Premio IQU 2016, Facoltá di scienze della Salute di Granada

Sezione: Architettura Realizzazioni
Progettista: Archh. Marta Pelegrín Rodríguez, Fernando Pérez Blanco, Ernesto Murillo, Enrique Cabrera

La Facoltá di Scienze della Salute é un progetto dalla materialitá pura e dalla volumetria scolpita, che, con i suoi 1600 m², accetta i condizionamenti esterni dettati dal masterpla nel quale é inserita e li rielabora creando delle “tensioni” in grado di modellare l’opera ed il suo intorno.

La nuova Facoltà di Scienze della Salute forma parte del nuovo Campus Universitario di Granada ed è il risultato di un concorso internazionale tenutosi nel 2006.

Il masterplan sviluppato dallo Studio D’Architettura Cruz y Ortiz Arquitectos definisce la sistemazione del lotto, dimensionando un’area di progetto di 130m x 19m (11.400m²  fuori terra e due piani adibiti a parcheggio interrato). Tali restrizioni hanno portato a pensare ad una zona occidentale considerevolmente alta (10 piani) ed una orientale più bassa ( 3 piani), che si fondono in un unico edificio senza soluzione di continuità.

L’edificio, adattandosi al disegno urbano, si dispone lungo il lato del campus rivolto verso la città, vicino alla zona detta “Zaldín”, per cui presenta un accesso su ciascun estremo al fine di canalizzare i flussi provenienti da ogni parte del campus e dall’immediato intorno.

Gli accessi, situati ai due estremi dell’edificio, risolvono tramite spazi di transizione, la relazione tra le differenti quote del sito. Al disotto della torre è situato l’ingresso ovest, che collega direttamente le aule specializzate con gli uffici dei docenti e dei ricercatori, l’amministrazione e il rettorato. All’estremo opposto, al di sotto dell’aggetto contenente l’auditorium, è situato l’accesso principale, collegato direttamente agli spazi centrali del campus.

Il “determinismo” dato dalle restrizioni viene convertito  in una variabile in più al fine di “tendere” i parametri urbanistici e creare un volume che si apre creando spazi pubblici e zone comuni che permettono all’edificio di “respirare” e facilitare la relazione tra studenti, insegnanti e visitatori.

In questa opera architettura e struttura coincidono, delimitando  con chiarezza e semplicità lo spazio progettato, proponendo  una costruzione che rivela in maniera franca l’architettura; qui  il cemento fa da protagonista, le facciate si spiegano e generano leggere torsioni che, creando  linee d’ombra, si ripropongono di scolpire il volume per rispondere ai diversi punti di vista e scale di percezione e relazione con l’intorno.

Il tetto giardino, luogo di realzione e di interscambio, permette di restituire alla città lo spazio rubato dall’edificazione.

Strutturalmente, l’edificio è concepito in due parti (una di 3 e l’altra di 10 piani) unite tramite un unico giunto di dilatazione. I solai sono costituiti da lastre reticolari con luce di 7.5 m circa, e lastre alveolari nelle zone con luce maggiore, come l’auditorium o gli spazi di circolazione della zona sud.

Le facciate sono realizzate in cemento bianco a vista, per cui alla funzione portante si unisce un’inerzia termica che permette di ottimizzare l’isolamento degli spazi.

Il getto è stato realizzato utilizzando come casseformi tavole di legno montate in obliquo per ottenere una texture capace di far vibrare la superficie. Grande importanza è stata data allo studio della climatizzazione dell’edificio, scommettendo sul suo comportamento “passivo”, puntando sulla ventilazione naturale ed il riuso dell’aria.

Gli spazi interni sono stati pensati con l’utilizzo di materiali “immediati”, “sinceri”, che possono perfino essere definiti “crudi”. E’ una proposta che lavora sull’innovazione orientata verso la relazione diretta, senza intermediari, tra materia e persona, dando la priorità al risparmio delle risorse.

I pavimenti sono di cemento pulito continuo, con una granulometria simile  al cemento bianco in facciata, al quale sono stati disegnati i giunti. I controsoffitti, realizzati per alloggiare sistema di illuminazione ed altri impianti, sono di cartongesso o di cemento laminato.

I rivestimenti verticali sono di fogli di acciaio scuro (trattato con minio trasparente e induritore al poliuretano) montati su sostegni di legno idrofugo. I tagli situati lungo la facciata sud filtrano la luce al fine di calibrare l’esposizione solare degli spazi di circolazione.

Una volta entrati, le aule e gli spazi docenti si susseguono lungo tutto l’edificio, uin una sequenza di spazi a doppio volumen, patii e lucernari, definiti dal bianco e dall’ acciaio nero negli spazi di relazione e dall’uso del colore negli spazi di circolazione e nei vani scala.

Il risultato è una gran diversificazione  degli spazi interni che si dimensionano e qualificano in base a uso, posizione, orientamento, grado di intimità o relazione con l’esterno. Sono spazi che si dilatano e contraggono trasformando i luoghi di transito e di attesa in promenade con prospettive incrociate a diverse altezze. Sono paesaggi interni dove ha luogo la relazione, la ricreazione e l’incontro tra i differenti fruitori, dove la luce insieme alla geometría ed ai materiali modellano scenari estremamente variegati.

Scarica tutta la scheda progetto

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico