Premio IQU 2016 – Fiorita passive house

Sezione: Architettura Realizzazioni
Progettista: Arch. Stefano Piraccini, Arch. Margherita Potente

Scarica l’invito per partecipare alla premiazione del 10 giugno 2016

Il progetto prevede la costruzione di una multiresidenza tramite un intervento di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione a parità di volume. L’intervento viene inquadrato come caso pilota dell’applicazione di un protocollo sulla rigenerazione urbana promosso dalla CNA di Forlì-Cesena, è inoltre Beacon Project dei progetti europei : PassREg (Passive House Regions with Renewable Energies, nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe IEE, link: http://www.passreg.eu/ ); SEEDpass (South East Europe strategic partnership vocational education and training in Passive House Design for nearly zero energy buildings development, programam ERASMUS+, link: http://seedpass.oikon.hr/en/home/ ). Motore principale è la volontà della committenza di ottimizzare il reddito percepito da un immobile di proprietà posto sul mercato a canone di locazione che presenta elevate spese in termini di manutenzione ordinaria e consumi energetici.

Il principale obiettivo è stato ideare una strategia capace di realizzare un intervento dai più elevati standard in termini di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica aumentando i proventi dei canoni di locazione. L’obiettivo è stato raggiunto costruendo la prima multiresidenza in Italia costruita in legno e certificata passivhaus (fonte: http://www.passivhausprojekte.de/index.php?lang=en). I canoni di locazione omnicomprensivi delle spese saranno pertanto paragonati a quelli di mercato, ma avendo spese energetiche prossime allo zero il locatore ne ricaverà un utile maggiore. l’edificio ha una fabbisogno energetico per il riscaldamento pari a 11kwh/m2a e 3kwh/m2a per il raffrescamento. L’energia primaria di cui necessita è pari a 92kwh/m2a di cui 52.2 kwh/m2a è la quota per gli elettrodomestici, l’impianto fotovoltaico di 14kw posto in copertura ne produce 108kwh/m2a: in sostanza l’edificio produce più energia di quella che consuma. E’ stato realizzato impiegando il sistema costruttivo a pannelli di legno strutturale, utilizzando da una parte un materiale rinnovabile, dall’altra capace di ridurre l’esposizione al credito con la sua caratteristica rapidità di costruzione. Sono stati impiegati isolanti di tipo minerale come lane di roccia, legno, vetro evitando prodotti a base polimerica. Un impianto recupera l’acqua piovana per utilizzarla nello scarico dei sanitari e per l’irrigazione del verde pensile posto sui terrazzi, dove sono presenti piante di bamboo aventi fotosintesi tipo c4 capace di assorbire più co2 delle piante comuni. Viene recuperata la condensa prodotta dalle macchine di ventilazione controllata, unico impianto di climatizzazione dell’edificio, per produrre acqua demineralizzata ad uso dei condomini, utile per i ferri da stiro; tutti i corpi illuminati sono a led.

Efficienza energetica
Il protocollo di certificazione passivhaus è il più alto riferimento internazionale per le costruzioni ad alta efficienza energetica e comfort. l’edificio ha un involucro prestazione con trasmittanze molto basse: U=0.12w/m2k per le pareti perimetrali, U=0.10wm2k per la copertura. Sono stati istallati tripli vetri, calcolati e verificati tutti i ponti termici, progettato un involucro a tenuta all’aria verificato tramite blowerdoor test a più riprese durante la costruzione. Per ottimizzare i guadagni della radiazione solare sono stati calcolati gli ombreggiamenti con appositi software così da ottimizzare il sistema delle aperture e delle schermature solari. Le finestre sono state posizionate per ottimizzare la massima captazione della radiazione solare durante il periodo invernale, mentre un sistema di aggetti e frangisole scorrevoli consente gli ombreggiamenti durante il periodo estivo. Gli otto appartamenti che compongono l’edificio sono dotati del solo impianto di ventilazione meccanica controllata con scambiatore di calore ad alta efficienza e batteria di post riscaldamento/raffrescamento, pertanto l’immobile non è allacciato alla rete gas. l’edificio ha una fabbisogno energetico per il riscaldamento pari a 11kwh/m2a e 3kwh/m2a per il raffrescamento. L’energia primaria di cui necessita è pari a 92kwh/m2a di cui 52.2 kwh/m2a è la quota per gli elettrodomestici, l’impianto fotovoltaico di 14kw posto in copertura ne produce 108kwh/m2a: in sostanza l’edificio produce più energia di quella che consuma.

Comfort
L’edificio innalza i livelli di comfort rispetto le abitazioni tradizionali. il protocollo di certificazione impone che siano pressoché costanti tutte le temperature superficiali interne. Le temperature costanti aumentano la temperatura percepita ed evitano gli shock termici che si possono verificare nelle abitazioni tradizionali: soprattutto in prossimità degli infissi o negli ambienti collocati sul lato ovest in estate, nord in inverno. La verifica dei ponti termici elimina il pericolo di formazione di muffe e condense, mentre l’impianto di ventilazione meccanica controllata a bassa velocità garantisce una umidità dell’aria del 50%, valore che garantisce il massimo comfort. In un ambiente così climatizzato si innalza la temperatura percepita e a parità di temperatura registrata in un edificio tradizione, in una passivhaus la sensazione sarà di maggiore caldo in inverno e più fresco in estate. L’impianto di ventilazione meccanica ricambia tre volte ogni ora il volume d’aria degli ambienti, garantendo l’espulsione di aria esausta carica di C02 e l’immissione di aria esterna carica di ossigeno ma depurata di pollini e sostanze inquinanti che vengono catturate da un sistema di filtraggio.

Sostenibilità
L’edificio è realizzato a secco con una struttura composta da pannelli di legno strutturale: un materiale rinnovabile proveniente da foreste certificate FSC capace di ridurre l’esposizione al credito dell’intervento con la sua caratteristica rapidità di costruzione. Sono stati impiegati isolanti di tipo minerale come lane di roccia, legno, vetro evitando prodotti a base polimerica. Un impianto recupera l’acqua piovana per utilizzarla nello scarico dei sanitari e per l’irrigazione del verde pensile posto sui terrazzi, dove sono presenti piante di bamboo aventi fotosintesi tipo c4 capace di assorbire più co2 delle piante comuni. Viene recuperata la condensa prodotta dalle macchine di ventilazione controllata, unico impianto di climatizzazione dell’edificio, per produrre acqua demineralizzata ad uso dei condomini, utile per i ferri da stiro; tutti i corpi illuminati sono a led.

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