Premio IQU 2016 – Il Brolo di Villa Saccomani

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni

Progettista: Arch. Filippo Bricolo

La rigenerazione del parco monumentale di Villa Saccomani, una settecentesca villa veneta, attraverso il riuso a fini abitativi degli annessi rustici e la trasformazione del brolo in un grande parterre a prato con una nuova piscina-peschiera.
Il progetto ha previsto il recupero dell’antico brolo ed il riuso ai fini abitativi degli annessi rustici della settecentesca Villa Saccomani, sita sulle colline moreniche a pochi chilometri dal Lago di Garda e dalla città di Verona.

L’antico brolo è stato trasformato in giardino con la creazione di un grande parterre a prato e la costruzione di una piscina centrale ispirata alle tipiche peschiere delle ville venete. La piscina è stata costruita eliminando la percezione di tutti gli aspetti tecnologici. Una pietra larga 65 cm definisce il limite tra la piscina ed il grande prato, al di sotto di essa e tutt’attorno all’invaso è stata celata la vasca di compenso. Un speciale trattamento spatolato color verde ha consentito di ricreare l’effetto visivo tipico delle peschiere settecentesche con l’acqua specchiante che riflette il cielo, gli alberi e le architetture. Prima dell’intervento, gli annessi, si presentavano come dei volumi caratterizzati da uno scarso valore architettonico. L’impatto negativo degli edifici era dovuto sopratutto alla realizzazione, nel novecento, di un’incongrua sopraelevazione in blocchi di cemento posta al di sopra di un suggestivo nucleo originale in sasso di fiume tipico delle costruzioni rurali di tutta l’area.

L’intervento ha previsto, in prima istanza, la demolizione delle superfetazioni novecentesche con la messa a nudo, quasi fosse una rovina, dell’affascinante costruzione originaria. In un secondo momento, si è realizzato un nuovo ampliamento in mattoni con finitura a faccia a vista. I mattoni sono stati posati ruotando i lati lunghi in maniera apparentemente disordinata, conferendo così alla nuova superficie in mattoni un suggestivo effetto di vibrazione luminosa dovuto alla creazione di leggere ombre portate distribuite su tutta la parete. Tale soluzione ha permesso di rendere correttamente individuabile la parte originaria rispetto al nuovo intervento, ma di ridurre il contrasto materico che si sarebbe formato tra la superficie mossa del basamento rustico in sasso e la forte linearità della nuova sopraelevazione in mattoni.

Per ridurre l’eccessivo contrasto cromatico che si sarebbe formato tra i due paramenti murari (il colore cotto dei mattoni contro il colore grigio del sasso), entrambe le superfici sono state coperte con una scialbatura in calce color beige. Visto da una certa distanza, all’interno del parco della villa o dal paesaggio collinare, l’edificio ampliato, appare unitario. Ad una vista sempre più ravvicinata, risulta possibile distinguere chiaramente la parte originaria ed il nuovo ampliamento in mattoni. Sul lato posto verso il parco la muratura in sasso coincide con piano terra e accoglie la parte del living mentre la nuova muratura in mattoni definisce il piano primo con la zona notte. La parete in mattoni al piano primo è interrotta a tutt’altezza con dei tagli che definiscono le nuove finestre, i serramenti hanno i profili posati totalmente sul lato interno della facciata in modo da non risultare visibili ed enfatizzare l’idea di un’architettura senza tempo. Tra la cassa del serramento e il paramento murario è stato, inoltre, incastrato un vetro anti-sfondamento che funge da invisibile parapetto.

Al piano terra, le nuove vetrate sono state posate all’interno dei portali esistenti degli annessi e sono state realizzate con profili in ferro a vista, conferendo una maggiore astrazione alle parti in ampliamento ed un aspetto più vicino alla tradizione per la parte originaria.
La parte più bassa degli annessi è occupata da un grande salone a doppia altezza dedicato alla vita sociale della famiglia e legato al parco della villa dove è stata realizzata la nuova piscina. In questo punto si è praticata l’unica nuova apertura nelle murature esistenti in sasso verso il parco. La nuova apertura interrompe la continuità di un alto cordolo in cemento armato che corre su tutto questo brano della facciata e funge sia da rinforzo del muro in sasso che da compensazione tra l’altezza del muro originario e la parte della nuova muratura in mattoni allineata con l’architrave della porta finestra. Questa nuova porta è caratterizzata un serramento scorrevole a scomparsa e si presenta come una reinterpretazione della porosità visiva tipica delle ville venete con l’apertura verso il parco interno posta in allineamento con l’apertura verso la campagna retrostante.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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