Premio IQU 2016 – Hotel Bologna Fiera

Sezione: Rigenerazioni Realizzazioni

Progettista: Studio Open Project

La densificazione della città attraverso le prassi dell’urban filler e del riuso degli edifici esistenti rappresenta una risposta concreata alla dispersione urbana indiscriminata che usura il territorio. Il progetto esposto, esempio di densificazione urbana in area ad alta accessibilità infrastrutturale, è stato declinato secondo due linee strategico-operative. Da una parte si è scelto di usufruire di un ampliamento volumetrico concesso dallo strumento urbanistico legato alla salvaguardia e all’incentivazione delle realtà ricettive; dall’altra si è reso necessario procedere con un intervento di riuso dell’immobile esistente attraverso un proposta di riqualificazione energetica, miglioramento sismico e ridefinizione stilistica. La struttura alberghiera, collocata nella prima periferia cittadina, specificatamente, nell’ambito del quartiere fieristico di Bologna, consta di un corpo di fabbrica principale a forma di parallelepipedo (che ospita le camere) sotto il quale si innesta un basamento in cui sono collocate le funzioni ricettive e di rappresentanza (ristoranti, sale convegni, ecc).

Edificato nei primi anni ’70, era caratterizzato da un involucro dalle scarse performance termiche ed acustiche (pareti esterne in c.a. a vista e serramenti in alluminio privi di taglio termico e con vetro monolitico); la collocazione lungo l’asse est-ovest, associata alla presenza di grandi superfici vetrate, esponeva l’edificio ad un forte carico termico per irraggiamento diretto sul lato sud e a dispersioni elevate sul lato nord. L’intervento è consistito nel rifacmento del manto di copertura, nella sostituzione degli infissi, nella realizzazione di una facciata ventilata a rivestimento della facciata esistente e di un esoscheletro esterno in carpenteria metallica che sostiene un sistema di frangisole a sud ed una griglia con elementi orizzontali molto diradati a nord limitatamente ai piani +1 (solo ala ovest) e superiori. L’intero intervento ha offerto all’edificio un’immagine tecnologica e contemporanea, migliorando le performance termiche ed acustiche.

La struttura di sostegno del grande brise-soleil prosegue sul lato nord e sul lato est; su tali facciate sono presenti alcune lamelle frangisole per continuità di linguaggio con il resto del rivestimento. La facciata ovest risulta invece una superficie continua cieca in pannelli metallici che “chiude” l’esoscheletro verso via Stalingrado nascondendo la scala di sicurezza in carpenteria metallica esistente. La facciata ventilata riveste quella esistente, seguendone il profilo irregolare delle rientranze e degli aggetti tipici della costruzione originaria; essa è costituita da un rivestimento “a cappotto” in lana minerale, da un’intercapedine vuota e da un paramento esterno in lamiera metallica verniciata o in pannelli metallici coibentati tipo alucobond di colore scuro fissata alle superfici esistenti tramite staffe metalliche collegate con tasselli alla struttura esterna.
Lo spessore della facciata ventilata non supererà mai i 20 cm. Dal punto di vista della sicurezza strutturale il progetto ha previsto interventi di miglioramento della struttura esistente che hanno riguardato sia le strutture sismoresistenti che le strutture a supporto dei carichi statici verticali.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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