Premio IQU 2016, ECOBAR: riuso dell’ex biglietteria del palazzetto dello sport

Sezione: Rigenerazione Realizzazioni
Progettista: Arch. Giuseppe Gurrieri

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Il Progetto, esito della collaborazione fra pubblico e privato, riguarda il recupero dell’ ex biglietteria del palazzetto dello sport di Ragusa grazie all’impiego di materiali low come i listelli di legno da carpenteria  che ne ridisegnano la sagoma.

Il progetto riguarda il riuso e la riconversione della biglietteria dell’adiacente struttura polisportiva, in disuso da anni, in un bar- bistrot.

L’immobile, di proprietà comunale, è stato oggetto di un bando di concorso per l’affidamento a privati con l’obiettivo non solo di ristrutturare un bene ormai in condizioni fatiscenti, ma principalmente di coniugare,a fronte di una progettazione di qualità,  i desideri e le aspirazioni private con le necessità pubbliche.

La formula scelta dall’amministrazione locale è stata quella di una collaborazione tra il pubblico e il privato con l’obiettivo di recuperare l’immobile e contemporaneamente migliorare la qualità dell’ambiente edificato di un’area ad elevata criticità:

un vuoto urbano  tra la periferia ragusana e le nuove zone di espansione; uno spazio a bassissima densità edificatoria come un residuo di un programma di espansione residenziale slegato dall’assetto urbanistico preesistente.

E’ questa un’area di transito veloce dove insistono alcuni servizi per la collettività  tra cui le attrezzature sportive (palazzetto dello sport, stadio di calcio, piscina comunale, maneggio), il mercato rionale, le scuole, il centro direzionale e gli enormi rispettivi parcheggi.

Gli ampi spazi vuoti, la bassa densità edificatoria e la fruizione pubblica saltuaria (legata principalmente ad eventi periodici)  conferiscono a quest’area i connotati tipici del “non luogo”.

Unico riferimento identificativo e di orientamento è la torre del  serbatoio dell’acqua comunale, che fronteggia l’edificio e che con i suoi circa 30 metri d’altezza diventa il “faro” dell’area.

La strategia pubblico-privata  è  quella di avviare un’attività commerciale a  servizio delle strutture sportive presenti in zona ma anche fruibile dalle nuove famiglie di residenti; la vera sfida è però quella di generare un luogo di aggregazione a servizio della collettività ed innescare un processo di rigenerazione urbana.

L’edificio, costruito alla fine degli anni ‘80, allo stato di fatto ha una pianta quadrata, una struttura in cemento armato, copertura piana  in laterizio e cemento, tamponamenti in forati e presenta bucature in tutti i prospetti.

Il progetto si risolve nella realizzazione di una pelle esterna realizzata con materiali low cost e da riuso (pannelli di aquapanel e listelli di legno da carpenteria) che ne ridisegna la sagoma. Le bucature dei prospetti laterali  (che si affacciano sul palazzetto dello sport a sud e sulle cooperative in costruzione a nord) vengono schermate dal nuovo filtro; le due ampie vetrate, quella d’ingresso e quella lungo lo stesso asse sul prospetto opposto, permettono la visuale sul paesaggio urbano.

Sul prospetto nord una porzione del rivestimento è pensato per essere all’occorrenza ribaltato creando dei tavoli esterni.

L’involucro funge da parete ventilata e, oltre a schermare gli impianti tecnici (caldaia, macchina esterna del condizionatore, autoclave, antifurto) crea un’intercapedine perimetrale che serve da deposito.

All’interno una quinta smaltata in resina poliuretanica verde divide la zona di lavoro da quella aperta alla clientela. Le travi e i pilastri sono lasciati in calcestruzzo a vista e il pavimento è in battuto di cemento industriale lisciato e trattato con resina trasparente. Il bancone, come un volume pieno,  è realizzato in lamiera di ferro mentre tutti gli arredi rimandano a stili vintage retrò.

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