questi consolidati e mantenuti come parte della memoria del luogo, infatti il progetto non solo rispetta le impronte della Chiesa e del Convento ma anche gli antichi accessi e gli spazi verdi, ampliati e migliorati dall’intervento con la creazione di nuove zone giardino articolate dai percorsi ridisegnati e da elementi arborei preesistenti.
Il progetto delle piantumazioni è stato sviluppato con un studio degli ombreggiamenti, tenendo conto dei vincoli di protezione delle antiche palme del convento, trapiantando e riposizionando unicamente le giovani palme cresciute spontaneamente nella zona dell’antica chiesa. Inoltre, sono state piantante nuove palme di differente altezza e alberi di gelso, essenza frondosa molto comune nella regione, rendendo l’ombreggiamento più compatto e vario, con un sensibile aumento del dinamismo percettivo dell’insieme. Infine, intorno ai resti dell’antico convento il progetto ha previsto la piantagione di un prato resistente al calpestio, per assicurare un uso pubblico frequente e variegato.
Nel perimetro della zona verde sono state previste delle sedute create con i conci di pietra recuperati dalla demolizione del convento, o dal deposito municipale, oltre ad alcuni grandi blocchi di varie tonnellate appena sbozzati acquistati dalla cava locale.

Il giardino di San Francesco doveva nascere sui resti archeologici dell’omonimo convento, con l’intenzione di evocare la memoria storica dell’edificio, degli orti e dei giardini che lo circondavano, restituendo la perduta dignità al genius loci, e, al contempo, trasformando quello spazio in un luogo di incontro e di svago, uno spazio vivo per la comunità.
Il progetto proponeva la parziale ricostruzione degli antichi muri del convento, le cui fondazioni si sarebbero trovate dopo la rimozione dello strato asfaltico, riutilizzando conci, lapidi, maioliche e tegole riciclati dal proprio sito per creare le sedute del giardino. Grazie a questo intervento si voleva evocare le forme e gli spazi del convento scomparso inglobando i suoi stessi resti nelle nuove murature con il fine di evitare così che quei lacerti, testimoni di una biografa architettonica particolare, servissero per ingrossare anonimamente la discarica municipale, e scongiurare l’inutile produzione di residui per l’ambiente.
Il progetto prevedeva il restauro del muro superstite della chiesa, la conservazione e il consolidamento degli intonaci, delle pitture, delle carpenterie lignee etc., come anche la conservazione delle tracce lasciate sul fronte esterno della chiesa dalle case ivi addossate nel novecento, che costituirono il motivo della grazia concessa a quel muro.

Nel caso in cui non si fosse trovato il pavimento storico dopo la rimozione dello strato asfaltico, il progetto prevedeva una pavimentazione di pietra locale nelle aree corrispondenti al convento e alla chiesa. Per facilitare la lettura dei due edifici, il pavimento della chiesa sarebbe stato disposto senza fughe a completare la forma dell’antico edifico, mentre la pavimentazione dell’area del convento avrebbe presentato generose fughe di terra per permettere la crescita del prato. Le fasce erbose risultanti avrebbero permesso l’integrazione del convento con il resto del giardino. I resti dei muri in pietra e gli acciottolati del convento sarebbero rimasti alla stessa quota di campagna dialogando e confondendosi col manto verde del giardino. In linea generale, la simbiosi generata tra la natura (il prato e le piante aromatiche) e le rovine del convento, avrebbe facilitato la lettura dei resti archeologici e la loro integrazione con il nuovo giardino.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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